Quanti di voi possono affermare di aver ritrovato (o visionato) il polmone mummificato di una regina? Dopo 1.400 anni, abbiamo scoperto come è arrivata a noi un'insolita scoperta che renderà felici i veri appassionati di storia.
Dobbiamo tornare indietro di qualche anno e più precisamente nel 1959 quando, per opera di Michel Fleury, furono scoperti i resti di un'antica sovrana nel sarcofago della Basilica di Saint-Denis a Parigi.
Tra gli oggetti che appartenevano alla regina Aregonda, della dinastia merovingia, vissuta tra il 510-520 d.C. e il 580-590 d.C., vi erano una tunica bruno-rossastra, delle scarpe di cuoio, gioielli e una cintura in lega di rame. Come anticipato, ciò che ha però destato scalpore è stato uno dei suoi polmoni stranamente mummificato. Ma procediamo con ordine.
Il mistero del polmone mummificato
Se, infatti, il resto dei tessuti molli era andato completamente perso (come quasi sempre accade in questi casi), uno dei due polmoni aveva invece resistito al trascorrere inesorabile del tempo. In realtà, la causa che ci ha permesso di ottenere un simile reperto è rimasta avvolta nel mistero fino al 2016.
Proprio dieci anni fa, grazie alla dottoressa Raffaella Bianucci dell'Università di Torino, si riuscì, finalmente, ad ottenere una risposta. La bioantropologa effettuò infatti una biopsia polmonare, esaminandone diversi campioni.
Come si è conservato il polmone della regina
Dai risultati emerse che la regina fu sottoposta ad una mummificazione artificiale amplificata notevolmente dalla cintura in rame indossata e dalla tipologia di mummificazione impiegata. Ma in cosa consiste questa particolare procedura?
La tecnica di mummificazione dei Franchi non contemplava la rimozione degli organi interni, così come accadeva nell'antico Egitto, bensì prevedeva la somministrazione tramite bocca di miscele di resina e materiale vegetale. Difatti, sono state ritrovate tracce di sostanze di piante aromatiche e la presenza di acido benzoico all'interno della mummia stessa.
A quanto pare dunque, il liquido si sarebbe accumulato all'interno dei polmoni e la reazione di questo con la cintura in rame che indossava la regina avrebbe contribuito a preservare l'integrità del polmone. Ma non è tutto.
Un ulteriore elemento che potrebbe spiegare perché il polmone si sia conservato così bene, risiede nella composizione stessa del tessuto. Il tessuto polmonare, presenta, infatti una minor presenza di lisosomi. Si tratta di specifici organelli contenenti enzimi in grado di contribuire alla disgregazione dei tessuti.
Infine, rimanendo in tema ma cambiando decisamente argomento, avete già letto dell'uomo fermato con una mummia nello zaino? A quanto pare, credeva si trattasse della sua "fidanzata spirituale".
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