Bonus 817 Euro INPS, Nuovo Vincolo Formazione: 90 Giorni per Evitare la Segnalazione

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Category: Financial
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Per gli autonomi e i professionisti che ricevono l'ISCRO non basterà più guardare soltanto all'accredito dell'indennità. La formazione professionale diventa sempre più centrale e il nuovo meccanismo punta a rendere automatico il controllo attraverso il SIISL. Ma prima di capire cosa cambia, è utile fare il punto su questa indennità: cos'è, chi può richiederla nel 2026 e quanto spetta. L'ISCRO, cioè Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, è il sostegno economico destinato ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti con partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS. Trattandosi di una sorta di cassa integrazione, spetta a coloro che si trovano in una situazione di forte riduzione del reddito professionale. Infatti, per ottenere l'ISCRO occorre aver registrato un reddito nell'anno precedente inferiore a 12.749,18 euro. Non solo: serve aver registrato un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti. Un altro aspetto importante riguarda la possibilità di presentare nuovamente la domanda: per il 2026 non possono accedere alla prestazione coloro che hanno già fruito dell'ISCRO nel 2024 o nel 2025. Possono invece presentare domanda coloro che non l'hanno richiesta nelle precedenti annualità oppure hanno presentato domanda senza ottenere la prestazione. Per il 2026 il termine per presentare la richiesta è fissato al 31 ottobre 2026. Gli importi vengono annualmente rivalutati. Nel 2026 l'ISCRO può variare entro questi limiti: importo minimo: 255,53 euro al mese ; ; importo massimo: 817,69 euro al mese. L'importo effettivamente riconosciuto dipende dal calcolo previsto dalla normativa, basato sulla media dei redditi da lavoro autonomo. La prestazione viene riconosciuta per sei mensilità e non comporta l'accredito di contribuzione figurativa. Inoltre, l'ISCRO concorre alla formazione del reddito. La rivalutazione degli importi è importante perché aggiorna anche i valori di riferimento della misura rispetto agli anni precedenti. Nel 2025, ad esempio, il minimo era di 252 euro e il massimo di 806,40 euro. Per il 2026 entrambi i valori sono quindi aumentati. La partecipazione ai percorsi di aggiornamento professionale non è una novità assoluta. La disciplina dell'ISCRO già prevede che l'erogazione della prestazione sia accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale. Il passaggio importante riguarda però le modalità con cui questo obbligo viene ora organizzato e monitorato. La procedura coinvolge direttamente INPS, SIISL, Regioni, Province autonome e Centri per l'impiego, rendendo più strutturato il controllo sulla partecipazione alla formazione. Il beneficiario, al momento della domanda, autorizza l'INPS a trasmettere i propri dati di contatto alle Regioni e alle Province autonome nell'ambito del SIISL e del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro. L'obiettivo è consentire la gestione del percorso di attivazione direttamente attraverso i sistemi informativi pubblici. Per le domande presentate dal 2025, inoltre, il beneficiario dell'ISCRO viene iscritto d'ufficio al SIISL al momento dell'accoglimento della domanda. L'iscrizione non viene cancellata immediatamente quando termina l'indennità, ma viene conservata per cinque anni. La novità più rilevante riguarda il monitoraggio dei primi mesi successivi alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale. Il SIISL utilizza le informazioni già presenti nelle banche dati pubbliche per precompilare il curriculum e il Patto di attivazione. Tra i dati che possono essere utilizzati rientrano informazioni anagrafiche e lavorative, percorso scolastico e formativo, abilitazioni, titoli professionali e certificazioni delle competenze. Una volta sottoscritto il Patto, il beneficiario può individuare attraverso il sistema un percorso di aggiornamento professionale oppure ricevere proposte coerenti con il proprio profilo. Se entro tre mesi dalla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale il sistema non rileva l'avvio di alcun percorso di aggiornamento professionale, il SIISL trasmette l'elenco dei beneficiari interessati ai Centri per l'impiego competenti. Non sarà sufficiente iscriversi a un qualsiasi corso di formazione. I percorsi dovranno rispondere a requisiti precisi: dovranno servire a mantenere e aggiornare le competenze professionali oppure consentire di acquisirne di nuove, in modo coerente con l'evoluzione della domanda del settore di riferimento. La formazione dovrà essere erogata da enti titolati o accreditati dalle Regioni o dalle Province autonome e dovrà portare a competenze riferite a standard professionali definiti e aggiornati nell'ambito del Repertorio nazionale. Al termine del percorso dovrà essere rilasciato almeno un documento di trasparenza delle competenze, coerente con il Sistema nazionale di certificazione delle competenze. Le attestazioni dovranno essere disponibili in formato digitale e conservate sulla piattaforma SIISL. Il Ministero del Lavoro avrà inoltre il compito di monitorare la partecipazione dei beneficiari ai percorsi di aggiornamento professionale e di elaborare un bollettino annuale. Per chi riceve l'ISCRO, quindi, diventa fondamentale tenere sotto controllo il proprio percorso sul SIISL e rispettare il termine dei 90 giorni per l'avvio della formazione.

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