L'Italia cede due fregate Fremm alla Grecia, l'accordo navale e cosa significa a livello strategico

L'Italia cede due fregate Fremm alla Grecia, l'accordo navale e cosa significa a livello strategico
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Category: Politics
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Italia e Grecia hanno firmato a Roma l'Accordo di attuazione relativo al trasferimento alla Marina ellenica di due fregate Fremm, Carlo Bergamini e Virginio Fasan, attualmente in servizio nella flotta della Marina Militare italiana. A rivestire un ruolo chiave sarà Fincantieri. Il gruppo non si limiterà alla cessione materiale delle due navi, ma avrà un ruolo importante sia nel loro trasferimento sia nel supporto durante l'intero ciclo di vita operativo, rafforzando la collaborazione con l'industria navale greca e aprendo la strada a nuove strategie a lungo termine. L'accordo rappresenta il passaggio concreto successivo al Memorandum of Cooperation e alla Declaration of Intent sottoscritti dai due Paesi nel settembre 2025. Non si tratta quindi soltanto di una vendita di navi, ma dell'avvio di una collaborazione più ampia tra Italia e Grecia nel settore navale e della difesa. APPROFONDIMENTI Due fregate italiane Fremm alla Grecia Fincantieri, utile a +188,4% nei primi sei mesi Compiti delle fregate Le due Fremm sono unità già operative e relativamente moderne. La Carlo Bergamini è una fregata multiruolo, progettata per l'attacco e la difesa in superficie (contro altre navi o bersagli a terra) ed è equipaggiata anche con un cannone a lungo raggio. La Virginio Fasan è specializzata nella guerra antisommergibile (caccia ai sottomarini nemici e nella difesa ravvicinata). Per la Grecia significa poter rafforzare rapidamente le proprie capacità navali senza aspettare i tempi necessari per costruire navi completamente nuove e aumentare nell'immediato la sicurezza nel Mediterraneo orientale. Il valore dell'operazione è stato indicato attorno ai 460 milioni di euro, anche se l'importo complessivo deve essere considerato nel quadro dell'intero accordo e delle attività di trasferimento, supporto e aggiornamento. Cosa cambia per la Marina Militare italiana L'Italia, cedendo la Bergamini e la Fasan, rinuncia a due fregate operative, subendo una riduzione della flotta. Tuttavia, l'operazione va inserita nel processo di rinnovamento della Marina Militare italiana. Le Fremm trasferite alla Grecia sono unità della prima generazione e il loro posto sarà progressivamente occupato da navi più moderne, comprese le Fremm EVO, versione aggiornata delle Fremm. Le tempistiche indicate nell'accordo prevedono il trasferimento della Bergamini entro il primo semestre del 2028 e quello della Fasan entro il primo semestre del 2029. Questo significa che esiste una fase di transizione nella quale la Marina Militare italiana deve gestire attentamente il rapporto tra le unità cedute e quelle nuove che entreranno in servizio. L'operazione Sulla base di fonti di mercato, il valore dell'operazione per Fincantieri potrebbe aggirarsi attorno ai 2-3 miliardi di euro. Una cifra che il gruppo della cantieristica raggiungerebbe sia garantendo il supporto logistico alle due Fremm trasferite alla Marina ellenica sia attraverso la costruzione di due nuove unità per la Marina italiana. Nel dettaglio, il costo di realizzazione di una Fremm corrisponde a circa 750 milioni di euro, a cui si aggiunge la gestione. Per Fincantieri inoltre l'accordo firmato oggi tra Italia e Grecia potrebbe prefigurarsi come apripista anche verso ulteriori e nuove collaborazioni strategiche con Atene, valutando nuovi prodotti come sommergibili e altre navi di superficie, alla luce anche della situazione geopolitica di tensione in Medio Oriente

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