Villaggio olimpico Milano 2026: a Scalo Romana apre lo studentato da 1.698 posti letto

Villaggio olimpico Milano 2026: a Scalo Romana apre lo studentato da 1.698 posti letto
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Category: Financial
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La trasformazione del Villaggio di Scalo Romana segna il passaggio dalla funzione temporanea legata ai Giochi Invernali 2026 a una nuova destinazione stabile per la città. Con 1.698 posti letto, la struttura diventa uno dei principali studentati convenzionati di Milano e contribuisce a rispondere alla crescente domanda abitativa universitaria. La riconversione è stata completata in tempi particolarmente rapidi, mantenendo servizi, dotazioni e soluzioni di accessibilità sviluppate per l'esperienza olimpica e paralimpica. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione urbana dell'ex scalo ferroviario. Al centro, un modello che combina student housing, edilizia sociale, investimenti istituzionali e sostenibilità economica. Dal Villaggio olimpico allo student housing in quattro mesi Dalla funzione temporanea legata ai Giochi Invernali 2026 a quella permanente di studentato universitario. Il Villaggio di Scalo Romana apre ufficialmente agli studenti con 1.698 posti letto, diventando una delle principali strutture di student housing del capoluogo lombardo e uno degli elementi centrali del più ampio processo di trasformazione urbana dell'ex scalo ferroviario. Realizzato da COIMA SGR per i Giochi Invernali 2026 e successivamente riconvertito alla destinazione prevista a regime, il complesso ha già assegnato circa l'80% dei posti disponibili, pari a circa 1.300 studenti. La gestione è affidata a CXLiving attraverso il brand CX Campus & Hotel, che cura gli aspetti legati alla residenzialità, ai servizi, alla community e alle attività del campus. I primi studenti sono entrati nella struttura già alla fine di agosto, prima dell'avvio dell'anno accademico 2026/2027. La composizione della nuova comunità conferma una forte dimensione internazionale: il 39% dei residenti è italiano, mentre gli altri studenti provengono complessivamente da 80 Paesi. Tra le presenze più significative figurano Turchia, Stati Uniti, India e Francia. Uno degli aspetti più rilevanti dell'intervento riguarda i tempi della riconversione. Il Villaggio era stato progettato sin dall'origine tenendo conto della sua seconda vita dopo i Giochi e, una volta terminato l'utilizzo olimpico e paralimpico, sono stati necessari circa quattro mesi per completarne la rifunzionalizzazione come residenza universitaria. L'intero complesso era stato realizzato attraverso un cronoprogramma di circa 30 mesi. Secondo i dati diffusi da COIMA, il passaggio dalla funzione temporanea legata all'evento sportivo a quella permanente rappresenta una delle trasformazioni post-evento più rapide realizzate per un'infrastruttura di queste dimensioni. Un processo reso possibile anche dall'organizzazione della filiera, costituita da fornitori e competenze prevalentemente italiane e selezionata anche sulla base di criteri legati alle performance di sostenibilità. L'interno di una delle camere del nuovo studentato (Crediti: COIMA SGR) La legacy dei Giochi diventa una funzione permanente per la città Durante i Giochi il Villaggio aveva ospitato oltre mille atleti olimpici e paralimpici appartenenti a più di 40 delegazioni internazionali. Gli stessi spazi vengono ora utilizzati dagli studenti, mantenendo parte delle dotazioni e dei servizi sviluppati per la manifestazione sportiva. Particolare attenzione è stata riservata al tema dell'accessibilità. Le soluzioni adottate durante le Paralimpiadi sono infatti state mantenute anche nella configurazione definitiva dello studentato, diventando parte della legacy dell'intervento e del programma concordato con Comune di Milano, Fondazione Milano Cortina 2026 e Commissario per le Paralimpiadi. Student housing a Milano: il Villaggio copre circa il 6% del fabbisogno Il nuovo studentato