L'Ordine degli assistenti sociali d'Abruzzo ha aperto un procedimento disciplinare per Veruska D'Angelo: sei le presunte violazioni contestate.
, l'assistente sociale che ha seguito il caso della famiglia del bosco di Palmoli, nel Chietino. Al centro del procedimento ci sono sei presunte violazioni del codice deontologico.
D'Angelo – che non è stata rimossa – avrà ora la possibilità di presentare le proprie deduzioni e di rispondere alle contestazioni. Il fascicolo è stato aperto dal collegio territoriale di disciplina dell'Ordine dopo due segnalazioni. , per 'la necessaria verifica del corretto esercizio della professione' da parte dell'assistente sociale, anche in relazione a presunte 'dichiarazioni' rilasciate alla stampa.
La seconda segnalazione era arrivata sette giorni dopo dagli allora legali dei genitori, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas che poi avevano lasciato l'incarico. Nell'esposto di otto pagine, secondo quanto riportato, i legali avevano sostenuto che D'Angelo si è mostrata 'ostile' e 'non ha svolto il proprio incarico con l'imparzialità richiesta dal ruolo'. Nel documento erano stati inoltre contestati un presunto 'conflitto personale' e una gestione definita 'manchevole' del rapporto con la famiglia.
Posizioni quindi della difesa della coppia dei genitori verso cui sono stati presi i provvedimenti di sospensione della responsabilità genitoriale lo scorso novembre, l'allontanamento della madre dei bambi per i comportamenti 'ostili' proprio nei confronti degli operatori che si sono occupati nel corso del tempo dei fratellini. Vale la pena ricordare che la coppia dal 2021 viveva con tre figli piccoli in un casolare fatiscente.
I fratellini non frequentavano la scuola ,raccolti dal padre ed è stata soccorsa casualmente da un vicino. In ospedale i genitori avevano rifiutato alcune cure per i figli che rifiutavano il sondino nasogastrico, episodio che aveva fatto partire le segnalazioni alle autorità. , sulla base di valutazioni relative alle condizioni di vita dei minori. La più grande al momento dell'allontanamento aveva una bronchite non curata.
Dopo un periodo di permanenza nella casa, la madre. A seguito della decisioni i giudici erano stati attaccati dalla stessa premier, Giorgia Meloni, e hanno subito una ispezione decisa dal ministro della Giustizia che si è conclusa con l'archiviazione. I coniugi erano stati ricevuti dal presidente del Senato e hanno partecipatoIl procedimento non costituisce un giudizio sulla condotta professionale dell'assistente sociale.
Il consiglio di disciplina ha deciso di procedere perché 'non sono stati ritenuti sussistenti i presupposti per consentire un'eventuale archiviazione immediata'. L'archiviazione, secondo quanto riportato negli atti, sarebbe stata possibile qualora 'i fatti palesemente non sussistano' oppure nel caso in cui ''. Le contestazioni riguardano diversi articoli del codice deontologico.
Tra i principi sui quali il collegio dovrà fare le proprie valutazioni c'è quello secondo cui l'assistente sociale 'considera ogni individuo anche dal punto di vista biologico, psicologico, sociale, culturale e spirituale, in rapporto al suo contesto di vita e di relazione'. Un'altra norma stabilisce che il professionista 'non esprime giudizi di valore sulla persona in base alle sue caratteristiche o orientamenti e non impone il proprio sistema di valori'.
Il procedimento riguarda inoltre il principio secondo cui l'assistente sociale 'riconosce le famiglie, nelle loro diverse e molteplici forme ed espressioni, nonché i rapporti elettivi di ciascuna persona, come luogo privilegiato di relazioni significative'. Tra gli aspetti sottoposti all'attenzione del consiglio di disciplina. Il codice stabilisce che 'l'assistente sociale, oltre a ispirarsi a criteri di equilibrio e misura, è tenuto al rispetto della riservatezza e del segreto professionale nei rapporti con la stampa'.
