Finisce in carcere perché afferrandola per i capelli le ha sbattuto la testa contro la portiera dell'auto. Per due volte. E con tale violenza da provocarle la frattura del setto nasale, la rottura di un dente e un trauma cranico. Per i medici, 45 giorni di prognosi. Con il loro figlioletto che non ha assistito all'aggressione, ma ha sentito le urla della madre e del padre. Ora il sospetto compagno violento è stato arrestato dai carabinieri secondo la procedura nota come codice rosso. È per stalking che un ventisettenne nisseno è finito in carcere. Provvedimento scattato sull'onda prima di una querela e poi di una denuncia-querela presentata dalla donna, una ventiseienne (assistita dall'avvocato Manuela Micale), che gli atti persecutori e l'aggressione li ha subiti. Un rapporto di coppia andato a rotoli nel momento in cui, la donna, nel febbraio scorso, avrebbe scoperto di essere stata tradita. Da quel momento in poi sarebbe stata tartassata con chiamate – fino a diciotto al giorno – e messaggi. E poi insulti pesantissimi di ogni specie e minacce del tipo «ti scanno». E in un'amica di lei – che peraltro, a sua volta, ha denunciato il presunto stalker per minacce nei suoi confronti – avrebbe individuato la causa della rottura del rapporto sentimentale. Sullo sfondo, una presunta gelosia da parte di lui e la voglia di tornare insieme alla sua ex compagna che, invece, di lui non ne ha più voluto sapere. E il 17 agosto scorso, all'indomani di minacce alla sua ex compagna e ai suoi amici incontrati casualmente in un bar di Porto Empedocle, la ventiseienne ha presentato la prima querela. La seconda è arrivata il 2 settembre scorso, dopo il ferimento in quell'aggressione che sarebbe scattata per dissidi legati alla gestione del loro figlioletto.
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