Giorgia dice no alla chirurgia estetica e a 55 anni racconta il suo rapporto con il tempo che passa, con una posizione netta: non vuole smettere di riconoscersi. La cantante, che ha compiuto gli anni lo scorso 26 aprile, ha spiegato a Venerdì, inserto settimanale de La Repubblica, di non avere paura delle rughe e di preferire un approccio più autentico all'età.
Fisico minuto, espressione serena e le smorfiette che da sempre la contraddistinguono: Giorgia, all'anagrafe Giorgia Todrani, sembra aver trovato un equilibrio personale con l'avanzare degli anni. Nel parlare di chirurgia estetica, chiarisce di non voler cambiare il proprio aspetto. «Non sono disposta a non riconoscermi», afferma nell'intervista. La sua è una scelta precisa, ma non coincide con un giudizio verso chi decide diversamente. «Io non lo farei», aggiunge, spiegando però di temere che possa succederle qualcosa di «terribile». Una riflessione che riguarda anche il modo in cui la società osserva l'invecchiamento femminile e la bellezza.
Il tempo che passa e i modelli di bellezza
Per Giorgia prendersi cura di sé non è un problema. «Adesso c'è molta più cura, e va benissimo», osserva. Ciò che la preoccupa è soprattutto il rischio di smarrire la propria identità nel tentativo di inseguire un ideale di giovinezza e bellezza che cambia continuamente.
«Mi spaventa non essere più se stesse», dice. Secondo la cantante, dietro il desiderio di fermare il tempo può nascondersi anche la spinta ad adeguarsi a un modello esterno. Il suo pensiero tocca così un tema delicato per le donne dello spettacolo, spesso esposte a giudizi sull'età e sull'aspetto fisico. «Il messaggio è: se non sei più sessualmente appetibile non vai più bene. È questo che va cambiato», sostiene. Per Giorgia, quindi, il nodo non riguarda solo le rughe o gli interventi estetici, ma il modo in cui una donna viene percepita quando il suo volto cambia con il passare degli anni.
A 55 anni la cantante rivendica la possibilità di vivere questa fase senza inseguire a tutti i costi la giovinezza, accettando i cambiamenti senza rinunciare a sé stessa.
Giorgia a 55 anni: «La vita è altrove»
Accettare il tempo che passa non significa, per Giorgia, negare la difficoltà del processo. «Certo, è molto dura, sì», ammette. Il confronto con i cambiamenti del corpo e con gli anni che scorrono può mettere alla prova anche chi non vuole inseguire l'idea della perfezione. «Ho 55 anni, quindi devo strutturarmi mentalmente altrimenti si crolla», racconta con franchezza.
Da questa consapevolezza nasce anche una nuova scala di priorità. «Però la vita è altrove, è molto di più, deve esserlo», aggiunge. È questo il centro della sua riflessione: il corpo muta, il volto porta i segni delle esperienze, ma l'identità non può essere ridotta all'immagine esteriore. Il passare del tempo diventa così un'occasione per guardare oltre l'apparenza, senza trasformare l'accettazione di sé in uno slogan.
La vita privata e il rapporto con il figlio Samuel
Nell'intervista Giorgia parla anche della sua famiglia e del rapporto con il figlio Samuel, che ha 16 anni. La cantante lo descrive come un ragazzo intelligente e molto spiritoso, una qualità che in casa ha un peso importante. Il loro legame, naturalmente, non è sempre privo di tensioni. «Noi litighiamo moltissimo», ammette. Eppure l'ironia sembra essere uno degli strumenti che li aiuta a superare anche i momenti più difficili.
Samuel è in una fase centrale della crescita, quella in cui comincia ad affermare con più forza la propria personalità. Giorgia si racconta come una madre presente e severa, ma anche attenta a lasciargli lo spazio necessario per costruire il proprio percorso.
Giorgia ed Emanuel Lo, genitori accanto a Samuel
Legata da circa 24 anni a Emanuel Lo, 47 anni, la cantante spiega di avere un'idea educativa fondata soprattutto sulla libertà di scelta. «La cosa più bella che suo padre e io facciamo è lasciarlo libero di scegliere chi essere», racconta. Per Samuel questo significa crescere senza imposizioni rigide su ciò che deve fare o diventare.
Giorgia precisa di non avergli imposto né quale sport praticare né quale musica ascoltare. Una posizione che nasce da una convinzione ben precisa: «Penso che i figli siano delle persone già fatte. Non sono tuoi. Tu li accompagni, impari con loro». È una visione della maternità lontana dal controllo e più vicina a un cammino condiviso. La cantante resta accanto al figlio, dialoga con lui e stabilisce regole, ma senza dimenticare che Samuel deve poter costruire la propria identità.
Tra il rapporto con il corpo, le rughe e il rifiuto di perdersi dietro un'immagine ideale, Giorgia racconta una fase della sua vita segnata da consapevolezza e chiarezza. A 55 anni non rinnega il tempo che passa: sceglie di attraversarlo senza smettere di riconoscersi.
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