Secondo l'esposto dei legali, D'Angelo non avrebbe inoltre rispettato la norma che prevede che l'assistente sociale 'chiede al proprio datore di lavoro di essere sollevato dall'incarico, fornendo ogni elemento utile alla continuità del processo di aiuto, nel caso in cui l'interesse prevalente della persona lo esiga o quando, per gravi motivi, venga meno la relazione di fiducia'. L'ultima contestazione riguarda infine il rapporto con lo stesso Ordine professionale.
Intanto una nuova assistente sociale si occuperà del caso, incontrerà l'avvocato della famiglia, Simone Pillon. Al momento, tuttavia, D'Angelo non risulta essere stata formalmente rimossa dal proprio incarico.. Grazie a questo procedimento infatti abbiamo potuto provare la verità e la correttezza dei comportamenti della dottoressa D'Angelo – spiega all'Adnkronos l'avvocato Luca Bauccio – Innanzitutto è falso che la dottoressa sia stata sostituita. D'Angelo è ancora applicata al caso.
Il team èe assistenti per rafforzare l'attività e non per sostituire o punire qualcuno'.
'l'ordine dell'Abruzzo aveva già archiviato precedenti esposti. Ora alla dottoressa D'Angelo si contesta di aver tenuto un comportamento ostile nei confronti della famiglia e di aver inventato la circostanza dell'avvelenamento. Ma non c'è stata alcuna invenzione – sottolinea il legale – abbiamo provato che c'è stata una comunicazione del sindaco alla dottoressa e i bambini in ospedale sono stati trattati col protocollo anti-avvelenamento'.
'Dal legale della famiglia è stato detto che gli assistenti sociali sarebbero rimasti colpevolmente inattivi rispetto all'ordinanza del 31 luglio emessa dal tribunale per i minorenni che dava alcune prescrizioni per i bambini – continua Bauccio – Ma gli assistenti sociali hanno ricevuto la notifica soltanto il 31 agosto:quattro giorni dopo la notifica di un provvedimento, un fatto inaccettabile che getta discredito professionale sulla mia assistita' conclude il legale.
'Non amo il giustizialismo e, nonostante abbia espresso un'opinione dissenziente rispetto all'operato del servizio sociale, non imputo malafede né approvo l'avvio di procedimenti disciplinari di nessun tipo, come diffuso da alcuni organi di stampa, e auguro che D'Angelo possa lavorare serenamente – dichiara lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente del legale che assiste i coniugi – Questo non vuol dire che il mio giudizio sull'operato e sulle competenze messe in campo sia cambiato: il patatrac è avvenuto nei mesi che hanno preceduto il prelievo dei bambini, peraltro gestito con modalità incredibili: è stato fatto a novembre, nel tardo pomeriggio, quando già era buio, con due gazzelle dei carabinieri di scorta e una decina di persone presenti'.
'Gli errori che imputo – prosegue Cantelmi – sono la mancanza di una mediazione linguistica, la mancanza della conoscenza della lunga e complessa storia della coppia genitoriale, l'incapacità di instaurare un rapporto cooperativo e collaborativo, che invece avvenne con il servizio sociale di Bologna che incoraggiò Catherine a ritornare con fiducia a Palmoli e riprendere i contatti con il servizio sociale locale. Soprattutto – aggiunge lo psichiatra, la rarità degli incontri, l'uso delle forze dell'ordine, l'incapacità di creare un legame empatico e collaborativo e, soprattutto, il non aver valutato la sproporzione della sottrazione dei bambini ai genitori rispetto alle criticità osservate.
Il prelievo ha spazzato via decenni di studi: i bambini hanno bisogno innanzitutto dell'amore dei loro genitori, poi di tutto il resto'.
'In questo caso l'amore dei genitori c'era: nessun abuso, nessun pericolo immediato, solo tanta incapacità di comprendere la profondità umana della coppia.
Ecco, questo io imputo al servizio sociale, esprimo le mie critiche che credo legittime, maAccedere a tutti gli articoli del quotidiano tramite app e sitoAccedere ad uno sconto dedicato a 4 corsi esclusivi della Scuola del FattoTesseramento alla Fondazione il Fatto Quotidiano a € 5,00 Accedere agli articoli del quotidiano 7 giorni dopo la pubblicazioneSconto del 20% sul nostro shop onlineCard digitale con accesso ai vantaggi esclusivi delle PartnershipGentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo: evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione.
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