Dolly Parton è stata una delle personalità più amate della musica americana, ma nel corso della sua lunga carriera ha saputo conquistare anche il pubblico cinematografico. La cantante ha infatti recitato in diverse commedie di successo e, proprio per questo, sorprende ancora oggi scoprire che negli anni ' 80 arrivò a rifiutare un compenso da capogiro per prendere parte a un film di supereroi.
La cifra messa sul tavolo era di ben 7 milioni di dollari e il ruolo proposto non era affatto secondario. Parton avrebbe dovuto interpretare la principale antagonista di Supergirl, il film del 1984 con Helen Slater nei panni della cugina di Superman. A convincerla a dire di no, però, non fu il denaro, bensì la natura del personaggio.
Il rifiuto di Dolly Parton
La vicenda è tornata alla ribalta dopo la recente e triste scomparsa della cantante, avvenuta il mese scorso all'età di 80 anni. A riemergere è stata in particolare un'intervista del 1992 concessa al Chicago Tribune, nella quale Parton raccontava di aver ricevuto l'offerta per il film e spiegava con grande sincerità perché aveva deciso di lasciar perdere.
L'attrice ricordava di essere rimasta certamente colpita dalla somma proposta, ma di non aver gradito l'idea di essere scelta per interpretare una donna malvagia. Parton raccontò di aver reagito chiedendo, in sostanza, per quale motivo avrebbero voluto proprio lei nei panni di una strega cattiva, lasciando intendere che quel tipo di ruolo non rispecchiasse affatto la sua immagine.
La cantante ammise anche di non essere sempre stata una persona perfetta e di poter avere, come chiunque altro, i propri momenti meno gentili. Tuttavia, spiegò di non considerare la cattiveria parte della propria natura e di non avere alcun interesse a portare sullo schermo un personaggio costruito attorno a quel lato.
Una decisione piuttosto sorprendente, soprattutto considerando l'entità dell'offerta, visto che all'epoca, 7 milioni di dollari rappresentavano infatti un compenso enorme e Parton avrebbe potuto facilmente trasformare Supergirl in uno dei progetti più importanti della sua carriera cinematografica.
Una carriera tra musica e cinema
Il rifiuto di Supergirl non impedì comunque a Dolly Parton di costruirsi una solida carriera anche davanti alla macchina da presa. Il suo debutto sul grande schermo arrivò nel 1980 con 9 to 5 ( in italiano Dalle 9 alle 5... orario continuato) , commedia ambientata nel mondo degli uffici che le permise di mostrare anche le sue doti da interprete oltre a quelle musicali.
Negli anni successivi lavorò con star come Burt Reynolds in The Best Little Whorehouse in Texas e con Sylvester Stallone in Rhinestone ( in italiano Nick lo Scatenato) . Nel 1989 arrivò poi uno dei suoi ruoli cinematografici più apprezzati, quello nel cast corale di Fiori d'acciaio, pellicola che riuniva alcune delle attrici più importanti dell'epoca.
La sua esperienza nel cinema si è protratta per diversi decenni, fino a Dolly Parton's Christmas on the Square, musical prodotto per Netflix che rappresenta la sua ultima apparizione cinematografica.
Il film del 1984 vedeva Helen Slater interpretare Kara Zor-El, la giovane eroina arrivata sulla Terra dal pianeta Krypton. A metterla in difficoltà era Selena, ambiziosa e sopra le righe antagonista interpretata da Faye Dunaway, proprio il ruolo che alcuni anni prima era stato proposto a Dolly Parton.La pellicola non riuscì però a trasformarsi nel successo sperato e venne accolta piuttosto freddamente sia dalla critica sia dal pubblico.
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