di Redazione · 7 Settembre 2026
In vista dell'udienza del 9 settembre davanti alla Corte d'Appello di Milano, l'Associazione Genitori tarantini contesta la posizione assunta dalla Regione Puglia e chiede al presidente Antonio Decaro di schierarsi nuovamente a difesa delle ragioni dei cittadini e dei lavoratori di Taranto.
È duramente critica la posizione dell'Associazione Genitori tarantini nei confronti dell'intervento della Regione Puglia in vista dell'udienza del prossimo 9 settembre davanti alla Corte d'Appello di Milano.
Al centro della contestazione c'è il contenuto dell'atto depositato dalla Regione, che secondo l'associazione si limiterebbe a poche righe e non rappresenterebbe una presa di posizione sufficientemente incisiva sulla vicenda giudiziaria.
«Una mezza paginetta! A questo si riduce l'intervento della Regione Puglia in vista dell'udienza del prossimo 9 settembre davanti alla Corte di Appello di Milano.
Poche righe per rimettersi alle valutazioni della Corte, anziché opporsi vigorosamente con noi alla sospensione della sospensione cautelare. Il riferimento alla decarbonizzazione nulla c'entra in questa fase dove la Corte può decidere solo se sospendere o meno il proprio provvedimento sospensivo del 27 luglio.
Rispetto all'atto di intervento ad adiuvandum, che sposava in toto le richieste degli undici ricorrenti dell'associazione Genitori tarantini, sembra una giravolta inspiegabile, oppure un comportamento alla Ponzio Pilato.
Decaro potrà anche lavarsi le mani, ma deve sapere che l'acqua in cui le sciacquerà non è pura, pensando alle decine di migliaia di cittadini e lavoratori stroncati o danneggiati dalle emissioni tossiche.
Non basta rimettersi alla Corte, occorre cercare di influenzarne a favore del popolo tarantino la valutazione ed è per questo che chiediamo a Decaro di mandare ancora i propri legali, come nella precedente udienza, a difendere le nostre ragioni».
È con queste parole che l'Associazione Genitori tarantini chiede dunque alla Regione Puglia un cambio di atteggiamento in vista dell'udienza, sollecitando la presenza dei propri legali per sostenere davanti alla Corte le ragioni dei cittadini e dei lavoratori di Taranto.
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