SULMONA – 'Non possiamo dire soltanto: 'Il mondo va male'. Dobbiamo domandarci: 'Che cosa posso fare io perché qualcosa cominci a cambiare?'. La conversione ecologica non comincia soltanto dalle grandi decisioni politiche o economiche. Comincia dal cuore. Comincia dalle nostre scelte quotidiane'.
Lo ha affermato il vescovo di Sulmona-Valva, mons. Michele Fusco, in occasione della celebrazione con la quale ha preso avvio in diocesi il Tempo del Creato (1° settembre-4 ottobre).
'Comincia dal modo in cui consumiamo, sprechiamo, utilizziamo l'acqua, il cibo, l'energia – ha aggiunto -. Comincia dal rispetto per la natura, dagli stili di vita, dall'attenzione ai poveri. Ma soprattutto comincia dal modo in cui guardiamo l'altro. Perché non possiamo amare il creato e disprezzare l'uomo.
Non possiamo difendere l'ambiente e rimanere indifferenti davanti a chi ha fame. Non possiamo preoccuparci dell'acqua dei fiumi e dimenticare le lacrime di chi soffre. La cura del creato è inseparabile dalla cura della persona. La crisi del Creato non è soltanto una crisi ambientale. È anche una crisi del cuore umano – ha ammonito il presule .
Non siamo padroni assoluti del Creato. Siamo custodi. E la custodia nasce dalla gratitudine. Chi considera il mondo un dono ricevuto da Dio non può trattarlo come una cosa da consumare senza misura', ha proseguito, evidenziando che 'non siamo chiamati semplicemente a lamentarci del mondo ferito. Siamo chiamati a risanarlo'.
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