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Musica e sport, una grande cantautrice e una campionessa dell'atletica. Un'ora passata a raccontarsi, a scoprire i punti in comune e le differenze, a dialogare con empatia e, magari, a diventare amiche. Nadia Battocletti e Malika Ayane incantano Santa Chiara con la loro simpatia. Nadia, trentina, atleta straordinaria nata a Cles, figlia di Giuliano e della mezzofondista marocchina Jawhara Saddougui, oro nei 5000 e nei 10.000 agli ultimi Europei di Birmingham, dove ha bissato la doppietta di Roma 2024; ma anche argento sui 10.000 a Parigi 2025, argento sui 10.000 e bronzo sui 5000 ai Mondiali di Tokyo 2025. Quest'anno è stata anche oro sui 3000 ai Mondiali indoor di Torun. Malika, cantautrice milanese, figlia di Mohamed, il padre marocchino di Fes, e di madre italiana, una voce straordinaria che Paolo Conte ha definito 'di colore arancione scuro, che sa di spezia amara e rara", sette album pubblicati compreso l'ultimo, 'Cicale', e un tour che partirà il 1° novembre dalle Marche. Si raccontano a Rachele Sangiuliano e Antonino Morici e si svelano piano piano Vicine e lontane —
Malika è milanista: 'Vengo da famiglia di interista, cresciuta nel quartiere di Walter Zenga. Per il mio spirito di bastian contrario e grazie al Milan di Sacchi sono diventata rossonera. E per i derby ho i miei riti. Sono da curva, canto i cori. Maignan è una guida, mi mette sicurezza, se dovessi fare una chiamata di emergenza chiamerei lui. E Modric: pare un danzatore, così leggero'. Nadia è interista: 'Peluche con la sciarpa dell'Inter regalata dal papà. Ad aprile accolta ad Appiano Gentile. Mi hanno coccolata, tutti erano semplici e tranquilli'. Il Marocco le unisce. Così Nadia: 'Mamma è nata nel Nord-Est del Marocco. Ricordo la grande famiglia, mia mamma è la nona figlia quindi immaginate zii, cugini, i pranzi insieme e un caos felice, di famiglia. Sono scesa l'ultima volta due anni fa per il matrimonio di mia cugina. È sempre una gioia'. Malika. 'Le colazioni a casa di nonna Malika erano leggendarie, aspettava tutti i nipoti, iniziavano dalle 6 e finivano alle 2 quando iniziava il pranzo. Appena posso torno, il Marocco è straordinario'. Malika e Nadia sono frutti migliori di un'integrazione, di una contaminazione che è sempre un valore e che deve battere tanti luoghi comuni. Malika li demolisce con una battuta fulminante. 'Dovessimo fare uno scippo, io li incanto e lei scappa con il bottino'. Anche la maratona le unisce. Così Nadia: 'I primi ricordi sono quelli di papà atleta, ma ora l'idea è che concluderò la mia carriera con la maratona. Non adesso, perché ora la testa è su Los Angeles e sulla pista, ma non nego che dopo il 2030, o forse anche prima, voglio dedicarmi ai 42 km'. Malika. 'Aver finito una maratona è la conquista più sentita della mia vita. L'ho corsa a New York nel 2024 ed è stato bellissimo, mi sono divertita, ho riso un sacco. La maratona ti obbliga a trattarti bene, se non l'hai fatto con il tuo corpo e con la testa non vai da nessuna parte. Ora mi sono iscritta a Londra 2027'. Pure Rachele Sangiuliano ha corso la maratona di New York. 'Ma io non ho riso. Bello sentire la musica diversa nei vari quartieri, ma a Central Park quando pensi di aver finito… Malika, anche lì tu hai riso?'. 'Più che altro quello era uno spasmo'. E poi il cibo. Malika: 'Sono la maga del risotto, sono semplici da fare e mi piacciono da morire. E poi in Marocco c'è uno zafferano meraviglioso, con la liquirizia è un abbinamento interessante'. 