interviene in un mercato caratterizzato da una forte distanza tra domanda e offerta. A Milano il fabbisogno stimato è di circa 30 mila posti letto a fronte di una popolazione universitaria complessiva prossima ai 200 mila studenti. Con 1.698 posti disponibili, il Villaggio può quindi contribuire a coprire circa il 6% della domanda potenziale cittadina, inserendosi all'interno della quota di edilizia residenziale sociale prevista per il quartiere di Scalo Romana. Il sistema tariffario è regolato attraverso una convenzione con il Comune di Milano. Grazie anche al contributo del Ministero dell'Università e della Ricerca, COIMA indica per l'intero periodo di dodici anni una tariffa media di 785 euro più IVA al mese, comprensiva dei servizi. Il valore risulterebbe inferiore di circa il 5% rispetto a quanto stabilito dalla convenzione comunale e del 25% rispetto alla media indicata per il mercato milanese delle locazioni comprensive di servizi. Per 450 posti letto il costo medio scende a circa 592 euro al mese, IVA e servizi inclusi. All'interno di questa quota, 135 posti sono destinati al Diritto allo Studio universitario, con un costo indicativo di circa 250 euro mensili. Una delle sale comuni previste nel nuovo studentato (Crediti: COIMA SGR) Gli accordi con università e istituzioni La commercializzazione delle camere avviene sia direttamente sia attraverso accordi con gli atenei milanesi. Tra le principali assegnazioni risultano 730 posti riservati all'Università Bocconi, 135 posti destinati al Diritto allo Studio attraverso una convenzione con l'Università Statale di Milano e altri 40 posti assegnati alla NABA. Lo studentato comprende inoltre una dotazione articolata di spazi e servizi comuni: sorveglianza continuativa, portineria, sistemi di videosorveglianza, locker, lavanderie, WiFi, utenze comprese, circa mille posti bici coperti, 42 cucine, due palestre, 42 sale studio e ulteriori ambienti dedicati ad auditorium, cinema, musica, hobby e meditazione. Scalo Romana: residenze, edilizia sociale e rigenerazione urbana L'apertura del Villaggio rappresenta soltanto una componente del più ampio processo di trasformazione di Scalo Romana. Il nuovo quartiere prevede complessivamente circa 105 mila metri quadrati destinati alla residenza. Il 50% sarà dedicato all'edilizia residenziale convenzionata e pubblica, includendo anche i circa 1.700 posti letto dello studentato. Complessivamente, il programma dovrebbe fornire una risposta abitativa a più di 2.500 persone e contribuire sia agli obiettivi del Piano Casa del Comune di Milano sia alle iniziative rivolte allo sviluppo dell'abitare sostenibile e accessibile. Un ulteriore tassello sarà costituito dall'accordo tra COIMA e CCL – Consorzio Cooperative Lavoratori – per la realizzazione di circa 320 abitazioni sociali o convenzionate. Di queste, circa 220 saranno sviluppate in edilizia convenzionata ordinaria, con costi di assegnazione indicati al di sotto dei 4.000 euro al metro quadrato. L'operazione contribuirà inoltre al finanziamento di circa 100 alloggi di edilizia residenziale pubblica, per i quali è previsto un canone medio nell'ordine dei 30 euro per metro quadrato all'anno. L'obiettivo della partnership è sperimentare un modello nel quale edilizia libera, convenzionata e sociale possano convivere all'interno dello stesso quartiere, evitando una netta separazione tra differenti categorie di abitanti e mantenendo al tempo stesso una qualità architettonica omogenea. Investimenti istituzionali e impact investing per il progetto La realizzazione del Villaggio è stata sostenuta interamente attraverso capitali di investitori istituzionali italiani. La convenzione con il Comune di Milano prevede un rendimento del 5%, definito in relazione alla natura di edilizia residenziale sociale dell'intervento e inferiore rispetto ai rendimenti ordinariamente associati alle operazioni immobiliari di mercato. Alla struttura finanziaria hanno partecipato diversi soggetti istituzionali. Intesa Sanpaolo ha operato sia come investitore