Tre sconfitte, zero punti e un avvio di campionato certamente al di sotto delle aspettative. Ma anche la consapevolezza di essere soltanto all'inizio di una stagione lunga, complessa e tutta da costruire.Nella tradizionale conferenza stampa post-mercato, il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito, ha affrontato tutti i temi più caldi del momento giallorosso: dalla rosa profondamente rinnovata alle difficoltà incontrate in estate, passando per il mercato, il futuro di Antonini, la scelta di Gorgone e un accorato appello alla città.
L'obiettivo, nelle parole del direttore, è chiaro: ritrovare serenità, compattezza e, soprattutto, risultati. Senza cercare alibi, ma con la consapevolezza che la squadra è soltanto all'inizio di un nuovo percorso.
'Siamo all'inizio, abbiamo tutto il tempo per riprenderci'
Ad aprire la conferenza è stato proprio Polito, che non ha nascosto il momento delicato attraversato dalla squadra dopo le prime tre sconfitte.
'Come di consuetudine, ogni post-mercato c'è la nostra conferenza. Peccato che però questa conferenza cada in mezzo a un momento non proprio bellissimo per noi, per tutti noi, che veniamo da tre sconfitte. Ma, come sempre, siamo qui comunque a confrontarci e a far capire anche alla gente, cercando un po' di tranquillizzare'.
Il dirigente ha quindi invitato tutto l'ambiente a non perdere la fiducia, ricordando come la stagione sia ancora agli inizi.
'Il momento non è dei migliori, però sappiamo che siamo solo all'inizio e quindi abbiamo tutto il tempo per poterci riprendere quello che dobbiamo fare, quello che stiamo lasciando per strada'.
Una fiducia che Polito continua a riporre nella squadra, pur senza nascondere la realtà della classifica. Il Catanzaro è fermo a zero punti e il dato, naturalmente, non può essere ignorato. Allo stesso tempo, però, il direttore non ritiene che le prime tre partite abbiano restituito l'immagine di una squadra incapace di competere.
'Quando si perde vengono sempre presi di mira la difesa o il portiere, perché quando si prendono gol è normale che si guardi lì. Ma io penso una cosa diversa. Io penso che abbiamo degli ottimi giocatori'.
Tre sconfitte, ma Polito non cerca alibi: 'Abbiamo fatto tre ottime gare'
Il tema delle sconfitte e delle difficoltà difensive è stato inevitabilmente uno dei punti centrali della conferenza. Le prime tre gare hanno evidenziato alcune disattenzioni e, soprattutto, una certa difficoltà nel gestire alcuni momenti delle partite. Polito, però, ha respinto una lettura esclusivamente difensiva dei problemi.
Non gli piace parlare di sfortuna e, soprattutto, non intende utilizzare questo concetto come giustificazione.
'Non mi piace parlare di sfortuna, perché la sfortuna diventa troppo facilmente un alibi. Io dico invece che abbiamo fatto tre partite, tre ottime gare. Ho guardato tutte le partite e posso dire che non ci è girata bene'.
La classifica, tuttavia, resta quella che è e proprio per questo il direttore non intende sottrarsi alle responsabilità.
'Abbiamo perso le partite e questo è un dato di fatto. Vuol dire che dobbiamo fare qualcosa in più, magari avere un po' più di attenzione'.
Polito ha quindi ricordato un elemento che, pur non volendo trasformarlo in una scusante, considera inevitabilmente significativo: il Catanzaro ha iniziato la stagione con una squadra profondamente cambiata, un nuovo allenatore e tre trasferte consecutive.
'Non è un alibi, perché sapete che io non sono uno che cerca alibi o scusanti. Però sfido chiunque a prendere una squadra con sedici, diciassette, diciotto giocatori nuovi, un allenatore nuovo e affrontare tre trasferte'.
Tre trasferte e l'assenza iniziale del Ceravolo: 'La nostra roccaforte è sempre stata un'arma in più'
Proprio il calendario rappresenta uno degli aspetti sui quali Polito si è soffermato maggiormente. Il Catanzaro ha iniziato il proprio campionato lontano dal Ceravolo e, secondo il direttore, questo non può essere considerato un dettaglio secondario.
'Se avessimo fatto due partite in casa e una fuori, forse oggi potremmo parlare di qualcosa di diverso'.
Il fattore campo, negli ultimi anni, ha sempre rappresentato una risorsa importante per il Catanzaro.
'È stata sempre la nostra roccaforte, un'arma in più e non credo che questa sia una cosa che non si possa tenere in considerazione'.
