Si spegne a soli 36 anni Marco Santesso. 'Amava profondamente la vita, non ne ha sprecato un minuto. Siamo onorati di averlo conosciuto'
Non ha mollato, come aveva promesso, ma la battaglia è stata vinta dal tumore. Si è spento a soli 36 anni Marco Santesso, fondatore dell'agenzia Selll, musicista e scialpinista. A ricordare chi era è il socio e collega Michele Savasta, che lascia un messaggio sui social 'perché Marco è uno di quelli che deve essere ricordato'
BELLUNO. 'Ci ha lasciato a 36 anni dopo aver perso la sua battaglia contro il cancro. Marco era mio socio, nostro collega e amico. Fondatore e leader di Selll. Questo messaggio è per informare tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e che in questi mesi ci hanno chiesto aggiornamenti. Soprattutto, questo messaggio è per ricordarlo. Perché Marco è uno di quelli che DEVE essere ricordato'. A lasciare un ricordo su LinkedIn di Marco Santesso, morto nella notte di lunedì 7 settembre a soli 36 anni, è Michele Savasta, ceo della MTS Group. Santesso, figlio dell'ex assessore al bilancio di Belluno (prima giunta Massaro) Erasmo Santesso scomparso solo pochi mesi fa, era alla guida di Selll, agenzia di marketplace management parte del gruppo.
'Tutti abbiamo pregi e difetti. Ma in certe persone - prosegue il post - messi sulla bilancia i pregi pesano infinitamente di più. Marco era una di queste: una lealtà granitica, un'onestà che sconfinava nell'ingenuità, l'incapacità quasi fisica di dire una bugia. Un amore sconfinato per chi gli stava accanto, per le cause in cui credeva, una generosità senza misura. Marco ha celebrato la vita. Qualunque cosa facesse, la faceva con tutto se stesso, senza mai tirarsi indietro. Tre lauree. Aziende fondate. Mentorship per dare una mano ad altri imprenditori, perché non si trovassero soli nelle difficoltà in cui lui si era trovato'.
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Alcuni mesi fa, era stato lo stesso Santesso a parlare del tumore su LinkedIn, 'non per suscitare pietà - sottolineava - ma per trasparenza: spesso non sono al massimo delle forze, ma va bene così'.
Ammetteva di non aver preso bene la notizia, perché 'c'è ancora uno stigma intorno alla parola cancro, che fa pensare a una condanna a morte. Ma non è così se preso in tempo, come nel mio caso. Non voglio che questa storia condizioni la mia vita. Ho dovuto rivedere come gestisco lavoro e attività, ma non ho smesso di lavorare: per me è un segnale forte verso colleghi, clienti e partner. Sono forse un po' sbruffone, ma voglio essere visto come uno che non molla'. E certamente non ha mollato, ma a volte le battaglie sono purtroppo vinte dalla parte sbagliata.
Oltre al lavoro, Santesso coltivava la passione per la musica, la montagna e lo scialpinismo. 'Non ha sprecato un minuto della propria vita - conclude Savasta - ma non con l'ansia di chi conta il tempo perché teme sia l'ultimo. Non l'ha sprecato perché amava profondamente la vita, e la celebrava: nelle cose che faceva, nell'amore per gli amici, in quello per sua moglie, una donna straordinaria. Ci sentiamo onorati di averlo conosciuto. Questa esperienza terribile di vicinanza alla sua malattia ci ha cambiato per sempre: ci ha ricordato quanto sia prezioso celebrare la vita e le persone che abbiamo la fortuna di avere accanto'.
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I funerali si svolgeranno nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano, a Belluno, giovedì 10 settembre alle 15.30 e ogni offerta sarà devoluta all'Istituto oncologico veneto.
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