sia come finanziatore, insieme a Crédit Agricole e all'Istituto per il Credito Sportivo, attraverso un Green Loan del valore di circa 110 milioni di euro. CDP, attraverso CDP Real Asset SGR e il Fondo Nazionale Abitare Sociale, ha contribuito invece all'ampliamento della quota di posti disponibili a tariffa agevolata. Un ruolo rilevante è inoltre svolto dal Fondo Impact, fondo nazionale dedicato alla rigenerazione urbana con una raccolta complessiva di un miliardo di euro e partecipato da numerosi enti previdenziali e investitori istituzionali. L'impostazione del fondo si basa sui principi dell'impact investing, con l'obiettivo di integrare rendimento finanziario e risultati ambientali e sociali misurabili attraverso indicatori definiti preventivamente e monitorati nel tempo. Secondo i dati forniti da COIMA, nei primi cinque anni di attività il fondo avrebbe attivato circa 13.700 posti di lavoro lungo la filiera, generato 3,6 miliardi di euro di attività economica e 1,9 miliardi di contributo al PIL nazionale, con oltre 13.300 nuove abitazioni previste. Tra le operazioni sostenute figurano alcuni dei maggiori interventi italiani di rigenerazione urbana, tra cui Scalo Romana a Milano, MilanoSesto a Sesto San Giovanni e la trasformazione delle ex caserme Guido Reni a Roma. Dal grande evento alla città: la sfida della legacy urbana La trasformazione del Villaggio rappresenta soprattutto un caso interessante dal punto di vista della gestione dell'eredità dei grandi eventi. La possibilità di riconvertire rapidamente un'infrastruttura progettata per ospitare temporaneamente atleti in un complesso residenziale destinato a rimanere nel tessuto urbano riduce infatti il rischio di creare strutture sottoutilizzate una volta conclusa la manifestazione. Nel caso di Scalo Romana, la funzione olimpica è stata concepita come una fase intermedia all'interno di un programma più ampio di rigenerazione del quartiere. Student housing, abitazioni convenzionate, edilizia pubblica e nuovi servizi costituiscono così le diverse componenti di una trasformazione destinata a incidere nel lungo periodo sul sistema abitativo milanese. Il Villaggio diventa quindi un primo banco di prova per valutare se il modello sviluppato a Scalo Romana sarà in grado di coniugare qualità urbana, sostenibilità finanziaria, accessibilità economica e capacità di rispondere concretamente alla crescente domanda di abitazioni e residenze universitarie nelle grandi città. FAQ - Nuovo studentato nel Villaggio Olimpico Quanti posti letto offre il Villaggio di Scalo Romana? Il nuovo studentato dispone di 1.698 posti letto. Al momento dell'apertura, circa l'80% delle disponibilità risultava già assegnato attraverso accordi con università, aziende e collocamento diretto. Quanto tempo è stato necessario per riconvertire il Villaggio olimpico in studentato? La rifunzionalizzazione è stata completata in circa quattro mesi dalla conclusione dell'utilizzo olimpico e paralimpico, mentre la realizzazione originaria del complesso aveva seguito un cronoprogramma di circa 30 mesi. Quanto costa alloggiare nello studentato di Scalo Romana? La tariffa media complessiva indicata è di 785 euro più IVA al mese, servizi inclusi. Per 450 posti letto il costo medio scende a circa 592 euro mensili, mentre 135 posti destinati al Diritto allo Studio hanno una tariffa di circa 250 euro al mese. Quali università hanno stipulato accordi per i posti letto? Tra le principali convenzioni risultano 730 posti destinati all'Università Bocconi, 135 posti DSU in accordo con l'Università Statale di Milano e 40 posti riservati alla NABA. Qual è il ruolo del Villaggio nella rigenerazione di Scalo Romana? Lo studentato è una delle principali componenti del nuovo quartiere di Scalo Romana, dove sono previsti circa 105.000 mq di residenze, metà dei quali destinati a edilizia convenzionata e pubblica. Il progetto punta così a integrare student housing, housing sociale e nuove funzioni urbane.

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