Lega, parla Pini: 'Negano gli elenchi degli iscritti alla Padania, ma ci gioca a favore'

Lega, parla Pini: 'Negano gli elenchi degli iscritti alla Padania, ma ci gioca a favore'
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Category: Politics
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MILANO – Gli elenchi degli iscritti per capire a che quota è la famosa soglia del 10% che da Statuto obbligherebbe Igor Iezzi a convocare un congresso che manca dal 2019, ancora non 'ci sono stati forniti'. Ma la questione tra alcuni giorni 'giocherà pesantemente a nostro favore, e potrò essere meno diplomatico'. Accende i motori l'ex deputato romagnolo della Lega Gianluca Pini, protagonista del tentativo di ritorno della 'Lega Nord per l'Indipendenza della Padania'. Il partito che fu di Umberto Bossi è nel freezer da prima del Covid per la famosa questione dei 49 milioni di rimborsi elettorali indebiti da restituire allo Stato in decenni di rate. Ma nel Carroccio nella bufera, con Pontida alle porte il 20 settembre, la chiamata alle armi dei militanti di quel partito, (che ha prestato Alberto da Giussano alla 'Salvini premier')- chiamata a cui rispondere documenti alla mano su comitatofederale.org dove legge in copia con Pini l'avvocato Enrico Nannini di Forlì, mandatario delle richieste- ha il sapore di un pressing forte sul 'Capitano'. Il sito si rivolge agli allora iscritti all''Indipendenza della Padania', ma- spiega l'ex parlamentare leghista- 'ha anche una sezione per raccogliere adesioni anche da militanti, per avere una base di 'pressione' che vada oltre la semplice questione burocratica. I numeri ci stanno dando ragione anche se abbiano appena iniziato. Il sito è on line da meno di 24 ore…'. Salvini domani ha convocato a Roma i governatori del nord, Attilio Fontana compreso, Alberto Stefani escluso. Anzi, autoescluso perchè il presidente del Veneto si è detto disinteressato alla dinamica interna avviata dallo stesso Fontana con richiesta di guida collegiale e preferisce restare 'sul territorio'. Non ci sarà Massimiliano Romeo, non invitato da Salvini che vuole sostituirlo al Senato. Ci saranno invece Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. 'Zaia, Fontana, Romeo, Fedriga, Fugatti… Sono tutti leghisti veri, gente seria; c'è sempre stato un ottimo rapporto personale, ma al momento non hanno nulla a che fare con la nostra iniziativa', mette le mani avanti Pini rispondendo alla 'Dire'. Pini non dispera però che i percorsi possano incrociarsi: 'La loro è una strada diversa, anche parallela se vogliamo, ma di pacificazione interna alla 'Salvini Premier'… Temo però sia una strada destinata a fallire, essendo Salvini un bugiardo patologico. Le sue parole non hanno valore, prende impegni senza mantenere la parola come ha sempre fatto in 30 e passa anni di carriera politica. Del resto da uno che passa dai comunisti Padani a correr dietro a Vannacci cosa ci si può aspettare?'. Alla finestra delle turbolenze nel Carroccio anche il Patto per il Nord, la formazione di leghisti autonomisti e indipendentisti guidata da Paolo Grimoldi e dall'ex ministro Roberto Castelli. Ieri sera ad Alzano Lombardo, nella bergamasca, dove parlava proprio Romeo, è apparso uno striscione in sostegno suo e di Fontana rivendicato oggi in una nota dal segretario per la Lombardia del Ppn, Matteo Baraggia. 'Alzano- ha detto Baraggia- deve essere il primo tassello per ricostruire la fiducia di quegli elettori che non credono più nei partiti nazionali'. Silenti finora Zaia e Fedriga, nella culla della Lega sopra il Po sono diversi tra loro ma tanti gli scontenti di Salvini. Se troveranno un terreno comune è l'orizzonte da chiarire nelle prossime settimane.

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