Groenlandia, l'Ue accelera su miniere ed energia

Groenlandia, l'Ue accelera su miniere ed energia
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Category: Business
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Materie prime critiche, energia rinnovabile e infrastrutture. L'Unione europea rafforza il suo asse con la Groenlandia, territorio sempre più rilevante nella competizione per le risorse necessarie alle filiere tecnologiche e alla transizione energetica. Bruxelles punta a trasformare la cooperazione con Nuuk in catene del valore più integrate con l'industria europea, sostenendo allo stesso tempo investimenti e diversificazione dell'economia groenlandese. Il dossier più strategico è quello minerario. UE e Groenlandia intendono accelerare lo sviluppo di progetti sostenibili attraverso analisi tecniche e attività di incontro tra investitori e operatori. L'obiettivo dichiarato è aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento europee, in una fase in cui l'accesso alle materie prime è diventato una questione non soltanto industriale, ma anche geopolitica. Bruxelles indica tra gli esempi gli investimenti nel progetto minerario di Malmbjerg e soprattutto Amitsoq, il giacimento di grafite sviluppato da GreenRoc. Quest'ultimo è stato riconosciuto come progetto strategico dell'Ue nell'ambito del Critical Raw Materials Act. La grafite è una materia prima cruciale per le batterie e, dunque, per settori come mobilità elettrica e accumulo energetico. Amitsoq diventa così un banco di prova della strategia europea: collegare risorse estratte in Groenlandia alle filiere industriali del continente e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti. La connettività digitale è un altro pilastro della cooperazione. Attraverso il progetto Enhanced Satellite Connectivity for Greenland, l'Ue collabora con Tusass per sostenere, nei prossimi cinque anni, l'espansione delle capacità satellitari in tutta la Groenlandia tramite fornitori europei. L'iniziativa migliorerà affidabilità, velocità e resilienza delle connessioni digitali, con benefici per gli insediamenti più remoti, le scuole e le imprese. Il progetto si inserisce nel sostegno già in corso dell'Ue al rafforzamento della connettività digitale sulla costa occidentale groenlandese. Parallelamente, Bruxelles finanzia studi di fattibilità per valutare se i centri dati possano rappresentare un'opportunità concreta per la Groenlandia, con lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e digitali necessarie. La partnership si estende all'energia. L'UE sosterrà un programma di Nukissiorfiit, l'utility energetica nazionale, per modernizzare e decarbonizzare la produzione elettrica nelle comunità più remote attraverso sistemi ibridi rinnovabili. Bruxelles e Nuuk stanno inoltre valutando un intervento sull'impianto idroelettrico di Buksefjord, principale infrastruttura idroelettrica groenlandese, per far fronte alla crescente domanda di elettricità della capitale. Il rafforzamento della presenza europea passa anche dalle istituzioni. È prevista la creazione di una Programme Management Unit all'interno dell'amministrazione groenlandese, destinata a migliorare la capacità di attuare le priorità politiche e gestire i programmi sostenuti dall'Ue. Sul tavolo ci sono poi turismo e abitazioni. Il turismo sostenibile viene considerato uno dei canali più immediati per diversificare un'economia fortemente legata alla pesca, attrarre capitali privati e creare occupazione. Il settore immobiliare rappresenta invece una necessità strutturale, vista l'età del patrimonio abitativo e il suo impatto sulla salute pubblica e sulle prospettive di crescita. I numeri mostrano il peso crescente della relazione. Per il periodo 2021-2027 l'Ue ha destinato alla Groenlandia 225 milioni di euro, per il 90% all'istruzione e per il restante 10% alla crescita verde. Per il bilancio europeo 2028-2034 la Commissione ha proposto 530 milioni di euro, più del doppio dell'attuale dotazione. A questi fondi si aggiunge l'accordo sulla pesca sostenibile: nell'attuale protocollo l'Ue destina 17,3 milioni di euro l'anno alla Groenlandia, inclusi 3,2 milioni per la strategia nazionale sulla pesca sostenibile. Dietro investimenti, miniere e centrali energetiche emerge così una partita più ampia. Per l'Europa, la Groenlandia può diventare un tassello della strategia per rendere più autonome e resilienti le proprie filiere tecnologiche. Per Nuuk, il rapporto con Bruxelles offre capitali e accesso al mercato europeo per trasformare le proprie risorse in sviluppo economico. Nell'Artico, sempre più centrale negli equilibri globali, industria, tecnologia e geopolitica finiscono così per convergere.

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