Il governo serbo, guidato dal primo ministro Duro Macut, ha chiesto al presidente Aleksandar Vucic di sciogliere l'Assemblea Nazionale e di indire elezioni legislative anticipate. Questa richiesta arriva dopo oltre un anno di proteste studentesche e in un contesto di forti critiche internazionali legate ai tributi resi al criminale di guerra Ratko Mladic, condannato nel 2017.
Durante una riunione con il suo gabinetto, Macut ha affermato che le elezioni rappresentano la forza di una Serbia democratica e ha garantito che gli attuali ministri continueranno a svolgere le loro funzioni fino alla formazione di un nuovo governo. Vucic prevede di fissare le elezioni per il 18 o il 25 ottobre e dovrà emettere un decreto per ufficializzare la dissoluzione del Parlamento entro 72 ore.
Questa decisione si colloca in un contesto di crisi politica interna e ostacoli al processo di integrazione della Serbia nell'Unione Europea, collegati ai legami di Vucic con la Russia e a preoccupazioni riguardanti la democrazia nel paese. Le proteste, innescate da un incidente che ha causato 16 morti nel novembre 2024, sono scoppiate a causa della risposta ritenuta insufficiente del governo. Le recenti critiche internazionali sono aumentate dopo il corteo funebre per Mladic, deceduto il 27 agosto mentre era in carcere per crimini di guerra.
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