Juve, quattro gol in tre partite: nessuno degli attaccanti. Anche Spalletti deve fare meglio per ottimizzare il materiale offensivo a disposizione
C'è un dato statistico impietoso che alza un campanello d'allarme significativo in casa Juventus: le prime quattro reti stagionali realizzate dalla squadra portano la firma esclusiva di difensori e centrocampisti. Da un lato ci sono le incornate aeree di Bremer e Gatti, dall'altro le conclusioni vincenti di Koopmeiners e Nico Gonzalez. Il bilancio del reparto avanzato resta invece desolatamente fermo a quota zero. Un paradosso numerico che mette a nudo un limite tattico su cui lo staff tecnico è chiamato a riflettere.
Nonostante l'importante investimento estivo per portare a Torino Randal Kolo Muani e ridisegnare la prima linea, la Juventus sembra essere ricaduta esattamente nello stesso vicolo cieco della passata stagione. La formazione bianconera produce un'enorme mole di gioco, domina la trequarti avversaria e genera un volume elevato di Expected Goals, ma manca costantemente della cattiveria e del cinismo necessari negli ultimi sedici metri. La sensazione diffusa è che continui a mancare quel finalizzatore d'area puro, capace di capitalizzare la grande mole di lavoro prodotta dalla squadra.
Se da una parte l'assenza di concretezza sotto porta è evidente, dall'altra spetta a Luciano Spalletti trovare le giuste contromisure per far rendere al meglio le risorse a propria disposizione. Il lavoro di raccordo e la generosità di Kolo Muani sono apprezzabili, ma da soli non bastano: per ambire ai vertici servono i gol degli uomini d'attacco. Il tecnico toscano deve registrare rapidamente i meccanismi di rifinitura e mettere i suoi attaccanti nelle condizioni ideali per battere a rete. Per conquistare traguardi importanti, la Juve non può affidarsi in eterno alle sortite dei centrali di difesa o agli strappi dei mediani.
(0)Comments