L'Associazione Viva la vita Italia ha presentato un esposto in procura a Busto Arsizio (Varese) sulla morte medicalmente assistita di Domenico Zuccarella, 59enne affetto da sclerosi multipla multipla secondariamente progressiva avvenuta il 25 agosto. Si è trattato del primo 'suicidio assistito' gestito dal Servizio sanitario della Regione Lombardia. La pratica di Zuccarella è stata gestita dall'Asse Ovest Milanese con sede a Legnano dunque la procura territorialmente competente è quella di Busto Arsizio.
L'esposto
L'Associazione, di cui è presidente Giacomo Gigliotti, chiede alla magistratura di verificare modalità, presupposti e gestione della procedura. Nell'esposto viene riportato il fatto che il Servizio sanitario regionale non si sarebbe limitato a verificare le condizioni cliniche del richiedente, ma avrebbe anche messo a disposizione personale, farmaco, strumentazione, sistema di auto somministrazione e struttura sanitaria per l'attuazione della procedura.
Viva la vita Italia chiede accertamenti sul rispetto delle condizioni previste dall'ordinamento e dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, in particolare quelle fissate dalla sentenza 242 del 2019 sull'aiuto al suicidio. Tra i punti dell'esposto c'è la verifica della patologia e delle sofferenze, della dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, della piena capacità di autodeterminazione e dell'informazione fornita sulle cure palliative, sulla terapia del dolore e sulle alternative assistenziali. Viene chiesto anche di verificare l'effettiva auto somministrazione del farmaco e quale sia stata, materialmente, l'azione compiuta dalla persona per attivare il dispositivo, escludendo eventuali interventi di terzi.
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