ABRUZZO. Sul salario accessorio del personale della sanità abruzzese riteniamo necessario riportare il confronto sul terreno dei fatti, evitando ricostruzioni che rischiano di alimentare preoccupazioni tra lavoratrici e lavoratori.La CISL FP Abruzzo Molise e la CISL Medici Abruzzo Molise hanno seguito la vicenda sin dall'inizio, partecipando direttamente ai tavoli istituzionali e contribuendo al percorso che ha portato alla soluzione della questione.
'È importante ricordare un dato oggettivo – dichiarano Vincenzo Mennucci, Segretario Generale CISL FP Abruzzo Molise, e Carlo Capparuccia, Segretario Generale CISL Medici Abruzzo Molise –: la CISL, in quanto organizzazione sindacale firmataria dei Contratti Collettivi Nazionale di Lavoro, ha chiesto e partecipato ai tavoli di confronto sulla materia. Abbiamo quindi avuto la possibilità e la responsabilità di seguire direttamente il percorso istituzionale e negoziale.'
'Altre organizzazioni che hanno scelto di non sottoscrivere i CCNL – proseguono Mennucci e Capparuccia – non si trovavano, per la stessa ragione, nella medesima posizione contrattuale e negoziale e non potevano partecipare a quei tavoli. È una distinzione che non facciamo per alimentare contrapposizioni, ma semplicemente per ristabilire la corretta sequenza dei fatti.'
Proprio perché la CISL era presente ai tavoli e conosceva direttamente il percorso in corso, ha scelto di rassicurare il personale anziché alimentare allarmismi.
'Abbiamo sempre detto alle lavoratrici e ai lavoratori di stare tranquilli – sottolineano i due segretari – perché eravamo consapevoli del percorso che si stava costruendo e del fatto che il Decreto Calabria sarebbe stato nuovamente utilizzato per garantire le risorse necessarie al trattamento accessorio.'
Una posizione che oggi trova riscontro negli atti e nelle decisioni assunte.
Per la CISL, infatti, il ruolo del sindacato non può esaurirsi nella denuncia di un problema quando questo diventa di interesse pubblico. Il sindacato deve stare ai tavoli, confrontarsi con le istituzioni, costruire le soluzioni e poi verificare che gli impegni vengano concretamente rispettati.
È esattamente ciò che la CISL ha fatto.
'Non abbiamo mai avuto bisogno di creare allarme tra il personale – affermano Mennucci e Capparuccia – perché il nostro compito era lavorare affinché le risorse fossero garantite. Oggi che questo percorso trova conferma, siamo naturalmente soddisfatti, ma non rivendichiamo primogeniture: rivendichiamo semplicemente la coerenza tra ciò che abbiamo detto alle lavoratrici e ai lavoratori e ciò che è accaduto.'
Ora, però, occorre completare rapidamente il percorso, affinché le risorse siano effettivamente trasferite alle Aziende sanitarie e possano tradursi in salario accessorio concretamente riconosciuto al personale, attraverso gli strumenti della contrattazione integrativa.
'La partita non è ancora finita – concludono i due segretari –. Abbiamo contribuito a costruire la soluzione e continueremo a vigilare affinché dalle decisioni si passi rapidamente agli atti e dagli atti alle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori.'
Perché il sindacato si misura soprattutto su questo: non sulla capacità di creare preoccupazione, ma sulla capacità di risolvere i problemi.
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