Mercoledì 9 settembre 2026 alle ore 19,30, presso Sale Docks a Dorsoduro 265, Venezia, avrà luogo la presentazione del Gaza Cinema Academy e il Gaza International Festival for Women's Cinema, iniziativa del Gaza International Festival for Women's Cinema e del Gaza Film Academy, realizzata in collaborazione con l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico, EICTV (Escuela Internacional de Cine y Televisión) di San Antonio De Los Baños di Cuba e Cinema senza Diritti - rassegna di cinematografia palestinese.
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L'evento, a ingresso libero, celebrerà la seconda edizione del festival dedicato al cinema delle donne con il lancio internazionale per la neonata Gaza Cinema Academy. Fondata da un collettivo di registi palestinesi, arabi e internazionali, formato da Ezzaldeen Shalh, Mai Masri, Kaouther Ben Hania, Annemarie Jacir, Saleh Bakri, Graziella Bildesheim, Ramy Youssef, Alaa Karkouti, Hiam Abbass, è rivolta all'educazione, alla formazione e alla produzione cinematografica nella Striscia di Gaza.
L'academy punta a fornire strumenti e competenze a una generazione di giovani e donne ridotte al silenzio. L'evento metterà in luce il lavoro attuale della Gaza Academy, tra cui il programma di diploma della durata di 9 mesi per 25 giovani donne palestinesi, sviluppato in collaborazione con l'Università Al-Quds.
La presentazione prevederà due proiezioni: Flowers of My Country di Candelaria Palma Marcelino, vincitrice dell'Orange Award della prima edizione del Gaza International Festival for Women's Cinema e Like Twenty Impossibles di Annemarie Jacir, un'opera simbolo dell'autodeterminazione culturale palestinese.
L'accademia con questo evento invita le università, i fondi per il cinema e le istituzioni culturali di tutto il mondo a stabilire rapporti di gemellaggio, cooperazione accademica e sostegno alla produzione. Come afferma il cofondatore Dr. Ezzaldeen Shalh: «A Gaza, il cinema non è solo una forma d'arte; è un mezzo per preservare la memoria, riconquistare il diritto di plasmare la propria immagine e restituire a una nuova generazione gli strumenti per raccontare la propria storia».
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