Da qui anche la riflessione sul ritorno allo stadio e sulle difficoltà incontrate in questa prima parte della stagione.
'Tornare dopo un mese e non avere lo stadio, per me, è stato un errore. Perché poi, quando perdi, devi rincorrere le gare e rincorrere i risultati'.
Ma anche in questo caso Polito non vuole fermarsi alle spiegazioni. Il punto di partenza resta lo zero in classifica e la necessità di invertire immediatamente la rotta.
'Abbiamo zero punti e dobbiamo lavorare per tirarci fuori, come abbiamo fatto negli anni scorsi. Negli anni scorsi non siamo mai partiti benissimo, le problematiche ci sono sempre state. Adesso è peggio, ma io sono convinto che abbiamo i mezzi per poterci tirare fuori'.
Una rosa ampia non è un problema: 'Preferisco avere un giocatore in più'
Un altro argomento affrontato è stato quello della profondità della rosa. Il Catanzaro dispone di un gruppo numeroso, con circa trenta elementi e molti nuovi arrivi. Una situazione che potrebbe, almeno teoricamente, rendere più complicato il lavoro dell'allenatore nella gestione del gruppo.
Per Polito, però, avere una rosa ampia non rappresenta un problema.
'Questo è il terzo anno e ogni anno mi dite se sarà la stessa cosa. Sono un po' abituato ad avere rose belle e ampie e non credo ci siano mai stati problemi'.
La scelta è legata alla durata e alle difficoltà del campionato.
'Il campionato è lungo, è tortuoso e ci sono tante complicazioni. Io preferisco avere un giocatore in più. Abbiamo visto quanto può essere complicato quando ti manca un giocatore importante per un mese. Allora preferisco avere una soluzione in più'.
All'interno del gruppo, inoltre, ci sono diversi giovani e calciatori che arrivano da esperienze differenti.
'Ci sono tre ragazzi dalla Serie D, un ragazzo del 2008 proveniente dalla Primavera del Monza. Se non possiamo gestire queste situazioni, allora vuol dire che dobbiamo cambiare mestiere'.
Il messaggio è altrettanto chiaro sul piano della gestione dello spogliatoio.
'Io penso di essere sempre stato diretto e chiaro con tutti, quindi nessuno può pretendere niente'.
Il mercato della rivoluzione: 'È stato l'anno più difficile'
Se la squadra di oggi è profondamente diversa rispetto a quella delle stagioni precedenti, è perché il Catanzaro ha dovuto affrontare un'estate di grande trasformazione. Polito non ha nascosto come questa sia stata la sessione più complicata da quando è arrivato in giallorosso.
'La difficoltà principale è stata sostituire giocatori che avevano rappresentato l'ossatura della squadra degli ultimi anni. È stato l'anno più difficile nell'operare, perché abbiamo perso giocatori importanti e sostituire determinati giocatori non è semplice'.
Un mercato reso ancora più complicato dalla concorrenza e dalle dinamiche della Serie B. Polito ha evidenziato, in particolare, le difficoltà che una società del Sud può incontrare quando deve convincere un calciatore a scegliere una determinata destinazione.
'Sappiamo che, prima che un giocatore arrivi qua al Sud, spesso vengono prese in considerazione tante soluzioni del Centro-Nord. Le difficoltà sono state tantissime'.
Nonostante questo, il direttore ha rivendicato il metodo utilizzato nella costruzione della nuova squadra: cercare sempre di individuare un'alternativa prima ancora di completare una cessione.
'Una cosa è certa: ad ogni uscita importante ho sempre cercato di avere subito l'alternativa'.
Il riferimento è soprattutto alla gestione delle principali partenze.
'Prima di vendere Pittarello avevamo già acquistato Pecorino. Perché se avessi ceduto Pittarello senza avere già l'alternativa, poi avrei dovuto rincorrere il mercato'.
Lo stesso ragionamento è stato applicato anche negli altri reparti.
'Abbiamo sostituito Pontisso con Mosti, un giocatore che ha fatto otto gol. In difesa abbiamo preso Ruggero. Sono giocatori che hanno vinto campionati e hanno fatto ottime stagioni'.
Naturalmente, il direttore sa bene che il mercato può essere giudicato soltanto attraverso il rendimento sul campo.
'Io sono soddisfatto di aver individuato giocatori che potevano sostituire gli altri. Poi se saranno all'altezza o meno lo dirà il campo'.
Retrocessi e categorie inferiori? 'Conta la fame, non l'etichetta'
Tra le osservazioni rivolte al direttore c'è stata anche quella relativa alla provenienza di alcuni nuovi acquisti. Diversi calciatori arrivano da categorie inferiori o da squadre che hanno vissuto stagioni difficili.
