'I figli della scimmia' e i padri che sbagliano. C'è un po' di Esopo nell'esordio di Tommaso Landucci ad Orizzonti

'I figli della scimmia' e i padri che sbagliano. C'è un po' di Esopo nell'esordio di Tommaso Landucci ad Orizzonti
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Category: Entertainment
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Per il suo primo lungometraggio di finzione (vincitore del Premio Solinas 2021 alla sceneggiatura) Tommaso Landucci riprende nel titolo, e non solo, la favola omonima di Esopo. Raccontando la storia di Dario (Riccardo Scamarcio), diviso tra l'amore per il figlio disabile Enrico e il legame sempre più stretto col nipote Giacomo. Un dramma familiare di genitori imperfetti, la cui maturazione passa per la capacità di accettare davvero i propri ragazzi. Il film sarà al cinema dal 17 settembre con Medusa… La favola di Esopo I figli della scimmia , omonima dell'opera prima di Tommaso Landucci (presentata a Venezia 83 nel concorso di Orizzonti e dal 17 settembre al cinema con Medusa), afferma che gli animali del titolo sono soliti mettere al mondo due figli, ma vogliono bene a uno solo di loro, allevandolo «con ogni cura, mentre odiano l'altro e lo trascurano». Accade però che «quello accudito amorevolmente venga soffocato dagli stretti abbracci della madre e quello abbandonato a sé stesso, invece, raggiunga l'età adulta». La morale? «Il destino è più potente di ogni sollecitudine». Genere letterario crudele, la favola esopica, nient'affatto graziato dall'intervento della magia e del soprannaturale (a differenza della fiaba, con cui viene spesso confusa), e piuttosto teso a ribadire, in poche e fulminanti righe, la durezza del mondo materiale e delle sue leggi immutabili: per cui i lupi, con un pretesto o l'altro, divorano gli agnelli, le cicale che non hanno lavorato durante l'estate muoiono di fame d'inverno e, appunto, l'amore di un genitore può non bastare a preservare il figlio da una sorte avversa, rischiando addirittura di favorirla. Nel film, in realtà, il protagonista Dario (Riccardo Scamarcio, anche co-produttore per Lebowski, col James Ivory di Camera con vista e M. in veste di produttore esecutivo) di figlio ne ha uno solo, Enrico (Andrea Aggio), affetto da una grave disabilità che gli impedisce di parlare e di muoversi autonomamente. Ma, mentre se ne prende cura assieme alla compagna (Lidiya Liberman), l'uomo va costruendo un legame sempre più stretto col nipote quattordicenne Giacomo (Tancredi Naldini), che ha appena iniziato le superiori e mal sopporta le pressioni dei genitori, in particolare del padre Roberto (Fausto Russo Alesi), fratello di Dario. Non è insomma la storia tramandataci dall'autore greco vissuto nel VI secolo a.C., ma come le creature delle sue favole anche i protagonisti di questo dramma familiare (vincitore, tra le altre cose, del Premio Franco Solinas 2021 alla sceneggiatura, scritta da Landucci con Damiano Femfert) appaiono prigionieri di un destino avverso, causa e conseguenza di incomunicabilità, frustrazioni, rimpianti. Il formato stretto, la lunghezza e staticità delle inquadrature accentuano l'impressione di una gabbia che comprime e soffoca progetti ed emozioni, trattenute e covate fino ad esplodere, come la rana di un altro grande favolista classico, Fedro. Sullo sfondo, in un Piemonte piovoso, c'è una borghesia che continua a riversare sulle nuove generazioni il retaggio dei propri valori rigidi ed economicistici: quelli di premio e punizione, di competitività e doverismo, che Roberto/Russo Alesi (di professione perito) ha ereditato dal genitore (Luigi Diberti) e riversa su Giacomo, obbligato a studiare controvoglia musica e più interessato alle sortite in moto con lo zio. Ma anche Dario/Scamarcio è un altro padre imperfetto che sbaglia, speculare all'altro nella comune difficoltà ad accettare le specificità dei rispettivi figli. Ed è solo aprendosi davvero all'ascolto di questi ultimi che lo spettro di un epilogo tragico, incombente per tutto il film nel richiamo al testo esopico e in soluzioni stilistiche come le lunghe dissolvenze in nero, può essere scongiurato. Ribaltando l'ineluttabilità spietata del fato in un percorso di cambiamento e maturazione, soprattutto degli adulti.

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