Aci Platani / Sopralluogo con la protezione civile per la demolizione di un immobile - La Voce dell'Jonio

Aci Platani / Sopralluogo con la protezione civile per la demolizione di un immobile - La Voce dell'Jonio
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Si è svolto ieri mattina, in piazza IV Settembre ad Aci Platani, il sopralluogo congiunto richiesto dal sindaco di Acireale Roberto Barbagallo per verificare nuovamente le condizioni dell'immobile interessato dal sisma del 26 dicembre 2018. Al sopralluogo – riporta una nota stampa – hanno partecipato il sindaco Roberto Barbagallo, il commissario straordinario per la ricostruzione Salvatore Scalia, il funzionario del Dipartimento regionale della Protezione Civile Vincenzo Salanitri, il dirigente dell'Area Ambiente e Protezione Civile Antonino Borzì e il dirigente dell'Area Ricostruzione Post Sisma Lauretta Spina, oltre a funzionari e tecnici regionali e comunali. Erano presenti anche l'assessore ai Lavori Pubblici Antonino Musmeci e il consigliere comunale Enzo Di Mauro. Il sopralluogo è stato richiesto dal Comune nell'ambito della procedura per la rivisitazione e modifica della scheda AeDES n. 007 del 15 gennaio 2019. Nella richiesta, il sindaco ha evidenziato la necessità di una nuova valutazione delle condizioni strutturali dell'immobile, ritenendo che lo stesso possa costituire un pericolo per l'incolumità pubblica. E chiedendo di rivalutare la necessità della demolizione. La scheda AeDES (Agibilità e Danno nell'Emergenza Sismica) del 2019 aveva dato un esito di agibilità dell'immobile, evidenziando tuttavia l'inagibilità per rischio esterno. E indicando tra i provvedimenti di pronto intervento la messa in sicurezza dell'arco di accesso e di un muro lesionato, oltre alla rimozione di coppi pericolanti. Il successivo provvedimento sindacale aveva disposto il divieto di accesso e utilizzo dell'immobile proprio in relazione al rischio esterno. Al centro del sopralluogo di ieri, dunque, la possibilità di rivalutare la scheda AeDES del 2019 e verificare quale sia il percorso amministrativo e tecnico percorribile. Alla luce delle condizioni dell'immobile e della particolare situazione evidenziata dal Comune. «Riteniamo che ci sia stato un errore in quei momenti convulsi e lo comprendo, perché sono state tante le schede di valutazione effettuate in tutto il territorio. Ma oggi abbiamo un immobile che è ancora in piedi e che riteniamo debba essere demolito, perché può rappresentare un pericolo per l'incolumità pubblica. C'è però anche un'altra questione che non possiamo ignorare: la famiglia è fuori casa dal 2019 e ha diritto, come è avvenuto negli altri casi, a un'abitazione. Se non si modifica la scheda, questa situazione rischia di lasciare contemporaneamente un immobile inabitato e pericoloso e una famiglia senza la propria casa », ha spiegato il sindaco Roberto Barbagallo. «In questo momento la Protezione Civile ritiene di avere le mani legate rispetto alla possibilità di modificare una scheda AeDES – ha proseguito il sindaco –. Per questo, insieme al commissario, stiamo cercando di capire quale sia la procedura corretta e se sia possibile sottoporre la questione alla Protezione Civile nazionale, verificando tutti gli aspetti anche con l'Avvocatura. È necessario, in nome del buon senso, trovare una strada che consenta di adeguare la valutazione alla situazione reale dell'immobile». Il commissario straordinario Salvatore Scalia ha sottolineato la necessità di verificare sul piano normativo la possibilità di intervenire sulla valutazione effettuata nel 2019. «Quello che ho già segnalato alla Protezione Civile è che, a mio parere, può esserci la possibilità di modificare la scheda AeDES. Per questo farò un quesito ai miei consulenti legali, affinché la Protezione Civile nazionale possa esprimersi con maggiore consapevolezza sulla possibilità di modificare la scheda nei casi particolarmente gravi, come quello della presenza di costruzioni su una faglia, come in questo caso. Le norme non si possono superare così agevolmente e non è competenza nostra decidere in merito, ma faremo tutto il possibile perché, laddove questa possibilità esista, la scheda AeDES possa essere modificata e la situazione burocratica possa essere ricondotta alla realtà dei fatti» , ha concluso Scalia.

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