La proposta 08 settembre 2026 alle 18:19 L'appello alla Regione da parte dell'Ordine dei fisioterapisti sardo
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Almeno un fisioterapista assegnato stabilmente a ciascuna Casa di comunità dell'Isola, in modo da assicurare la necessaria assistenza ai cittadini, soprattutto nelle zone interne.
La proposta parte dall'Ordine dei fisioterapisti della Sardegna Centrale in occasione della Giornata mondiale della Fisioterapia, che si celebra oggi. La proposta sarà presentata alla presidente della Regione con delega alla Sanità, Alessandra Todde, alla presidente della sesta Commissione consiliare della Sanità, Carla Fundoni, ai consiglieri regionali della stessa Commissione e ai direttori generali delle Asl di Cagliari, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Oristano e Sulcis Iglesiente (dove opera Ofi Sardegna Centrale).
«Come Ordine riteniamo sia arrivato il momento di aprire un confronto concreto sul ruolo della fisioterapia all'interno delle cure primarie e dell'assistenza territoriale della nostra regione», sottolinea il presidente Ofi, Gino Sedda. «La nostra proposta è chiara: la Sardegna può dotarsi di un modello strutturato di fisioterapia di prossimità, capace di portare la presa in carico della fisioterapia vicino alle persone, nei territori, nei distretti, nelle Case di comunità e nei luoghi della vita quotidiana. Lo diciamo da tempo e ora guardiamo con particolare interesse all'esperienza della Regione Toscana che, nelle settimane scorse, ha definito gli 'Indirizzi per l'organizzazione e lo sviluppo del modello assistenziale e dei servizi di fisioterapia di prossimità e delle cure primarie».
Perché occorre una fisioterapia di prossimità. «L'invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche, l'aumento delle condizioni di fragilità e la necessità di ridurre il ricorso improprio alle strutture ospedaliere, richiedono un cambiamento nell'organizzazione dell'assistenza», dichiara Patrizia Meleddu, vicepresidente Ofi Sardegna Centrale. «La fisioterapia non può essere considerata esclusivamente come una prestazione da erogare dopo un evento acuto o dopo un ricovero, ma deve diventare sempre più parte integrante della prevenzione, della cura della cronicità, della promozione dell'autonomia e della presa in carico territoriale».
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