Polito, però, ha difeso il principio alla base delle sue scelte.
'A volte preferisco andare su un giocatore che ha delle motivazioni e magari viene da una stagione non proprio esaltante, perché ha anche voglia di riscattarsi'.
Secondo il direttore, una stagione negativa non può cancellare il valore di un giocatore.
'Quando vai su un giocatore che ha vinto il campionato o ha fatto una stagione straordinaria, ci vado io, ci va il Modena, ci va il Padova. Non è semplice'.
Ed è proprio la concorrenza, secondo Polito, ad aver rappresentato una delle maggiori difficoltà dell'ultima estate.
'Ci hanno rifiutato tanti giocatori. Forse è stato l'anno in cui ho litigato con più procuratori in Italia. Ti aprivano una possibilità, parlavi, ti incontravi, poi sparivano perché arrivava un'altra società'.
Antonini, l'offerta e la conferma: 'Non è mai stato messo in discussione'
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza ha riguardato il futuro di Antonini, al centro di alcune voci di mercato negli ultimi giorni della sessione.
Polito ha voluto chiarire immediatamente la situazione.
'Antonini, vi dico la verità, non è mai stato messo in discussione'.
Una possibile cessione sarebbe potuta nascere soltanto davanti a una proposta particolarmente importante.
'Era capitata un'offerta mostruosa, veramente una roba che non si poteva nemmeno immaginare. Nel frattempo mi ero attivato anche per un difensore, perché dovevo essere pronto a qualsiasi eventualità'.
L'operazione, però, non si è concretizzata e Antonini è rimasto al Catanzaro.
Parole importanti anche per il comportamento del calciatore.
'Mattia è uno di quelli che non ha mai detto una parola. Abbiamo gratificato il suo lavoro passato con un rinnovo e un adeguamento. È sempre stato molto sereno'.
Polito in panchina e la vicinanza a Gorgone
La presenza del direttore in panchina nelle prime partite è stata interpretata da qualcuno come un segnale di particolare vicinanza all'allenatore Giorgio Gorgone.
Polito, però, ha spiegato la sua scelta con grande naturalezza.
'Ogni tanto mi viene il pensiero di andare un po' in panchina per vivere la partita in un modo diverso, per variare un po'. Sono sincero'.
E proprio su Gorgone il direttore ha espresso parole di grande stima.
'Io sono stato sempre vicino al mio allenatore. Sono contento anche per come lavora Giorgio, è una persona straordinaria e mi auguro veramente che possa fare dei risultati, perché se lo merita lui e tutto il suo gruppo di lavoro'.
Le difficoltà dell'estate e una preparazione particolare
Il nuovo Catanzaro non ha avuto soltanto un mercato complesso. Anche la preparazione estiva ha presentato alcune difficoltà, tra la scelta dell'allenatore, l'organizzazione del ritiro e il numero limitato di partite disputate prima dell'inizio della stagione ufficiale.
Polito ha ammesso che alcuni aspetti possono aver avuto un peso.
'È più facile per me dire sì, perché sarebbe come trovare un appoggio. Effettivamente ci sono state delle difficoltà'.
La squadra ha avuto poche occasioni per testarsi prima dell'inizio del campionato.
'Magari avremmo potuto fare tre o quattro gare di livello più alto per poter imbastire qualcosa'.
Anche la preparazione è stata particolare.
'Abbiamo fatto dodici giorni qui e poi dieci giorni fuori. Magari può incidere'.
Il direttore, tuttavia, non vuole trasformare queste circostanze in un alibi.
'Non voglio dare colpe a nessuno. Le responsabilità le abbiamo noi. Ormai è troppo tardi per stare a dire che siamo partiti tardi o che è successo questo o quello'.
Secondo Polito, una parte delle difficoltà può essere stata anche determinata dalla pressione e dalla voglia di ottenere immediatamente un risultato.
'Probabilmente c'è stata anche troppa foga di voler vincere'.
Gli addii e il rapporto con i giocatori: 'Non posso tenere le persone con le catene'
La rivoluzione estiva ha inevitabilmente portato anche alla partenza di alcuni protagonisti delle precedenti stagioni. Un aspetto che Polito ha vissuto personalmente.
'Delusione un po' su tutti, ma è anche una delusione lecita'.
Il direttore ha spiegato di avere un rapporto molto diretto con i propri calciatori.
'Io lavoro molto sul senso di appartenenza e sul valore umano. Ci tengo tanto ai miei giocatori'.
