Nessuno tocchi Caino sul carcere di Foggia: 'Sovraffollamento e degrado, così la pena perde la sua funzione'

Nessuno tocchi Caino sul carcere di Foggia: 'Sovraffollamento e degrado, così la pena perde la sua funzione'
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Category: Politics
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I nizia da Foggia il tour di Nessuno tocchi Caino della presidente Rita Bernardini con le Camere Penali delle case circondariali pugliesi di Trani, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce. La denuncia durante la visita nel penitenziario foggiano: 'Lo Stato è assente, qui si creano vittime'. Il segretario Sergio D'Elia boccia anche le misure per i detenuti con dipendenze: 'Senza posti nelle comunità è propaganda'. L'avvocato Massimiliano Mari, presidente della Camera Penale, parte dal decennale della morte di Marco Pannella per ricordarne la figura di 'militante dei diritti'. 'A dieci anni dalla sua morte – sottolinea – tante delle sue battaglie, fra cui quella sul sovraffollamento carcerario, sono drammaticamente attuali. Una militanza scomoda e provocatoria, ma la nostra assicurazione vigila nelle aule di giustizia'. E proprio il carcere, osserva Mari, è uno dei luoghi in cui si misura lo stato di diritto e la civiltà di un Paese. A Foggia, però, i numeri sono quelli di un'emergenza: il sovraffollamento arriva al 218%, con 686 detenuti a fronte di una capienza di circa 350 posti. 'Ci sono persone che vivono in sette in 12 metri quadrati – viene denunciato –. Vivere in quelle condizioni fa perdere la dignità delle persone. Già la perdita della libertà è un aspetto pesante'. E la situazione, secondo chi da anni monitora il penitenziario, come Norberto Guerriero, continua a peggiorare: 'È il terzo anno del nostro accesso al carcere e la situazione peggiora sempre'. C'è poi il tema dei detenuti con problemi di tossicodipendenza, che 'in carcere non dovrebbero stare', e quello delle tutele e della rieducazione. L'assessore alla Legalità Giulio De Santis ha sottolineato 'la mancanza delle tutele, la rieducazione'. Occorre inoltre, viene evidenziato, considerare le metrature senza i letti: 'Una camera di tre metri, compreso il letto'. Il carcere, in queste condizioni, 'è il contrario della riabilitazione'. Il problema riguarda anche le attività trattamentali, la formazione professionale e il reinserimento. 'È uno Stato che viola se stesso per manifesta incapacità. È una patologia cronicizzata'. Manca una formazione professionale realmente spendibile al di fuori del carcere e si registra 'il fallimento di un sistema che non riesce ad attrarre imprese nelle strutture detentive'. Eppure, viene ricordato, 'sono decenni che c'è la legge Smuraglia'. Foggia, a breve, anche se attraverso un lungo iter, avrà per la prima volta il Garante dei detenuti: 'È stata nominata la commissione, verrà istituita una figura' chiamata a rafforzare le tutele. A chiudere è Sergio D'Elia, che crede fortemente nel superamento dell'istituzione carceraria e che ha sottolineato il suo legame con Foggia: 'Vengo sempre volentieri a Foggia perché è la terra di Maria Teresa Di Lascia'. Il carcere, spiega, 'è l'ultima appendice di un sistema che è quello della giustizia'. E cita proprio Di Lascia: 'Il carattere è il destino'. Nel suo Passaggio in ombra , ricorda D'Elia, la scrittrice dedica al carcere 'una pagina memorabile, in modo letterario potentissimo': il detenuto confonde il giorno con la notte, il luogo di vita diventa la branda, 'un giaciglio che, come il sudario, aveva i segni di tutti i corpi'. 'Il mezzo di esecuzione della pena segna il destino di quello strumento. Il fine della riabilitazione e della rieducazione viene pregiudicato e tradito dal mezzo'. Poi la provocazione, nel solco della tradizione di Nessuno tocchi Caino: 'Lo Stato dovrebbe consegnare il carcere a Nessuno tocchi Caino. Lo chiedo alla Repubblica, consegnatelo come io ho consegnato Prima Linea al Partito Radicale. Buttiamo via la chiave e diventeranno costruttori di città, restituiranno il danno riparato. Questa è la giustizia non violenta'. La fotografia restituita dalla visita e illustrata alla Piccola Compagnia Impertinente è dunque quella di un carcere che 'vive una condizione di abbandono e degrado', dove il sovraffollamento e la carenza di strumenti per la rieducazione rischiano di tradire la stessa finalità della pena. Seguici anche su Instagram – Clicca qui Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

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