RESCALDINA – Il verde a Rescaldina? C'è dove non dovrebbe esserci, mentre quello che serve versa in stato di abbandono. Dalla piazza centrale alle aiuole, dai bordi strada fino al cimitero: il quadro è decisamente più horror che green. Parola di Luca Perotta, capogruppo di Cambia Rescaldina, secondo cui «il servizio è affidato e pagato, ma il paese lasciato all'incuria. Perché nessuno verifica che il verde venga davvero curato. Basta fare una passeggiata per accorgersene: la manutenzione del verde pubblico o non viene fatta, o viene fatta male. Non parliamo di un angolo dimenticato, ma di luoghi diversi e centrali del paese». Il gruppo di minoranza ha anche raccolto alcune immagini, le stesse che pubblichiamo qui.
Perotta: «Quadro desolante in tutto il comune»
La piazza (nella foto qui sopra). «Con la sua fontana a pavimento, dovrebbe essere il biglietto da visita di Rescaldina. Oggi si presenta con le vasche macchiate, l'acqua che ristagna sporca, i piccioni al posto dei cittadini e l'erba che spunta tra i ciottoli».
Le aiuole (nella foto in alto). «Le aiuole ornamentali, quelle che dovrebbero dare ordine e decoro, sono lasciate crescere selvatiche: erba secca, sterpaglia, foglie mai raccolte. Di fatto, sono in stato di abbandono».
Il verde urbano. «Lungo le strade e nei parcheggi l'erba arriva quasi al ginocchio, cresciuta indisturbata attorno agli alberi e fin sul marciapiede. Le panchine, dove qualcuno vorrebbe sedersi, spariscono nella vegetazione. E non lo diciamo solo noi: sono gli stessi cittadini, sui social, a fotografare e a denunciare lo stato in cui versa il paese».
Il cimitero (sotto). «È qui che l'incuria diventa mancanza di rispetto. Tra le lapidi e lungo i vialetti in ghiaia, là dove i rescaldinesi vanno a trovare i propri cari, le erbacce crescono indisturbate. Non è su queste cose che si può risparmiare la cura».
«Nessun controllo sulla manutenzione»
Disegnato il quadro, Perotta cerca le spiegazioni. «Il vero problema – punta il dito – è che nessuno controlla. Non è una questione di chi materialmente taglia l'erba, e non è nemmeno non sapere che cosa andrebbe fatto. Un servizio di manutenzione del verde il Comune ce l'ha, affidato e pagato. Il vero problema è che nessuno verifica che venga svolto come dovuto. Chi affida un servizio ha il dovere di controllarlo: misurare che cosa è stato fatto e cosa no, segnalare le mancanze e farsi restituire il servizio quando non è all'altezza. Se il paese è ridotto così, è questo controllo che è mancato. La responsabilità è di chi amministra e deve pretendere il servizio, non di chi lo esegue».
Di qui, le richieste all'amministrazione Ielo. «Chiediamo controlli veri e costanti sul servizio affidato: la verifica puntuale di ciò che è previsto e di ciò che è davvero eseguito, con conseguenze quando il servizio non viene reso. Un responsabile chiaro, al quale i cittadini possano rivolgersi e che risponda pubblicamente dello stato del verde. Priorità e attenzione permanente per i luoghi più sensibili: scuole, aree gioco e cimitero. Infine, un calendario degli interventi pubblico, così che chiunque possa verificare se ciò che è previsto viene rispettato. Un servizio pagato dai cittadini va controllato – conclude il capogruppo consiliare di Cambia Rescaldina – Un paese curato è un paese rispettato. Rescaldina merita di più».
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