Per questo, quando un giocatore decide di andare via, può esserci anche un sentimento di amarezza.
'Quando vedo che alla prima occasione magari ti lasciano, ogni tanto penso che forse sbaglio io ad affezionarmi troppo. Ma capisco che questo è il nostro mestiere'.
Polito ha comunque sottolineato come la società abbia provato a trattenere i giocatori considerati importanti.
'Vi posso garantire che a tutti i giocatori che sono andati via abbiamo fatto proposte veramente serie'.
Alla fine, però, la volontà del calciatore resta decisiva.
'Non posso tenere le persone con le catene. Qua deve rimanere gente che ha voglia di rimanere'.
Il rimpianto del mercato porta a Galazzi
Alla domanda su un eventuale rimpianto dell'ultima sessione di mercato, Polito ha indicato una trattativa in particolare.
'All'ultimo sono rimasto un po' male per Galazzi'.
Una trattativa seguita a lungo e che sembrava potesse concretizzarsi.
'Era un mese che lo chiamavo. Avevo fatto un colloquio, sembrava tutto a posto'.
Poi, però, la situazione è cambiata e il calciatore ha scelto un'altra destinazione. Un episodio che, nelle parole del direttore, sintetizza anche le difficoltà incontrate dal Catanzaro nel corso dell'estate.
L'appello alla città: 'Quest'anno è l'anno zero'
Il passaggio più sentito della conferenza è stato probabilmente quello dedicato all'ambiente e alla città. Polito ha chiesto al mondo giallorosso di non guardare continuamente al passato e di accettare che questa stagione rappresenti l'inizio di un nuovo ciclo.
'Oggi, però, è l'anno zero. Non possiamo più vivere di ricordi. Dobbiamo vivere questa situazione'.
Da qui l'appello diretto ai tifosi.
'Vi chiedo veramente, umilmente, di starci vicini. Di stare vicino a me e di stare vicino ai ragazzi'.
Il direttore sa bene che in un momento difficile possono arrivare critiche e contestazioni.
'Può succedere che qualcuno sbagli o che ci sia qualche giocatore che non piaccia. Per me è fisiologico, è normalissimo. Vi capisco'.
Ma la convinzione sul valore della rosa resta intatta.
'Vi posso dire che ci sono tanti giocatori di valore'.
Ed è proprio per questo che Polito chiede all'ambiente di restare compatto.
'L'ambiente ha sempre fatto tanto. In questi anni è stato umile ed è sempre stato vicino alla squadra. Oggi la squadra ha bisogno ancora di più'.
Fiducia nei giovani: Polito vede qualità importanti
All'interno della nuova rosa, una parte importante del progetto è rappresentata dai giovani. Polito ha ribadito di aver voluto trattenere alcuni calciatori nonostante le possibilità di mandarli a maturare altrove.
'Ho messo tre o quattro giocatori veramente sconosciuti e, egoisticamente, non ho voluto farli andare via, perché penso che abbiano delle qualità'.
Una crescita che, però, dovrà essere accompagnata dai risultati della squadra.
'Per far venire fuori questi giovani devi ottenere dei risultati, altrimenti diventa difficile per loro'.
La convinzione del direttore è che all'interno del gruppo ci siano giocatori in grado di sorprendere nel corso della stagione, ma serviranno tempo, serenità e un contesto favorevole.
Ora servono risultati
La lunga conferenza di Ciro Polito restituisce l'immagine di una società consapevole delle difficoltà del momento, ma intenzionata a non perdere fiducia nel lavoro svolto.
Il Catanzaro ha cambiato molto, ha perso alcuni elementi che avevano rappresentato l'ossatura delle precedenti stagioni e ha costruito una nuova squadra, con un nuovo allenatore e numerosi giocatori arrivati nel corso dell'estate.
Le tre sconfitte iniziali rappresentano un segnale che non può essere ignorato. Polito, però, non vuole che diventino una condanna anticipata.
Il campionato è appena iniziato e, dopo un avvio difficile, la squadra dovrà trasformare le parole in risultati.
Il messaggio del direttore è stato chiaro: niente alibi, niente rimpianti e soprattutto nessun confronto continuo con il passato. Il Catanzaro deve ripartire dal presente.
Con una rosa nuova, un allenatore nuovo e una stagione ancora tutta da scrivere.
E con una richiesta precisa rivolta alla città:restare uniti.
'Vi chiedo di starci vicini, di stare vicino a me, alla squadra e a tutti noi'.
Adesso, però, dopo le parole, sarà il campo a dare le risposte.
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