Il Salone di Auto e Moto d'Epoca, giunto alla 43° edizione, occupa oltre 235.000 m² con 14 padiglioni e più di 5.000 veicoli. L'evento conferma l'importanza economica e culturale del settore per Bologna e l'area circostante.
A Bologna la 43° edizione del Salone di Auto e Moto d'Epoca si è imposta come appuntamento centrale per collezionisti, professionisti e appassionati. L'esposizione, che chiude domani al pubblico, si sviluppa su più di 235.000 metri quadrati, distribuiti in 14 padiglioni, e ospita più di 5.000 veicoli. Numeri che testimoniano l'ampiezza dell'offerta e l'attrattività dell'evento per il territorio. Impatto economico e filiere collegate
Il settore delle auto storiche non è solo passione: uno studio McKinsey citato in sede di salone stima un giro d'affari vicino ai 90 miliardi di euro all'anno e oltre 5.000 transazioni relative a veicoli valutati più di 500.000 euro. Per Bologna e per l'area della Motor Valley queste cifre si traducono in ricadute concrete per imprese di restauro, ricambistica, servizi logistici e per l'indotto del turismo specializzato. 235.000 m² di spazio espositivo
di spazio espositivo 14 padiglioni
padiglioni Oltre 5.000 veicoli in mostra Il ruolo della Motor Valley e del patrimonio locale
I riferimenti alla Motor Valley emiliana sono stati uno dei temi ricorrenti durante l'inaugurazione. Nel raggio di pochi chilometri si concentrano realtà riconosciute a livello mondiale: tra le aziende citate figurano Ferrari, Lamborghini, Maserati, Dallara e Ducati. Il distretto conta, secondo gli organizzatori, circa 15.000 aziende collegate e ha portato lo scorso anno circa 3,6 milioni di visitatori nell'area, creando un flusso turistico e commerciale significativo per l'economia locale. 'Tutto quello che c'è sugli stand bolognesi rappresenta una cultura motoristica unica al mondo che dobbiamo custodire gelosamente e tramandare ai più giovani'
La frase, pronunciata da Alberto Scuro, presidente dell'ASI, sintetizza l'approccio culturale del salone: non solo mercato, ma anche conservazione e trasmissione di conoscenze tecniche e storiche. Cosa significa per Bologna
Per la città l'evento porta benefici diretti (hotel, ristorazione, commercio) e indiretti (visibilità internazionale, consolidamento di reti professionali). Gli spazi espositivi e il flusso di visitatori richiedono servizi, manodopera specializzata e logistica: elementi che possono generare contratti e opportunità per aziende locali già inserite nella filiera motoristica e per quelle interessate a entrare in questo segmento di mercato. Organizzazione e prospettive
Il Salone, sotto la direzione di Mario Baccaglini, è descritto dagli organizzatori come «l'unica fiera europea in cui è possibile ammirare da vicino un patrimonio così straordinario di automobili rare, modelli storici, esemplari unici e autentiche icone del motorismo». Andrea Pontremoli, presidente dell'associazione legata alla Motor Valley e ad Dallara, ha sottolineato il valore strategico del distretto per l'innovazione e il turismo. Dato Valore Metri quadrati espositivi 235.000 Padiglioni 14 Veicoli in mostra Oltre 5.000
Per i bolognesi l'appuntamento rappresenta dunque un momento di richiamo culturale e uno snodo economico da monitorare: oltre all'immediato afflusso di pubblico, le ricadute più importanti sono sul lungo periodo, grazie a relazioni commerciali e alla valorizzazione del patrimonio motoristico che caratterizza la regione.
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