Lunedì 7 settembre, i media iraniani hanno affermato che un missile balistico con capacità migliorate permetterebbe a Teheran di 'agire contro qualsiasi minaccia, anche prima che venga messa in atto'. Il comunicato dell'agenzia di stampa statale iraniana citava ripetutamente le dichiarazioni rilasciate il giorno prima alla televisione dal capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, il quale aveva affermato che un nuovo vettore era stato utilizzato contro una nave della U.S. Navy.
Sabato, come riferisce Associated Press, gli Stati Uniti hanno dichiarato che missili balistici sono stati lanciati, senza successo, contro navi da guerra statunitensi e di aver risposto colpendo tre petroliere iraniane.
Un vettore svelato per la prima volta nel 2025
Il vettore in questione, come riportato dai media iraniani, potrebbe essere il Qassem Basir, un nuovo missile balistico che è stato svelato il 3 maggio del 2025. In quella occasione, il ministro della Difesa iraniano, il generale di brigata Aziz Nasirzadeh, in un'intervista alla televisione iraniana aveva descritto il Qasem Basir come un missile migliorato, con una manovrabilità superiore che gli consente di eludere più efficacemente i sistemi di difesa missilistica, e un sistema di guida immune alle interferenze elettroniche e sistema di guida terminale elettro-ottico.
L'Iran, attravero i suoi canali ufficiali, aveva mostrato un video del lancio di un missile simile allo Shahid Haj Qasem, con immagini in bianco e nero che sembravano essere state riprese dal sensore di puntamento durante la discesa verso il bersaglio, suggerendo l'utilizzo di un sensore a infrarossi per l'individuazione del bersaglio.
Nell'intervista, il generale Nasirzadeh aveva inoltre affermato che il Qasem Basir è dotato di un nuovo corpo in fibra di carbonio che lo rende quasi invisibile ai radar aggiungedo che l'aggiornamento del missile si basa sugli insegnamenti tratti dalle operazioni True Promise 1 e 2, ovvero gli attacchi missilistici contro Israele del 13-14 aprile 2024 e del 1 ottobre 2024 rispettivamente.
Secondo gli esperti, il Qasem Basir avrebbe una gittata di almeno 1200 chilometri, ma non è stato fornito alcun dato sulla potenza della sua testata. Il missile Shahid Haj Qasem, che prende il nome dal defunto generale iraniano Qasem Soleimani, è stato invece presentato nell'agosto 2020 e, secondo quanto riportato, ha una gittata di 1400 chilometri con una testata da 500 chilogrammi.
Il sistema di propulsione del Qasem Basir si basa su combustibile solido, che consente una più rapida prontezza al lancio e condizioni di stoccaggio più stabili rispetto ai vettori a combustibile liquido. Questo nuovo missile avrebbe coperto una distanza superiore a 1200 chilometri durante un test condotto il 16 aprile 2025, colpendo, secondo quanto riferito, un bersaglio preselezionato tra diversi bersagli di prova con una deviazione minima e senza l'utilizzo della navigazione GPS. Il sistema di guida sarebbe quindi di tipo inerziale con assistenza elettro-ottica nella fase terminale.
Alcuni esperti riferiscono che le alette alla base dell'ogiva del missile consentirebbero al vettore di effettuare manovre evasive durante la fase finale del volo, per evitare i tentativi di intercettazione. Secondo quanto riportato, può essere lanciato da veicoli tipo TEL (Transporter, Erector, Launcher), comprese piattaforme simili a camion civili, aumentando la mobilità e la capacità di occultamento delle operazioni di lancio.
Stime tecniche basate su fonti iraniane e rapporti di intelligence suggeriscono che il missile possa raggiungere velocità simili a quelle dei precedenti missili Haj Qassem, ovvero potenzialmente fino a Mach 12. La lunghezza del missile è stimata in circa 11 metri, con un peso complessivo di circa 7 tonnellate.
Sebbene non siano stati rilasciati dati precisi sulla sua sezione radar equivalente o sulla compatibilità con le piattaforme di lancio, l'utilizzo di materiali compositi in fibra di carbonio e la guida ottica suggeriscono che il missile sia destinato a operare in ambienti ostili, dove si prevede un rilevamento e un'intercettazione tempestivi da parte dei sistemi di difesa aerea. Il Qassem Basir è attualmente il missile iraniano a più lunga gittata dotato di un sistema di ricerca elettro-ottico, superando modelli precedenti come lo Zolfaghar Basir.
Il dubbio sull'operatività del missile
Nonostante le affermazioni iraniane, i missili balistici con veicolo di rientro manovrabile hanno bisogno di particolari accortezze per poter colpire un bersaglio in movimento come una nave. Si richiede infatti una complessa catena di puntamento che comprende rilevamento, identificazione, tracciamento continuo, trasmissione dati e rapido aggiornamento della soluzione di tiro.
L'affermazione dell'Iran secondo cui il missile sarebbe stato utilizzato contro navi da guerra statunitensi non dimostra di per sé una capacità antinave pienamente consolidata, soprattutto considerando che il Comando Centrale degli Stati Uniti dichiara che le navi bersaglio hanno evitato i missili.
Persistono inoltre le perplessità sull'operatività del Qassem Basir, in considerazione che, ancora a maggio 2026, il vettore non è stato utilizzato dall'Iran nelle azioni di bombardamento: alcuni, infatti, ritengono che esso, come altri ultimi ritrovati della missilistica iraniana, non sia ancora entrato in servizio.
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