VIDEO/MADONNA DELLE GRAZIE, L'ARCHITETTO CARDINALE SVELA IL 'PRIMA E DOPO': COSÌ È STATO SALVATO IL SANTUARIO

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Dietro la bellezza ritrovata del Santuario della Madonna delle Grazie di Teramo c'è un intervento complesso, che non si è limitato a restituire luminosità agli ambienti, ma ha dovuto innanzitutto mettere in sicurezza e salvare un patrimonio artistico seriamente compromesso. A ricostruire il 'prima' e il 'dopo' dei lavori è l'architetto Lanfranco Cardinale, (progettista RTP LCA Project S.r.l.s.), partendo dalle condizioni nelle quali si presentava l'aula liturgica prima dell'intervento. Il quadro era particolarmente delicato. I danni interessavano principalmente le volte a crociera della navata centrale e delle cappelle laterali, il presbiterio, il tamburo e la cupola. Lesioni e fratture avevano provocato crolli e, in diversi punti, il distacco delle superfici pittoriche. La situazione più critica era proprio quella della cupola affrescata, dove si era verificato il crollo più consistente dell'intradosso. Al di sotto era stata sistemata una rete protettiva per mettere in sicurezza l'area e soprattutto impedire la perdita incontrollata dei frammenti pittorici che continuavano a staccarsi. Un patrimonio, dunque, concretamente a rischio. Le lesioni strutturali avevano coinvolto anche la volta a crociera vicina all'arco trionfale, il tamburo, la parete di fondo dell'abside e il catino absidale. Altre discontinuità erano visibili sulle pareti longitudinali sopra le arcate che separano la navata centrale da quelle laterali, in corrispondenza degli oculi, sui setti trasversali tra le cappelle e sulle pareti della cantoria. A peggiorare la situazione contribuivano inoltre le infiltrazioni d'acqua provenienti dalle coperture delle navate laterali, che avevano provocato fenomeni di disgregazione e polverizzazione delle decorazioni delle cappelle. È da questa situazione che è partito il lavoro di recupero. Dopo l'intervento, l'apparato decorativo dell'aula liturgica è stato messo in sicurezza e consolidato intervenendo sulle pareti, sull'intradosso delle volte, sul catino absidale e sulla cupola. Un'attenzione particolare è stata riservata anche alle grandi opere pittoriche e ai finti arazzi parietali. Non si è scelta una pulitura indiscriminata delle superfici. Le operazioni sono state circoscritte alle zone strettamente necessarie, proprio per evitare squilibri cromatici ed estetici e conservare il più possibile l'autenticità delle decorazioni. Sono state consolidate le porzioni distaccate o polverizzate degli affreschi e degli stucchi, comprese quelle delle sei cappelle laterali. Interventi specifici hanno riguardato anche i riquadri del Mariani e i finti arazzi, mentre sul tamburo e sul catino absidale si è proceduto alla riequilibratura cromatica delle zone interessate dalle perdite. Per quest'ultima operazione sono stati utilizzati colori reversibili, applicati attraverso leggere velature sulle abrasioni e sulle microlacune: una scelta che permette di restituire continuità alla lettura dell'opera senza cancellare la storia delle superfici originali. Il progetto illustrato dall'architetto Cardinale non si è fermato all'aula liturgica. L'intervento ha interessato anche alcuni ambienti del convento, con il restauro degli apparecchi murari e delle volte e il recupero degli elementi lapidei di particolare pregio: colonne, capitelli, cornici e cantonali. In alcuni vani la rimozione degli intonaci ha consentito di riportare in vista le murature e l'intradosso delle volte, successivamente restaurati attraverso la stilatura dei giunti. Nel chiostro, infine, sono stati messi in sicurezza e restaurati anche i lacerti pittorici precedentemente rinvenuti. Quello che oggi appare agli occhi dei teramani come un Santuario restituito alla sua bellezza nasconde dunque un lavoro molto più profondo: prima fermare il degrado e mettere in sicurezza, poi consolidare, restaurare e infine restituire leggibilità alle opere. Il 'prima e dopo' raccontato dall'architetto Lanfranco Cardinale permette così di comprendere quanto fosse delicata la situazione e quale patrimonio sia stato recuperato e riconsegnato alla città.

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