Porto San Pancrazio, nuova vita agli Adige Docks: case, verde e servizi

Porto San Pancrazio, nuova vita agli Adige Docks: case, verde e servizi
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Category: Business
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Quarantamila metri quadrati oggi inutilizzati che potrebbero trasformarsi in un nuovo pezzo di città. È il progetto 'Adige Living', presentato oggi in Pregiunta dall'assessore al Coordinamento dei Lavori Complessi Tommaso Ferrari, insieme a Leonardo Buongiorno e ai progettisti. L'area è quella degli ex Adige Docks, di proprietà di Ferrovie dello Stato, da anni ferma e progressivamente degradata. La proposta punta a cambiare radicalmente l'impostazione rispetto al passato, mettendo al centro soprattutto la residenzialità. Il progetto prevede circa 1.500 persone, con abitazioni pensate per diverse esigenze e tutte destinate alla locazione. Ci saranno soluzioni per soggiorni brevi, medi e lunghi, uno studentato e una struttura dedicata al senior living. Il 20% della componente residenziale sarà convenzionata, come previsto dal Piano degli Interventi. L'idea è quella di creare un luogo in cui possano convivere generazioni diverse, anche grazie a spazi comuni e servizi condivisi. Ridimensionata invece la componente sportiva rispetto al precedente progetto, mentre le funzioni commerciali saranno limitate. Sono previsti un piccolo supermercato e alcuni negozi di vicinato. «Si tratta dell'avvio di un approfondimento e non ancora di una decisione definitiva», ha spiegato Ferrari. L'Amministrazione vuole infatti verificare se la nuova impostazione sia coerente con la propria idea di città, soprattutto sul piano della residenzialità, dei servizi e dell'integrazione con il quartiere. L'obiettivo dichiarato è andare oltre il singolo intervento e arrivare a una visione complessiva di Porto San Pancrazio, che comprenda mobilità, servizi e qualità urbana. «L'area è ferma e inutilizzata da molti anni e oggi esiste un'ipotesi importante di rigenerazione – ha sottolineato Ferrari –. Crediamo che l'impostazione del progetto, che aumenta la destinazione residenziale, anche convenzionata, rispetto a quella commerciale o sportiva e che si integra nel quartiere come suo naturale prolungamento, possa andare nella direzione giusta». Uno degli elementi centrali del nuovo masterplan sarà il verde pubblico. Il progetto riguarda complessivamente circa 68 mila metri quadrati e prevede il recupero e la parziale demolizione degli edifici esistenti. L'altezza massima dei nuovi edifici verrebbe inoltre ridotta a 16 metri, rispetto agli attuali 19,80. Previsto anche un importante intervento di depaving, cioè la rimozione di parte delle superfici oggi pavimentate per aumentare le aree verdi. L'area si trova in una posizione strategica, tra il Parco dell'Adige Sud e il Giarol Grande, non lontano dall'Università, dalla stazione di Porta Vescovo e da Corso Venezia. Proprio la sua posizione rende però centrale anche il tema della mobilità. Uno studio sul traffico è già in corso e servirà anche a valutare un eventuale potenziamento del trasporto pubblico locale. Il progetto prevede inoltre un percorso di ascolto con il quartiere. I proponenti si sono detti disponibili ad avviare un processo partecipativo per capire quali siano le esigenze dei residenti e individuare possibili funzioni pubbliche di carattere sociale, culturale, ricreativo e sportivo. Anche gli oneri e i contributi di sostenibilità collegati all'intervento dovrebbero essere destinati alla riqualificazione del quartiere, con interventi su strade e piazze. Per ora, dunque, nessuna approvazione definitiva. L'Amministrazione avvierà nelle prossime settimane il confronto interno. Se arriverà una convergenza sull'impostazione, si passerà a una delibera di indirizzo, quindi agli approfondimenti tecnici e successivamente all'eventuale inserimento nel Master Plan e al passaggio in Consiglio comunale. Sarà necessario rimodulare il progetto rispetto a quello approvato dalla precedente Amministrazione, che puntava maggiormente sulla realizzazione di un impianto sportivo e che successivamente si era arenato anche a causa del cambio di proprietà e dei problemi di sostenibilità finanziaria. Se il nuovo iter procederà senza intoppi, le prime demolizioni parziali potrebbero partire già entro la fine del 2026. L'obiettivo, quindi, è trasformare una delle aree più problematiche e inutilizzate di Porto San Pancrazio in un nuovo pezzo di quartiere: più case, più verde, servizi e spazi pubblici, con l'ambizione di ricucire finalmente un'area rimasta per anni ai margini della città.

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