(source) 8 Settembre 2026 — Da Notav
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Il 3 ottobre il Movimento No Tav torna in piazza, da Sant'Ambrogio ad Avigliana, contro la realizzazione della tratta nazionale. Molte assemblee e iniziative sono in programma in tutta la Valle nei prossimi giorni: importanti tappe di avvicinamento a una mobilitazione che coinvolge un territorio sempre più esteso, colpito o destinato a essere colpito dagli effetti nefasti di questa mala opera.
E intorno alla marcia popolare, ancora una volta, si apre una partita politica che racconta molto delle contraddizioni di questi tempi: da parte di chi governa il Paese, ma anche di chi aspira, un giorno, a tornare a governarlo.
Sul piano istituzionale, da una parte ci sono gli amministratori locali, con l'Unione Montana, che dichiarano la propria contrarietà alla nuova tratta Avigliana-Orbassano e annunciano la loro partecipazione alla marcia. Dall'altra, un fronte partitico bipartisan che non vuole dismettere la difesa di un'opera evidentemente fuori tempo massimo e inutile, vorace di fondi pubblici — non solo europei — e devastante per le popolazioni locali.
Le uniche eccezioni sono Avs e Movimento 5 Stelle, che hanno dichiarato la propria partecipazione alla marcia.
E poi c'è il Movimento No Tav, che, irriducibile nella sua contrarietà pluridecennale, continua a tessere reti e relazioni, a produrre dati, a promuovere momenti di confronto tra cittadini e amministrazioni del territorio e a costruire iniziative di mobilitazione.
Di sicuro è sotto gli occhi di tutti che qualcosa di importante sta cambiando. I dati reali, non quelli propagandati, raccontano di un'opera ancora lenta, non strategica dal punto di vista commerciale e sempre più difficile da conciliare con la realtà territoriale e nazionale, in un momento in cui la necessità di investimenti pubblici per la sanità, la scuola, il lavoro e il welfare è sempre più urgente.
Senza parlare dell'impatto, catastrofico, sulla vita di migliaia di cittadini. E i sindaci valsusini tutto questo lo hanno ben presente.
Non sottovalutiamo, quindi, quanto sia difficile per i grandi partiti nazionali continuare a sostenere pubblicamente quest'opera, al di là delle solite tre o quattro frasi di propaganda. Ma, detto questo, non possiamo provare il minimo di comprensione per chi si ostina a truccare le carte, perché il prezzo da pagare, purtroppo, viene scaricato in maniera violenta sui cittadini e sui territori.
Il Movimento No Tav queste domande continuerà a porle. E continuerà a farlo indipendentemente da chi siede nei governi, nelle giunte o nei consigli comunali.
Per questo, il 3 ottobre sarà la giornata in cui il Movimento No Tav tornerà a portare in piazza le proprie ragioni.
Da Sant'Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la tratta Avigliana-Orbassano e contro l'ennesima grande opera calata sul territorio come inevitabile.
Una marcia che parlerà di trasporti, di risorse pubbliche, di ambiente, di acqua, di suolo, di salute e, soprattutto, di quale futuro vogliamo per la Valle.
Il 3 ottobre saremo ancora una volta in marcia, insieme a chi continua a pensare che il futuro di questo territorio non possa essere deciso dai grandissimi interessi economici.
Il 3 ottobre, da Sant'Ambrogio ad Avigliana, marciamo noi.
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