Tre poliziotti della Penitenziaria sono rimasti feriti ieri mattina nella Casa di reclusione di Milano-Bollate, in seguito all'intervento per bloccare un detenuto di origine senegalese che, secondo quanto riferito dal SAPPE, avrebbe tentato di uscire dall'istituto fingendosi un civile. La ricostruzione dell'episodio fornita dal sindacato riferisce che, intorno alle 9, un ispettore superiore di sorveglianza, insospettito dalla presenza dell'uomo all'ingresso dell'istituto, lo avrebbe fermato chiedendogli chi fosse e di esibire il tesserino. Il detenuto avrebbe risposto di essere un civile in procinto di uscire e, alla richiesta del documento, gli avrebbe gettato il caffè in faccia, tentando quindi di allontanarsi.
A quel punto sarebbero intervenuti un poliziotto dell'Ufficio Servizi e un collega in servizio al IV reparto, che avrebbero contribuito a bloccare il detenuto. Nel corso dell'intervento i tre appartenenti al Corpo sono rimasti feriti.
Il bilancio, riferisce il SAPPE, è di 21 giorni di prognosi per il poliziotto del IV reparto, che avrebbe riportato la frattura di un dito; 7 giorni per il collega dell'Ufficio Servizi e 8 giorni per l'ispettore superiore di sorveglianza.
'Quello che è accaduto a Bollate è gravissimo e conferma, ancora una volta, quanto sia difficile e rischioso il lavoro della Polizia Penitenziaria – denuncia Donato Capece, segretario generale del SAPPE -. Tre colleghi feriti nello svolgimento del proprio servizio sono un dato che dovrebbe imporre una riflessione immediata sull'organizzazione della sicurezza negli istituti penitenziari'. 'Bollate viene spesso definito un carcere modello – prosegue – ma non esistono carceri modello quando il personale è costretto a lavorare in condizioni di grave carenza di organico e deve affrontare situazioni di potenziale pericolo senza strumenti adeguati di autotutela. La sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla professionalità, al coraggio e alla capacità di reazione dei singoli poliziotti'.
Capece richiama quindi l'Amministrazione penitenziaria alla necessità di interventi immediati: 'Servono più personale e soprattutto strumenti adeguati per la tutela dell'incolumità fisica degli operatori. Non è accettabile che si continui a discutere delle dotazioni necessarie soltanto dopo che un poliziotto è stato aggredito e ferito. Chiediamo al Ministero della Giustizia e al DAP di intervenire subito'.
Sulla situazione dell'istituto interviene Matteo Savino, vice segretario regionale del SAPPE per la Lombardia: 'La dinamica dell'episodio, per come ci è stata riferita, dimostra ancora una volta la pressione alla quale è sottoposto il personale – afferma -.
L'ispettore superiore di sorveglianza ha notato una situazione anomala e ha svolto il proprio dovere, chiedendo al detenuto di identificarsi. Quando l'uomo avrebbe reagito tentando di allontanarsi, sono dovuti intervenire altri due colleghi. Il risultato è che abbiamo tre poliziotti feriti, con prognosi fino a 21 giorni'. 'Il problema – aggiunge Savino – non è soltanto l'episodio di violenza, ma il contesto nel quale gli operatori sono costretti a lavorare. A Bollate ci viene segnalata una grave carenza di personale: c'è un solo reparto operativo e diversi sottufficiali risultano non impiegabili nei servizi operativi per motivi legati all'idoneità lavorativa. Questo significa che il personale operativo rimasto deve sostenere un carico di lavoro sempre maggiore'.
Per il SAPPE, dunque, 'non si può continuare a chiedere ai poliziotti penitenziari di garantire sicurezza senza garantire loro, prima di tutto, la possibilità di lavorare in sicurezza'. Il sindacato chiede al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria un intervento urgente sul fronte degli organici e delle dotazioni di servizio, con particolare attenzione alla disponibilità di strumenti di autotutela e di dispositivi adeguati a consentire al personale di fronteggiare aggressioni e situazioni di rischio. 'La Polizia Penitenziaria non può essere l'ultima linea di difesa dello Stato senza avere gli strumenti per difendersi– conclude Capece -. Servono decisioni immediate, non ulteriori promesse. Ogni giorno che passa senza intervenire espone i nostri colleghi a rischi che non possiamo più considerare accettabili'.
Il SAPPE esprime infine solidarietà ai tre poliziotti feriti e gli auguri di pronta e completa guarigione, ribadendo la propria vicinanza a tutto il personale della Casa di reclusione di Milano-Bollate.
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