Alla chiusura di Piazza Affari il mercato continua a distinguere nettamente tra le tre offerte che ruotano attorno a Mps. Intesa Sanpaolo ha terminato a 6,73 euro (-0,03%) e Mps a 11,608 euro (-0,05%): con il corrispettivo fissato a 1,6 azioni Intesa più 1 euro cash, il valore teorico dell'opas è pari a 11,768 euro per azione Mps, con un premio implicito di circa l'1,4%.
L'Opas di Siena su Banco Bpm e i valori teorici
Più contenuto il differenziale sull'Opas di Siena su Banco Bpm. Considerando il concambio di 1,567 azioni Mps per ogni Banco e rettificando il titolo senese per la distribuzione straordinaria da 1,208 euro, il valore teorico dell'offerta è di circa 16,30 euro, contro una chiusura di Banco Bpm a 16,15 euro (+0,31%). Il premio implicito si attesta quindi intorno allo 0,9%. Molto più ampio resta invece il differenziale sull'ops Banca Generali.
Con un rapporto di 6,958 azioni Mps per ogni titolo e considerando Mps al netto della distribuzione straordinaria, il valore teorico dell'offerta è di circa 72,36 euro, contro una chiusura di Banca Generali (+0,38%) a 66,25 euro: il premio implicito è quindi poco sopra il 9%. Un divario che segnala come il mercato continui ancora a scontare un execution risk significativo sull'operazione.
Il calendario autorizzativo e i prossimi snodi
Ora l'attenzione si sposta sul calendario autorizzativo. Il primo snodo è il 10 settembre, con l'assemblea Intesa chiamata a deliberare l'aumento di capitale a servizio dell'opas. Negli stessi giorni Mps è attesa alla notifica dei dossier su Banco Bpm e Banca Generali alle authority, mentre resta centrale il passaggio del 29 ottobre, quando l'assemblea dei soci di Rocca Salimbeni dovrà approvare le due offerte e superare la passivity rule.
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