Piazza Bengasi, lavori senza fine. E ora la Città pensa a far pagare le penali alle ditte

Piazza Bengasi, lavori senza fine. E ora la Città pensa a far pagare le penali alle ditte
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Category: Business
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Il calendario dei lavori di piazza Bengasi è diventato un'incognita. Tanto che, a più di un anno dall'apertura del cantiere, nemmeno il Comune è in grado di dire quando l'intervento sarà concluso. Ieri, in Sala Rossa, l'assessora alla Viabilità Chiara Foglietta ha riferito di aver incontrato di recente l'impresa incaricata dei lavori: «Ho ribadito la necessità di accelerare le lavorazioni e di trasmettere quanto prima un aggiornamento del cronoprogramma». Ma una nuova data, per ora, non c'è. E l'assessora non nasconde la propria irritazione: «Non siamo soddisfatti». Piazza Bengasi, le scadenze diventano incerte Eppure, a luglio dello scorso anno, quando il cantiere era partito, la rotta sembrava tracciata. La riqualificazione della piazza aveva due appuntamenti precisi: il ritorno del mercato, oggi in via Onorato Vigliani, era previsto per l'autunno 2026; la conclusione dell'intervento, con l'apertura del nuovo parcheggio interrato, per la primavera del 2027. Oggi entrambe le scadenze appaiono più sfumate. La primavera del prossimo anno resta, nella migliore delle ipotesi, l'orizzonte a cui guardare anche per il ritorno dei banchi. Ma Foglietta non si spinge oltre: «Non è possibile indicare con certezza le tempistiche definitive». Idrocarburi e metalli pesanti rallentano le bonifiche A complicare il percorso sono stati soprattutto gli imprevisti incontrati sotto la piazza. Nell'area di Moncalieri sono stati rilevati idrocarburi e metalli pesanti nel sottosuolo e questo impedisce tuttora di completare le operazioni di bonifica bellica. Il piano per la bonifica ambientale è invece in preparazione e l'iter dovrebbe concludersi entro l'inizio di ottobre. Ritardi: il Comune valuta possibili penali Poi c'è il rapporto con l'impresa, diventato un capitolo a parte. Foglietta riferisce che la gestione delle lavorazioni è stata «oggetto di ripetute contestazioni» da parte del Comune. E sulle possibili conseguenze per l'appaltatore precisa: «Per il momento non abbiamo inflitto penali per i ritardi, ma ci riserviamo di farne ricorso qualora ci fossero i termini per procedere». Iannò porta in Sala Rossa i disagi È dentro questo quadro che ieri in Sala Rossa l'assessora ha risposto all'interpellanza presentata da Pino Iannò, consigliere di Torino Libero Pensiero. Nel documento, Iannò ha messo in fila anche il conto dei disagi prodotti dal cantiere, dal commercio alla viabilità. «Il Comune deve stare più attento: piazza Bengasi è uno snodo vitale per Torino». Aspettando il ritorno del mercato rionale Nel frattempo piazza Bengasi è poco più di un enorme cantiere. Una porzione molto ampia dello spiazzo è inaccessibile e le conseguenze si fanno sentire: arrivare ad alcuni negozi è diventato molto difficile, mentre la viabilità è stata profondamente modificata. Ed è proprio la restituzione alla piazza di una funzione centrale a dare un peso specifico all'intervento, soprattutto per chi abita in zona. Da 14 anni, infatti, si aspetta il ritorno del mercato rionale, che dal 2012 si trova «in via provvisoria» in via Onorato Vigliani. Il nuovo assetto prevede 173 stalli, secondo una disposizione condivisa con gli stessi ambulanti. Parcheggio: previsti 605 posti auto Sotto la piazza, invece, prenderà forma un grande parcheggio di interscambio collegato alla metropolitana. Sono previsti due livelli interrati, con 605 posti auto e una ottantina di stalli per le moto. I costi: 33 milioni di euro Il tutto per un'opera che, nel frattempo, è diventata molto più costosa. All'inizio del 2024 l'impennata dei prezzi delle materie prime aveva fatto emergere un fabbisogno aggiuntivo di circa 13 milioni di euro rispetto ai 19 preventivati. Il Comune ha lavorato con il ministero per ottenere l'autorizzazione a utilizzare fondi destinati ad altri interventi, non più prioritari, così da garantire la prosecuzione dei lavori. Oggi il costo complessivo supera i 33 milioni di euro. «Il progetto è stato rifinanziato», dice Foglietta. L'incognita restano i tempi.

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