'Il Comune non vede di buon occhio il Ponente oppure non è capace di agire?'. È la domanda, volutamente provocatoria, che arriva da Marola, dove gli abitanti tornano a puntare il dito contro l'amministrazione comunale per una serie di problemi che si trascinano da anni senza una soluzione.
Dopo le polemiche sulla convivenza con la Marina militare – compresa la scadenza delle concessioni per il porticciolo di San Vito e un rinnovo che ancora non si vede all'orizzonte – e le annose difficoltà sulla Napoleonica, con code e blocchi della circolazione, ora nel mirino finiscono interventi molto più ordinari: strade, scalinate, fognature, cantieri e manutenzione del verde. Un elenco di cinque situazioni 'incompiute' o problemi ormai non più rinviabili.
Il primo caso riguarda via della Storta e via A. Falconi, due scalinate che partono da piazza Paolo Eaggioni e collegano il paese rispettivamente con la località Tregetti e con via Caporacca. Sono percorsi molto frequentati, ma da anni, denunciano gli abitanti, si trovano in condizioni di degrado. Gli scavi effettuati per la posa di fibra, gas e altri sottoservizi hanno pesantemente danneggiato la pavimentazione e i ripristini non sono mai stati completati. A questo si aggiungono la vegetazione e la scarsa pulizia lungo le scalinate, anche nelle aree confinanti con proprietà private.
La questione della pavimentazione, spiegano i residenti, è nota da anni al Comune, che avrebbe giustificato il mancato intervento con l'attesa della scelta della pavimentazione da parte della Soprintendenza. Una spiegazione che gli abitanti non ritengono più credibile, considerando il tempo trascorso. E ricordano che è il Comune a rilasciare le autorizzazioni per i lavori e quindi, a loro giudizio, a dover vigilare sia sull'esecuzione sia sul ripristino delle aree interessate. 'Di questi lavori non esistono cartelli indicanti autorizzazioni, responsabili e tempi', è la contestazione, mentre resta da capire quando le scalinate torneranno completamente fruibili e in condizioni decorose.
La seconda situazione riguarda via del Montale, nella deviazione verso Cadimare dopo il civico 29. La strada pedonale è chiusa da circa due anni. Il motivo è legato al ripristino di alcuni muri comunali, alla sistemazione della raccolta delle acque meteoriche e al completamento, da parte di Acam Acque, del collegamento fognario per circa una ventina di unità immobiliari. I muri, spiegano gli abitanti, presentavano problemi da decenni e alcuni tratti sono già stati rifatti dal Comune dopo essere franati, utilizzando procedure di somma urgenza. Per il resto, però, la situazione è ancora ferma. Il collettore fognario stradale verso il depuratore deve essere ancora completato e gli edifici a monte del civico 29 continuerebbero a scaricare nella fognatura mista. Anche la raccolta delle acque meteoriche, realizzata circa due anni fa, è ancora collegata in maniera provvisoria alla fognatura stradale attraverso tubazioni che attraversano il tratto di strada chiuso. La chiusura, inoltre, non sarebbe adeguatamente segnalata: capita così, raccontano i residenti, che escursionisti arrivino seguendo il Gps e si trovino davanti a un percorso interrotto, dovendo poi essere indirizzati verso un viottolo a quota più alta creato di fatto dal passaggio degli abitanti.
A rendere ancora più difficile la situazione c'è la manutenzione ordinaria. 'Nella via del Montale non viene effettuato lo spazzamento stradale', denunciano i residenti, che segnalano rifiuti, vegetazione e rami spinosi all'altezza degli occhi lungo il percorso.
Sempre via del Montale, ma nel tratto compreso tra via G. Matana e i serbatoi di Acam Acque, presenta un'altra situazione che gli abitanti considerano emblematica. La strada, originariamente composta da due piste laterali lisce e carrabili e da una parte centrale con gradini in pietra, sarebbe stata danneggiata nel 2020 durante i lavori per il passaggio delle tubazioni della fognatura e da allora non sarebbe stata ripristinata.
A questo si aggiungono, secondo le segnalazioni, continue fuoriuscite d'acqua dai serbatoi, con la strada che in determinate occasioni si trasforma in un vero e proprio torrente. Da giugno 2026, inoltre, lungo il tratto iniziale sono presenti due tubazioni in plastica appoggiate a terra, una da 250 millimetri e una da 100 millimetri. La ditta esecutrice, Sirce, avrebbe spiegato ai residenti che si tratta di tubazioni provvisorie utilizzate per le prove e destinate a essere interrate.
Ma quei tubi sono ancora lì e, denunciano gli abitanti, oltre a rappresentare un ostacolo e un potenziale pericolo restringono ulteriormente una carreggiata già ridotta. Il risultato è che diventa più difficile trasportare materiali, effettuare lavori di manutenzione nelle abitazioni e percorrere il tratto a piedi. Anche in questo caso i residenti lamentano l'assenza di informazioni sui lavori, sulle autorizzazioni, sui responsabili e soprattutto sui tempi del ripristino.
Poi c'è l'area verde di Marola, dove sarebbero attivi almeno due cantieri attualmente sospesi. Una situazione che ha conseguenze concrete: il campo di calcio è inagibile, così come gli spogliatoi, e gli abitanti sostengono di non avere informazioni sufficienti su quando e come l'area potrà tornare a essere utilizzata.
L'ultimo punto riguarda invece un problema che non nasce da un cantiere ma, al contrario, dalla mancata manutenzione. È la scalinata comunale della chiesa di Marola, che gli abitanti descrivono come ormai al limite della praticabilità. Le radici di quattro-sei cipressi hanno deformato il percorso, mentre decenni di scarsa manutenzione hanno ulteriormente aggravato la situazione.
Una condizione che preoccupa anche per la funzione della scalinata, che costituisce l'unico accesso alla chiesa. Gli abitanti arrivano a ipotizzare che, se la situazione non verrà affrontata, in futuro anche le imprese di onoranze funebri potrebbero avere difficoltà a trasportare le bare a spalla lungo il percorso. Mancano inoltre, viene sottolineato, una pista dedicata al trasporto delle bare e una viabilità alternativa.
Il quadro tracciato dai residenti è quindi quello di un paese nel quale diversi problemi si sono accumulati nel tempo, tra opere lasciate a metà, interventi provvisori diventati permanenti e manutenzione ordinaria che, secondo le segnalazioni, non sarebbe sufficiente. E la domanda finale è rivolta direttamente all'amministrazione comunale: 'Dov'è la vigilanza del Comune che ha autorizzato i lavori?'.
Per chi vive a Marola, il problema non riguarda soltanto i singoli interventi. Le cinque situazioni vengono indicate come il sintomo di una difficoltà più generale dell'amministrazione a occuparsi del Ponente cittadino. 'Tutto ciò in un piccolo territorio come Marola, figuriamoci cosa accade in tutto il territorio comunale', è la conclusione della denuncia.
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