Fiumicino, 8 settembre 2026 – Un nuovo sistema permanente di monitoraggio strutturale per il viadotto Franco Della Scala, comunemente noto come Ponte Morandi, lungo l'autostrada A91 Roma-Fiumicino. Anas avvierà l'installazione entro settembre, con i primi risultati attesi a novembre e la piena operatività prevista entro dicembre 2026.
Il nuovo impianto sostituirà il sistema affidato nel 2023 e si inserirà in un'attività di controllo che, secondo Anas, non si è mai interrotta. Il viadotto continua infatti a essere seguito attraverso sorveglianza diretta, monitoraggi strutturali, topografici e geotecnici già attivi.
Oltre 25 anni di controlli sul viadotto
Il monitoraggio dell'infrastruttura ha una storia lunga più di venticinque anni. Le prime campagne diagnostiche sistematiche risalgono al 1999, quando furono effettuate prove sui calcestruzzi, verifiche sulla carbonatazione e sulla corrosione delle armature, indagini endoscopiche e riflettometriche e prove dinamiche sugli stralli.
Una nuova campagna, nel 2001, si concentrò soprattutto sugli stralli e sulle antenne, mentre nel 2002 la verifica della capacità portante evidenziò, secondo quanto riferito da Anas, condizioni statiche idonee e sollecitazioni prodotte dai carichi normativi inferiori di circa il 20% rispetto a quelle considerate nel progetto originario.
Negli anni successivi sono stati realizzati anche due cicli di manutenzione, nel 2008 e nel 2016, con interventi sulle porzioni ammalorate, trattamento delle armature, ricostruzione dei copriferri e applicazione di protezioni superficiali su diversi elementi dell'opera.
Le verifiche degli ultimi anni
Nel 2019 Anas ha avviato una nuova campagna dedicata ai quattro stralli, mettendo a confronto i dati con quelli raccolti vent'anni prima. I risultati, secondo la società, hanno mostrato una sostanziale sovrapposizione con le serie storiche e confermato il quadro generale dell'opera.
Tra il 2020 e il 2022 le indagini sono state ulteriormente ampliate attraverso il Centro Sperimentale Stradale di Cesano – Laboratorio Diagnostica Strutturale, con il supporto scientifico del professor Michele Mele. I controlli hanno riguardato impalcati, stralli, antenne, pile, spalle e dispositivi di vincolo, con ispezioni visive, georadar, tomografie, termografie, endoscopie, prove sui materiali e una caratterizzazione dinamica completa.
I dati raccolti hanno poi consentito di programmare e progettare gli interventi di ripristino ritenuti necessari.
I controlli nel 2026
In attesa dell'entrata in funzione del nuovo sistema permanente, il ponte resta sottoposto a sorveglianza. Sono in corso una nuova diagnostica strutturale, controlli localizzati sulle aree considerate più sensibili e un monitoraggio topografico esteso all'intera infrastruttura.
È inoltre prevista una nuova caratterizzazione dinamica degli stralli, che sarà confrontata con quelle già effettuate nel 1999, nel 2019 e nel 2022. Sul piano geologico e geotecnico risultano già attivi sistemi inclinometrici e piezometrici, mentre proseguono ulteriori analisi, comprese quelle basate su dati interferometrici satellitari.
Manutenzione straordinaria da circa 15 milioni di euro
Parallelamente al nuovo monitoraggio, Anas ha avviato la progettazione degli interventi di manutenzione straordinaria sul viadotto, per un quadro economico complessivo di circa 15 milioni di euro.
La fase progettuale dovrebbe concludersi entro febbraio 2027 e comprenderà anche i dati provenienti dagli approfondimenti tecnici attualmente in corso. Successivamente partirà l'iter per l'acquisizione dei pareri degli enti competenti.
(0)Comments