L'estrema destra vola in Sassonia: Salvini esulta. Bisesti: "Ha vinto la paura? Balle. E' il voto contro chi ha tollerato immigrazione incontrollata e svuotato i portafogli"
Il trionfo di Alternative für Deutschland alle elezioni in Sassonia - Anhalt ha diviso il centro destra. Salvini esulta, Forza Italia è preoccupata e Fratelli d'Italia non si è espresso. Bisesti, che del segretario è un "fedelissimo": "La gente ha votato contro chi la lascia insicura e contro chi le ha svuotato il portafoglio, raccontandole che andava tutto bene. Il messaggio è chiarissimo. Ha vinto la paura? Di solito quando c'è paura la gente sta a casa: qui ha votato il 77,7%, un dato mai visto dal 1989 ad oggi"
TRENTO. Il giorno dopo il trionfo dell'estrema destra nelle elezioni regionali in Sassonia - Anhalt, uno dei 16 Land che formano la Germania, le reazioni in Europa, e ovviamente anche in Italia, sono comprensibilmente molto diverse.
Alternative für Deutschland, il partito nazional - conservatore, euroscettico e anti immigrazione, ha stravinto la tornata elettorale, conquistando il 43,8% dei voti, raddoppiando i consensi rispetto a cinque anni fa e ottenendo 39 seggi su 83 nel parlamento locale.
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Alle urne si è recato il 77,7% degli aventi diritto per un'affluenza da record, mai così alta dal 1989 ad oggi: l'AfD, al momento, non ha la maggioranza assoluta, visto che all'appello mancano tre voti in Parlamento, ma il Bsw (Bündnis Sahra Wagenknecht) non ha chiuso le porte ad un'eventuale alleanza di governo, con la candidata di punta Claudia Wittig che ha affermato che il partito deciderà "in base ai contenuti" per realizzare "i progetti utili al Land, anche con l'AfD o con altri partiti".
Insomma, il partito guidato da Tino Chrupalla e Alice Weidel potrebbe farcela e il leader locale Ulrich Siegmund, che il settimanale "Der Spiegel" ha definito come "l'uomo più pericoloso di tutta la Germania", sarebbe il primo esponente di estrema destra a governare dal 1945 ad oggi.
Tutti gli altri partiti sono invece crollati: la Cdu del cancelliere Friedrich Merz è precipitata dal 37 al 17,2% (perdendo 25 seggi su 40 che aveva), l'Spd si è arrestata al 9,3%, mentre Linke (8,6%) e Verdi (8,9%) hanno superato lo sbarramento e ottenuto complessivamente 8 seggi.
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Merz ha definito "scioccante" il risultato e la co presidente di AfD Weidel ha parlato del cancelliere come di "un peso per la Germania", ma lo stesso cancelliere ha escluso l'ipotesi delle dimissioni.
E in Italia? Il leader leghista e ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini ha festeggiato, complimentandosi con "l'amica Alice Weidel e tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt! Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama democrazia. Un'altra Europa è possibile".
Esulta, ovviamente, anche Vannacci: "L'Europa cambia - queste le sue parole -. Merz ha l'ulcera. Nessun dorma".
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Il segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso invece grandissima preoccupazione, parlando di una notizia "pessima, perché si tratta di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una notizia che speriamo sia un'eccezione locale".
Dalla premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia nessuna dichiarazione ufficiale, mentre il Pd definisce "agghiacciate" l'esultanza di Salvini e il segretario di Azione, Carlo Calenda, parla addirittura di "Unione a rischio. L'insorgere di nazionalismi che guardano ai totalitarismi passati non hanno precedenti".
A condividere la soddisfazione del suo leader per il risultato di AfD e spiegare, secondo il suo punto di vista, il voto tedesco, in un Land che conta poco più di 2 milioni di abitati, è il consigliere provinciale leghista Mirko Bisesti.
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"Ti dicono che ha vinto la paura - esordisce -. E' una balla. L'AfD ha preso il 44% con l'affluenza più alta dalla riunificazione. Non è la pancia di quattro esaltati. Sono gli stessi elettori di prima, la stessa gente seria che oggi ha detto basta. Basta austerità. Basta soldi per le armi contro la Russia mentre chiudono le fabbriche. Basta immigrazione fuori controllo e insicurezza raccontata come se non esistesse. Non è paura. È un conto salato presentato a chi per anni ha detto che andava tutto bene".
Poi l'ex assessore provinciale (che è uno dei nomi "caldi" per il centro destra in vista delle prossime Politiche) entra nello specifico.
"L'AfD in Germania ha preso quasi il 44% dei voti - spiega Bisesti - e l'unica spiegazione che ci stanno dando (con chiaro riferimento a tutte le forze di centro sinistra) è "la paura". Peccato che questa spiegazione sia sbagliata. Primo: quel quasi 44% è arrivato con l'affluenza più alta di sempre dalla riunificazione ad oggi. E quando "vince" la paura, di solito la gente sta a casa a votare non ci va. Qui è esattamente il contrario: al voto ci è andata più gente di sempre, che ha scelto chiaramente: non è si è trattato di un incidente, come tanti vogliono far credere, ma di un messaggio chiarissimo. Secondo: questi elettori sono gli stessi che votavano la Merkel, gli stessi che votavano i socialisti. Ovviamente, allora, andava tutto bene: quella era la Germania seria e produttiva, la Germania brava, la Germania "locomotiva d'Europa". Ora sono diventati tutti fascisti e nazisti".
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I motivi dell'exploit dell'estrema destra in Sassonia - Anhalt?
"I motivi ci sono e chi non li vuole vedere compie un'analisi ingannevole - conclude -. Il primo è legato alla sicurezza: anni di immigrazione fuori controllo e di radicalismo islamista, che la politica ufficiale ha fatto finta di non vedere, mentre i cittadini vivono sulla propria pelle. Chi l'ha negato e continua a negarlo ormai non può più reggere. E poi c'è un altro aspetto, di carattere economico, legato al portafoglio, l'austerità, il caro benzina, il caro energia. Aver rotto con la Russia sul gas senza avere un piano B e la Volkswagen che, invece che costruire macchine, riconverte le fabbriche per produrre armi: questo è il modello di Germania che difendono (sempre con riferimento alle forze di centro e sinistra di tutta Europa, ndr). La gente ha votato contro chi la lascia insicura e contro chi le ha svuotato il portafoglio, raccontandole che andava tutto bene. Il messaggio è chiarissimo".
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