Il nuovo "ritmo" debutta con Chrome 153 , disponibile su desktop, iOS e Android. E la scelta non riguarda soltanto la velocità con cui arrivano le nuove funzioni, anzi: al centro ci sono soprattutto la sicurezza e la necessità di reagire più rapidamente a un panorama di minacce che sta diventando sempre più complesso .
Google spiega che l'aumento degli strumenti automatizzati basati sull'AI e il maggior numero di segnalazioni provenienti dalla community stanno facendo crescere il volume di bug e vulnerabilità da correggere. Ridurre a due settimane il tempo tra una versione e l'altra permette quindi di accorciare la distanza tra la scoperta di una falla, la disponibilità della correzione e la sua effettiva distribuzione agli utenti.
La volontà è di ridurre al minimo quello che viene definito "N-day gap", ovvero il periodo durante il quale una vulnerabilità è già conosciuta ma non è ancora stata risolta per tutti.
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