Morte avvelenate con la ricina, i sospetti su Pietracatella nella prima puntata di Dentro la Notizia

Morte avvelenate con la ricina, i sospetti su Pietracatella nella prima puntata di Dentro la Notizia
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Category: Politics
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La prima puntata stagionale di Dentro la Notizia, in onda lunedì 7 settembre 2026, torna sul giallo di Pietracatella e sulla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre. Il caso resta senza un colpevole e l'obiettivo è arrivare presto a una soluzione che dia giustizia alle due donne. Il caso di Pietracatella e gli elementi al vaglio Sull'indagine sul giallo di Pietracatella si stanno concentrando diversi elementi, nella speranza di arrivare a una svolta. Gli investigatori stanno valutando oltre 200 testimonianze, insieme a messaggi, chat, tensioni familiari e possibili intrecci rimasti finora quasi del tutto nascosti. Da questo materiale potrebbe emergere il movente del duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre. Nel frattempo, alcune contraddizioni sarebbero emerse lo scorso 20 agosto durante un faccia a faccia alla Questura di Campobasso che ha coinvolto Gianni Di Vita, che ha perso moglie e figlia nella tragedia, e una sua vecchia amica, insegnante di matematica e, secondo quanto trapela, non in buoni rapporti con Antonella. Sempre secondo le indiscrezioni, la donna avrebbe confidato l'intenzione di separarsi dal marito e avrebbe avuto contatti anche con il marito della professoressa per ragioni ancora non chiarite. Gli esperti tedeschi che hanno esaminato gli aspetti scientifici ritengono comunque che non si tratti di un caso, anche alla luce delle elevate quantità di veleno trovate nello stomaco della madre a otto mesi di distanza. Le parole da Campobasso A fornire gli ultimi aggiornamenti dalla Questura di Campobasso è l'inviato Vincenzo Rubano, affiancato dal prozio Antonio: 'E' stata un'estate piena per gli inquirenti della Questura di Campobasso, hanno sentito anche persone nel giorno di Ferragosto. Oggi doveva essere ascoltata una persona molto vicina alla famiglia Di Vita, ma all'ultimo è saltata questa audizione, potrebbe avvenire domani, non è escluso possa essere sentita direttamente in Procura a Larino visti i tanti giornalisti presenti oggi qui. Questa settimana potrebbe essere cruciale, potrebbero essere notificati i primi avvisi di garanzia, gli inquirenti hanno fatto sapere di avere raccolto elementi importantissimi, utili per l'iscrizione di alcuni nel registro degli indagati. Tanto materiale è stato trasferito alla Procuratrice di Larino, sarà lei a decidere cosa fare. I risultati dalla Germania potrebbero arrivare domani, non è escluso possa essere chiesta una proroga di altri 60 giorni, ma alcune conclusioni potrebbero emergere comunque. Ci sono delle indiscrezioni che abbiamo sulla base del lavoro dei super poliziotti, Gianni Di Vita non è mai entrato in contatto con la ricina, evidentemente il malore avuto nei giorni della tragedia non è riconducibile a un avvelenamento'. Le tensioni in famiglia e i sospetti Gianluigi Nuzzi ha chiesto al prozio di Gianni se durante l'estate ci siano state davvero tensioni in famiglia. La risposta è arrivata con toni di forte attesa e preoccupazione: 'E' stata un'estate di ansia e aspettative, le risposte non arrivano, la gente in paese le cerca, ma gli inquirenti non ce le danno. Noi siamo spettatori di questa situazione, ci auguriamo che a breve si possa sapere qualcosa in più, magari che chi ha fatto questo duplice omicidio premeditato non sia del nostro paese, se così fosse dovremo essere preoccupati anche noi. Gianni è tornato a Pietracatella, continua a fare il suo lavoro di commercialista'. Quando il conduttore ha provato a capire se ci fosse qualcuno di cui il familiare potesse fidarsi ciecamente e quindi indicare l'estraneità ai fatti, la replica è stata prudente: 'La mano la tengo in tasca, sul fuoco non posso mettere niente. Mi auguro che Gianni sia pulito, in tutti i sensi'. La posizione di Carmelo Abbate Secondo Carmelo Abbate, gli inquirenti avrebbero già un'idea abbastanza precisa di chi possa essere coinvolto, ma starebbero valutando i tempi più opportuni prima di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. 'Gianni è uno dei principali sospettati, inutile girarci intorno, non significa che sia stato l'autore del delitto, ma è sicuramente stato uno dei sospettati insieme a un'altra persona sentita con lui. Risulta che lui e l'amica abbiano mentito, gli inquirenti hanno riscontri oggettivi su questo, lì è uscito un quadro che quando sarà chiarito a tutti ci lascerà sbalorditi', ha affermato il giornalista. La vicenda resta quindi al centro dell'attenzione, con possibili novità già nei prossimi giorni tra avvisi di garanzia, riscontri tecnici e ulteriori decisioni della Procura di Larino sul caso di Pietracatella.

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