Oleodotto, Contento (Pd): 'Basta polemiche. Mettiamo a disposizione di tutti una proposta di Consiglio Comunale'

Oleodotto, Contento (Pd): 'Basta polemiche. Mettiamo a disposizione di tutti una proposta di Consiglio Comunale'
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Category: Politics
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adv 'Non ci interessa stabilire chi abbia avuto per primo l'idea del Consiglio comunale. Non ci interessa rivendicare una primogenitura. Non ci interessa trasformare una questione che riguarda il futuro di Monopoli nell'ennesima contesa tra forze politiche', scrive la consigliera del Pd dopo l'intervento del consigliere Pietro Brescia.'La vicenda dell'oleodotto e del campo boe è troppo importante per essere ridotta a una polemica sulle firme', aggiunge. Le recenti polemiche nate intorno alla proposta di convocare un Consiglio comunale monotematico sull'oleodotto e sul campo boe impongono, prima di tutto, di fare chiarezza. Lo faccio da consigliera comunale del Partito Democratico, perché non voglio che il mio partito e soprattutto la città di Monopoli, vengano trascinati in diatribe politiche che considero inutili e che rischiano di farci perdere di vista la questione vera. La città non ci chiede di litigare su chi debba mettere la prima firma. La città ci chiede di discutere del progetto. E ci chiede di farlo in maniera seria, trasparente e, soprattutto, unitaria. Per questo, il Partito Democratico di Monopoli, dopo aver presentato le ultime osservazioni e dopo una approfondita riflessione interna alla sua segreteria, nella serata di ieri ha scelto di cambiare metodo: invece di inseguire la quinta firma necessaria per presentare una richiesta di convocazione del Consiglio comunale, ha deciso di mettere a disposizione di tutti i consiglieri comunali, indipendentemente dalla loro appartenenza, ma anche di tutte le forze politiche, delle associazioni e dei cittadini una proposta di richiesta di Consiglio monotematico che non reca firme di partenza, non ha il simbolo di un partito e non rivendica alcuna paternità politica. adv È un documento che mettiamo sul tavolo e che chiediamo alla città e alla politica di fare proprio. Perché riteniamo che una questione di questa portata debba essere più grande delle singole appartenenze. È bene però ricordare il percorso fatto fin qui su questo tema dal Partito Democratico che non è rimasto a guardare. Già nel settembre dello scorso anno il PD, insieme ad alcune forze di opposizione, intervenne formalmente nell'ambito della procedura ministeriale, presentando osservazioni sul progetto. In quei giorni chiedevamo che la città fosse informata e coinvolta: sollecitavamo anche la convocazione di un Consiglio comunale monotematico, proprio perché ritenevamo necessario che un'opera destinata ad avere ricadute importanti sul territorio venisse discussa nella sede istituzionale più rappresentativa della città. Non ci siamo fermati lì. Abbiamo continuato a seguire l'iter, a studiare la documentazione e a porre interrogativi sugli effetti che un'opera di questa portata potrebbe avere sul territorio, sul porto, sul mare, sull'ambiente, sulla salute, sulle attività economiche e sulla vocazione turistica di Monopoli. Abbiamo chiesto più volte un confronto con l'Amministrazione e con le altre forze politiche del Consiglio comunale. Abbiamo chiesto un incontro pubblico con la città e con i soggetti interessati. Abbiamo chiesto che i monopolitani fossero messi nelle condizioni di conoscere il progetto e discuterne. Lo abbiamo fatto anche quando, nell'autunno scorso, continuava a mancare una reale informazione pubblica e l'Amministrazione non sembrava intenzionata a favorire quella discussione che noi ritenevamo e riteniamo ancora oggi necessaria. E lo abbiamo fatto ancora nei giorni scorsi, quando il Partito Democratico ha presentato nuove osservazioni nell'ambito della procedura di VIA, tornando a mettere al centro le questioni che riguardano l'interesse complessivo della nostra città. Quindi è bene dirlo con chiarezza: non abbiamo scoperto il problema oggi e non ci siamo svegliati