'Anche mia mamma è brava con i risotti - replica Nadia -. Ultimamente però al centro del mio menù c'è la carne di struzzo. Recentemente ho avuto un problema, ho aumentato i carichi e il mio corpo ha faticato ad adeguarsi. Dovevo andare in altura per 5 settimane, ogni allenamento riducevo le mie scorte e in altura le finisci a ritmo doppio. Ho scelto una carne che avesse un alto quoziente di ferro, facile trovare e da assimilare. Questo mi ha aiutato a tamponare il calo drastico di ferro. La consiglio'. Malika: 'Io ho imparato a non cenare. I musicisti sono goderecci, si torna con chili in più, sembri la custodia di te stessa. Così mangio soprattutto nella prima parte della giornata'. Nadia si definisce 'tanto golosa, non mi pongo limiti, ma facendo sport di endurance non sto lì a guardare il grammo o il dolce. Magari pre-gara riduco caffeina e cioccolata, non mangio cibi ultra-processati. Sto attenta, ma il giusto'. E poi gli infortuni. Nadia: 'Ho imparato a considerarli positivamente. Sono un errore di base, arrivano quando hai trascurato qualche aspetto. Questo ti porta a capire e a migliorare. A Parigi, prima delle gare, papà veniva con me attorno al Villaggio Olimpico in bici e mi esortava a non pensarci, agli infortuni. Nei 10.000 non pensavo nemmeno di gareggiare, ma ho capito che conta come approcci le cose che ti accadono. Mamma e papà mi hanno aiutato, soprattutto in quei Giochi. Dopo i 5.000 mi dicevano 'la tua Olimpiade l'hai già fatta'. Mentre mi scaldavo per i 10.000 ho sentito una fitta. Mancava mezz'ora. Quando sono entrata in call room ho pensato 'Ok, ho male, lo so, ne sono consapevole. Ma è stata più la sofferenza negli allenamenti. Così dopo il fastidio dei primi 3-4 giri non ho sentito più nulla, pensavo solo alle avversarie e alla gara'. Malika: 'Anch'io mi sono infortunata, è successo 3 mesi prima di una tournée teatrale che aspettavo da tre anni e mezzo. Ho trovato degli escamotage, non ho mai mollato, non ho rinunciato ai tacchi ed è uscito un tour clamoroso. L'emotività bisogna controllarla'. Infine il respiro. Malika. 'Mi stupisco per tutto, ho sempre una fame d'aria. La base di tutto però è cancellare i pensieri intrusivi e la prima cosa per farlo è respirare. Tante cose si risolvono respirando. Pratico lo yoga integrale, che non ha una concezione sportiva, e sui dolori funziona tantissimo'. Nadia: 'La respirazione aiuta anche me, nella vita normale. Sul piano sportivo, papà si inizia a interessare su questo aspetto e quindi credo che approfondiremo il tema. Ci sono tanti limiti inesplorati'. —
Il fil rouge dell'incontro passa alla musica, alle canzoni di Malika. Partono le note di 'Imprendibile'. Come Nadia agli Europei. 'Birmingham bella esperienza, mi ha aiutato tanto per la fiducia. Quest'anno non ho avuto la preparazione che desideravo, ma ho mostrato i lati su cui avevo lavorato tanto'. 'Tour dal 1° novembre dalla Marche, il 24 novembre a Padova. Concerto bellissimo, ed è il risultato di tanto lavoro sui dettagli'. Poi 'Il tempo non inganna'. Nadia: 'Il tempo è il nostro giudice, servono determinati standard per partecipare alle gare. È tanto centrale, anche per noi atleti'. 'Ti piaci così'. Nadia. 'Accettarsi è fondamentale, per i pregi e per i difetti'. Malika: 'A un certo punto capisci che il senso di ciò che fai comunque non sposterà l'asse terrestre. Tutto è modificabile, nell'universo siamo alti come delle foglie di banano. Concentrarsi sul processo e non sul risultato. Essere presenti nel momento'. 'Come foglie'. Malika: 'Mai perdere la consapevolezza di essere un essere vivente, soggetto a tutte le emozioni. Essere soggetti alla sensibilità è la possibilità di fare qualcosa di esplosivo. Al primo Sanremo sentivo che contava cantare bene, poi potevo anche cadere dalle scale ma al massimo sarebbe stato promozionale. Quest'anno, con più solidità, ho cercato di divertirmi tanto: hai un'orchestra, il coro, tanti amici, un vestito pazzesco, come fai a non divertirti'. Nadia: 'Spero sempre di sentirmi leggera come una foglia quando corro. Si può essere anche fragili come le foglie, è normale che ci siano dei bassi ma ti aiutano per raggiungere gli altri. Devi accettarli e farne il tuo trampolino'. 'Detto tra noi'. Malika: 'La confidenza con i musicisti è importante, si crea un linguaggio parallela, hai un'intimità, una comprensione che è legata al brano che fai'. Nadia: 'Ci sono relazioni tra noi atlete. Sembriamo avversarie, ma i più grandi avversari a volte sono amici. Quello che accade in campo rimane in campo, in quel momento ci sono solo gli sguardi. Finita la gara ci si abbraccia e ci si parla'.
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