Alla Vuelta ancora una volta a far festa è Matthew Brennan: quarto sigillo di tappa per il britannico, pilotato al meglio da Van Aert in una volata senza storia. Vingegaard smentisce le tesi sul ritiro
Se la sono presa un po' comoda tutti, meno che Matthew Brennan. Che non appena la strada gli ha messo davanti un'altra volata ha subito risposto presente: quarto sigillo in questa Vuelta per il velocista britannico, pilotato in modo sublime da Van Aert e Armiral e perfetto nel trovare il tempo giusto per uscire e andare a prendersi un'altra vittoria di tappa. Il poker di Brennan vale da monito per chiunque negli anni a venire vorrà provare a mettere la propria ruota davanti alla sua: la crescita del ragazzo è impetuosa e di questo passo resterà poco da attendere prima di vederlo sfidare big come Milan, Philipsen, Merlier e compagnia cantante. E poco importa se a questa Vuelta la concorrenza è quella che è: se vincere è difficile, confermarsi (e farlo per tre volte consecutivamente) lo è ancora di più. Mas e Roglic, schermaglie dialettiche: la Vuelta è aperta
Brennan ha sfruttato una giornata di calma piatta, merce abbastanza rara quando si parla di Vuelta. Il caldo ha suggerito ai big di non dannarsi troppo l'anima: con la cronometro di giovedì a Jerez de la Frontera e le ultime due frazioni di montagna (arrivi a Estepona e Collado del Alguacil), di terreno per provare a detronizzare Enric Mas ce n'è abbastanza, e allora tanto vale preservare le energie per il trittico di tappe che deciderà la corsa.
Forse ti può interessare
Dal caldo (spaventoso) della Vuelta al fresco di Montreal: Van Aert vuole il mondiale. Evenepoel permettendo
Wout Van Aert sta trovando una gamba pazzesca alla Vuelta e in casa belga ora diventa complicato far coesistere lui ed Evenepoel al mondiale. Intanto continuano le polemiche per il caldo in Spagna
Vuoi essere sempre aggiornato su ultime news di sport, risultati ed eventi live? Iscriviti al nostro canale WhatsApp Entra nel canale WhatsApp
'Non temo la cronometro, so che comunque vada avrei poi altre due frazioni per dire la mia in salita', il commento stringato della maglia rossa. 'Sono in una situazione davvero inattesa, pensando alle premesse, e chiaramente cercherò di giocarmi tutte le carte per provare a riaprire i giochi', la risposta (indiretta, ma non troppo) di Roglic, che sente di poter fare la differenza soprattutto a cronometro.
La Vuelta, insomma, almeno a parole rimane apertissima: se ci fosse stato Pogacar sarebbe stata un'altra corsa, ma in assenza dello sloveno è lecito aspettarsi di tutto. Anche un Mas che nel frattempo si è defilato dal sindacato dei corridori deputati a trattare con l'organizzazione per la questione caldo, con Jacopo Mosca sostanzialmente rimasto da solo al timone. Una scelta oculata: Mas non vuole favoritismi, e soprattutto non vuol distrarsi troppo con questioni che potrebbero finire per arrecargli danno. Vingegaard, nessun ritiro in visto (ma testa al 2027)
Intanto anche in Spagna sono arrivate le voci che davano Jonas Vingegaard vicino ad annunciare la fine della propria carriera agonistica. Voci rispedite al mittente: il danese, in un video messaggio inviato a un giovane tifoso che era stato ripreso mentre piangeva disperato dopo la caduta di Vingo al Tour (temendo che potesse invogliarlo a chiudere la carriera), ha fatto sapere al giovane Adam che continuerà a correre, almeno fino alla fine del contratto (quindi al 2028).
La Visma ha però ribadito che la stagione 2026 di Jonas è da considerarsi conclusa: niente mondiale, Europeo o Lombardia, ma testa proiettata al 2027 (come Pogacar).
(0)Comments