Look Back, Koreeda e lo sguardo dei ragazzini che «serve a mettere in discussione la società degli adulti o mostra una purezza che gli adulti non hanno più»

Look Back, Koreeda e lo sguardo dei ragazzini che «serve a mettere in discussione la società degli adulti o mostra una purezza che gli adulti non hanno più»
View on original source
Category: Entertainment
Share
Archive
Like
«Il mondo si era fermato e io stesso ero fermo, depresso. Poi ho letto il manga Look Back di Tatsuki Fujimoto e ho avuto la sensazione che qualcuno mi stesse gentilmente spingendo ad andare avanti, che mi stesse incoraggiando». Il regista giapponese Hirokazu Koreeda parte da un momento personale per raccontare la nascita di Look Back, il suo nuovo film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Ed è forse proprio in quella sensazione di smarrimento, seguita dalla necessità di ricominciare, che si trova la chiave di uno dei suoi lavori più poetici e drammatici del concorso: una storia d'amicizia tra due bambine che amano disegnare e che nel disegno trovano la forza di superare il dolore. Kore-eda scopre nel 2021 Look Back, il manga di Tatsuki Fujimoto, autore di Chainsaw Man, e ne rimane folgorato. «Quel fumetto mi ha stimolato a continuare a fare cinema. Quella lettura è arrivata al momento giusto», ha dichiarato a Venezia. E così nasce Look Back, che arriva dopo l'adattamento anime del 2024 e che Koreeda fa profondamente suo. Il regista di Un affare di famiglia ritrova infatti uno dei territori prediletti del proprio cinema: l'adolescenza, l'amicizia, il dramma, il dolore, i desideri realizzati e infranti, e questa volta l'amore per il disegno, l'animazione e il cinema di Hayao Miyazaki. Fujino è una bambina che adora disegnare manga e lo fa per il giornalino della scuola. Un giorno incontra Kyomoto, una coetanea che non frequenta le lezioni, vive in un mondo tutto suo e possiede la qualità che manca a Fujino: una tecnica sorprendente nella creazione degli sfondi. Insieme iniziano ad avere successo e a pubblicare le loro creazioni. Le due ragazze diventano amiche e complici. Un giorno arriva l'offerta di realizzare un anime, ma Kyomoto decide di dedicarsi agli studi accademici. Le due amiche si separano. Ma mai completamente. Anche quando accade l'impensabile. È la forza dell'arte. L'arte del disegno va oltre la semplice tecnica, diventa metafora per raccontare la vita e la morte, l'ambizione e i fallimenti, i ricordi e un possibile futuro. Koreeda utilizza il suo consueto tocco poetico, scavando nel dolore, nelle emozioni, nella sofferenza. Questa volta il cinema del regista giapponese trova un punto d'incontro naturale con l'universo del manga e dell'animazione giapponese. Osserva la crescita delle due protagoniste, il passare delle stagioni, la natura che cambia anche attraverso le tavole dei disegni e i paesaggi reali, che trovano nuova vita sulla carta. E c'è un chiaro omaggio all'immaginario di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli. Il riferimento non è soltanto una suggestione visiva. Nel film compaiono esplicitamente un libro dedicato all'arte degli sfondi e il dvd del film Il mio vicino Totoro. Ma l'eco di Miyazaki si sente soprattutto nel modo in cui Kore-eda lascia respirare il paesaggio e racconta la potenza della natura che suggerisce silenziosamente il trascorrere del tempo.

(0)Comments

 

A note on cookies

Newshunt uses essential cookies to keep you signed in and to remember your language and country, so the site works the way you expect. With your permission, we'd also like to use analytics cookies to understand how people use Newshunt and improve it over time.

Accepting only affects analytics. To learn more, view our Privacy Policy or Terms & Conditions.