'Voglio scusarmi per il mio gesto, figlio della delusione del momento. Spero di stringere la mano a Martino alla prossima occasione'. Fabio Acquaroli, l'imprenditore e tifoso dell'Atalanta autore del gesto dimostrativo ben poco apprezzato dallo stesso pubblico nerazzurro, in esclusiva per Bergamo & Sport presenta le sue scuse: 'Resto della mia idea, ma le maglie non si bruciano. Mi scuso con De Roon e la sua famiglia', le sue parole. Ad andare in fiamme era stata la maglia numero 15 dell'olandese, passato alla Roma nottetempo dietro accuse di tradimento più o meno esplicite, tra l'altro acquistata all'asta benefica da Acquaroli per ben duemila euro.
L'imprenditore e la maglia bruciata: 'Pronto a stringere la mano a De Roon'
'In realtà voleva solo essere un video e un gesto mio, dedicato a una cerchia ristretta di amici – ha spiegato Acquaroli -. Anche se c'è delusione e rabbia, però, non avrei dovuto farlo: la maglia dell'Atalanta non si brucia. Sul concetto di De Roon, però, rimango della mia idea. Non volevo diventare famoso e nemmeno un mostro. Mi scuso anche con la famiglia, spero di rivedere Martino e potergli stringere la mano quando verrà a giocare a Bergamo'.
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