oggi con l'idea del Consiglio comunale. È da più di un anno che chiediamo attenzione, trasparenza e confronto. E proprio perché negli ultimi giorni abbiamo presentato nuove osservazioni e approfondito ulteriormente la documentazione, stavamo lavorando a un testo che potesse essere condiviso da più parti politiche e che consentisse finalmente di portare la questione in Consiglio comunale. Non c'era quindi alcuna volontà di sottrarsi alla firma o di impedire a qualcuno di presentare la propria proposta. C'era una riflessione sul metodo. Una riflessione che abbiamo fatto all'interno del Partito Democratico e che ci ha portato a una conclusione molto semplice: inseguire la quinta firma – costruendo una richiesta che inevitabilmente sarebbe apparsa come l'iniziativa di alcuni consiglieri di opposizione – non funziona e, soprattutto, non risponde a quello che oggi chiede la città. Non ci interessa stabilire chi abbia avuto per primo l'idea del Consiglio comunale. Non ci interessa rivendicare una primogenitura. Non ci interessa trasformare una questione che riguarda il futuro di Monopoli nell'ennesima contesa tra forze politiche. Ci interessa che il Consiglio comunale si faccia. E ci interessa che si faccia nel modo più forte possibile: con il sostegno di tutti coloro che ritengono che questa discussione sia necessaria. Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione una proposta senza firme di partenza e senza simboli di partito. Una proposta che può essere fatta propria da tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, dalle forze politiche, dalle associazioni e, più in generale, da tutti quei cittadini che ritengono necessario che il Consiglio comunale si riunisca e discuta pubblicamente del futuro della nostra città. Sappiamo che può sembrare una scelta insolita. Ma proprio perché riteniamo che il tema debba essere affrontato in maniera trasversale, abbiamo ritenuto più importante costruire uno strumento che potesse unire, piuttosto che aggiungere un'altra richiesta alla già lunga discussione su chi abbia avuto per primo l'idea. Non è una richiesta 'del PD'. Non è una richiesta 'di Silvia Contento'. È una proposta che il PD mette a disposizione della città. E proprio per questo auspichiamo che possa diventare di tutti. Perché ci interessa che il Consiglio comunale venga convocato; che i consiglieri comunali possano discutere pubblicamente del progetto; che la città possa conoscere gli atti, porre domande, ascoltare le diverse posizioni e che, alla fine, il Consiglio possa assumere un indirizzo politico chiaro sul futuro di Monopoli. Perché questo è il punto: stiamo parlando del futuro della nostra città. Infine ci tengo a chiarire che il PD, proprio perché è una forza politica strutturata, non si sta muovendo soltanto a livello locale. Stiamo lavorando anche attraverso i nostri livelli regionale e nazionale, confrontandoci con i nostri rappresentanti e con le competenze di cui il partito dispone. Stiamo cercando di utilizzare tutti gli strumenti politici e istituzionali a nostra disposizione per tutelare gli interessi della nostra comunità. La vicenda dell'oleodotto e del campo boe è troppo importante per essere ridotta a una polemica sulle firme. È una questione che riguarda il mare, il porto, l'ambiente, la salute, il lavoro, l'economia e il modello di sviluppo che vogliamo per Monopoli. È una questione che riguarda tutti. E allora faccio un appello a tutte le forze politiche, dentro e fuori dal Consiglio comunale: superiamo le appartenenze e facciamo prevalere l'interesse della città. Auspico che anche la maggioranza voglia cogliere questa occasione e che nessuno interpreti la richiesta di confronto come un attacco politico. Un Consiglio comunale non è una guerra tra parti. È il luogo nel quale una comunità, attraverso i propri rappresentanti, discute delle questioni che riguardano il suo futuro. Oggi è Monopoli che chiede di discutere. E noi vogliamo semplicemente dare voce a questa richiesta. Silvia Contento – Consigliera Comunale del Partito Democratico di Monopoli

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