Ci sono momenti in cui il passato non si limita a essere ricordato, ma torna a respirare, a far vibrare l'aria e a far salire quel groppo in gola che solo chi vive di motorsport conosce. C'eravamo anche noi tra le sale dell' Automobile Club di Milano , in Corso Venezia, mentre sfilavano le immagini e le parole che anticipano qualcosa destinato a rimanere scolpito nella memoria di tutti noi appassionati: dal 2 al 4 ottobre il circuito del Mugello ospiterà la prima edizione del Gran Premio Storico d'Italia .
Non si tratta di una semplice esibizione di auto d'epoca, ma di un vero e proprio pellegrinaggio emotivo al Mugello. L'evento rende omaggio al decennio più glorioso, vincente e indimenticabile della storia moderna della Ferrari in Formula 1: l'era d'oro che va dal 1996 al 2006. Dieci anni in cui Maranello ha conquistato sei titoli Costruttori, 87 vittorie nei Gran Premi e 203 podi, trascinata da quel "Dream Team" guidato da Jean Todt, Ross Brawn, Rory Byrne e, naturalmente, Michael Schumacher. Un continuo di quanto già iniziato dalla Scuderia Ferrari a Monza con la livrea, le tute e le divise degli uomini e le donne del Cavallino in omaggio al Kaiser per l'appuntamento di casa, a trent'anni dalla sua prima vittoria al Tempio della Velocità con la Rossa.
Sul tracciato toscano scenderanno in pista ben nove monoposto scarlatte di quell'era, dalla F310 - in esposizione all'ACI di Milano - alla 248 F1. Sarà un viaggio tecnico straordinario attraverso l'evoluzione dell'aerodinamica e dei motori: dal ruggito acuto e viscerale dei V10 aspirati da 3.0 litri al passaggio ai V8 da 2.4 litri, fino all'introduzione delle gomme scanalate e delle appendici aerodinamiche più estreme. E a spingere queste leggende non ci saranno dei semplici collezionisti, ma i piloti che quelle pagine le hanno scritte a suon di giri veloci e duelli al limite: da René Arnoux a Gerhard Berger, passando per Eddie Irvine, Giancarlo Fisichella, Mika Salo, Luca Badoer, Andrea Bertolini e Antonio Giovinazzi.
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