Taormina, un viaggio nella Sicilia oltre la cartolina più tradizionale

Taormina, un viaggio nella Sicilia oltre la cartolina più tradizionale
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Category: Tourism
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Taormina, un viaggio nella Sicilia oltre la cartolina più tradizionale Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che entrano nell'immaginario. Taormina appartiene alla seconda categoria. Arrivando dall'alto, il primo impatto è irreale: la città si affaccia sullo Ionio come un balcone naturale, incastonata tra la montagna e il mare. Sotto la costa disegna curve azzurre, davanti, quando l'aria è limpida, l'Etna domina il paesaggio con la presenza monumentale. Poi ci sono i vicoli, le piazze, i palazzi, le chiese e quella luce particolare che in Sicilia anche una parete consumata dal tempo si trasforma in qualcosa di indimenticabile. Taormina è elegante, mondana e teatrale. Lo è stata per secoli, quando viaggiatori, artisti e scrittori arrivavano qui per il 'Grand Tour' attratti dal clima, dal paesaggio e da una certa idea di Mediterraneo che conserva qualcosa di scenografico: passeggiare lungo il corso principale implica attraversare una successione di scorci che sembrano studiati per una fotografia. Ma proprio per questo Taormina rischia di essere consumata in fretta, come uno scatto da fare e archiviare. Il modo migliore per conoscerla è invece rallentare, lasciare il corso principale, seguire un sentiero, prendere una funicolare e fermarsi davanti a un dettaglio. E soprattutto aspettare la sera, quando la luce cambia e la città sembra appartenere a chi la abita. Isola Bella, il piccolo mondo sotto Taormina La prima deviazione porta verso il mare. Isola Bella è forse uno dei luoghi più fotografati della Sicilia orientale, ma dal vivo conserva una dimensione fiabesca. La piccola isola, collegata alla terraferma da una lingua di ciottoli bianchi che il mare a volte può quasi cancellare, è un luogo che cambia aspetto a seconda della luce, della marea e del colore dell'acqua. Il fascino, però, risiede nel piccolo ecosistema nel quale la vegetazione si mescola alle rocce e il mare arriva ovunque. Guardandola dal punto panoramico si coglie la sua forma, avvicinandosi, invece, si scoprono dettagli, sentieri e prospettive diverse. E poi c'è un modo inusuale per arrivarci: la funicolare, per cui la discesa è già parte dell'esperienza, una transizione cinematografica tra due anime della città. In pochi minuti si passa dall'atmosfera elegante del centro di Taormina alla costa, con il paesaggio che si apre davanti agli occhi. Una volta arrivati, vale la pena prendersi tempo non soltanto per il bagno e per la fotografia davanti all'isola: Isola Bella va osservata con calma, magari nelle ore in cui il sole comincia a scendere e le rocce assumono tonalità più calde. È allora che Taormina, vista dal basso, appare in tutta la sua spettacolare verticalità. Castelmola, dove la Sicilia diventa un po' folle Poi c'è Castelmola. Basta salire su un autobus locale e la prospettiva cambia: Taormina diventa parte del panorama stesso. Il borgo è minuscolo, raccolto e sospeso sulla montagna. Le strade sono strette, le case si arrampicano sulla roccia e la vista dal castello è vertiginosa, ma Castelmola ha anche un lato più irriverente, quello del "Bar Turrisi", uno dei locali più eccentrici e improbabili che si possano incontrare in Sicilia. Entrarci significa abbandonare per qualche minuto il concetto di buon gusto: il locale è volutamente kitsch, ironico, esagerato e costruito attorno a un simbolismo molto particolare. Il Turrisi non è solo un posto dove bere qualcosa: è un'esperienza antropologica. Si entra per curiosità, si sorride davanti agli arredi, ci si guarda intorno e alla fine ci si ritrova a parlare del locale molto più di quanto si sarebbe immaginato. Per chi invece vuole guadagnarsi il panorama, esistono percorsi a piedi per vivere la montagna lontano dalle strade più battute: il Sentiero dei Saraceni è uno di quelli che restituiscono la dimensione più selvaggia del territorio tra scalini, pietra, vegetazione mediterranea e scorci che si aprono di colpo sulla costa. È una Taormina diversa, più fisica e meno mondana. Una Taormina da conquistare passo dopo passo. Una granita, una cena e una notte con il mare come sfondo In Sicilia c'è un rito che non ha bisogno di spiegazioni: fermarsi per una granita. A Taormina il nome da segnare è "Bambar", amato anche da Fiorello è uno di quei posti che hanno trasformato una pausa in un'istituzione. La granita è il punto di partenza, ma ciò che conta davvero è il rituale: sedersi, scegliere i gusti, accompagnarla con la brioche e abbandonarsi ai minuti di estasi. Limone, mandorla, pistacchio, gelsi, caffè o fragola: qui la Sicilia arriva al tavolo sotto forma di ghiaccio, frutta, profumi e zucchero. La sera, invece, si può cambiare registro apprezzando "Tischi Toschi", uno di quei nomi che meritano di essere cercati tra le stradine del centro. Qui l'atmosfera è lontana dall'idea del ristorante costruito per il visitatore di passaggio: il rapporto con la cucina passa attraverso piatti, commenti, consigli dello chef-patron Luca, entrando in sapori che raccontano il territorio. Quando arriva il momento di dormire, è consigliabile scegliere un posto da dove Taormina continua a raccontarsi. Accade trascorrendo una notte all' "NH Collection Taormina": sceglierlo anche a settembre o ottobre significa soprattutto una cosa, viversi una vista indimenticabile a pochi metri dal centro. Lasciarsi consigliare dal general manager Amedeo Zaffino è un privilegio, tanto quanto quello di guardare la città e il mare dall'alto, quando le luci della costa si accendono e il giorno lascia spazio alla notte. Il Teatro Antico, preferibilmente dopo il tramonto È ovvio, il Teatro Antico non si può perdere, ma c'è un momento in cui bisognerebbe cercarlo: di notte. Durante il giorno, la fama rischia quasi di precederlo e le colonne, le gradinate e l'apertura spettacolare verso il mare sono così celebri da sembrare familiari prima di averle viste. È difficile non pensare a quante persone, nei secoli, abbiano guardato quello stesso orizzonte e quasi impossibile non emozionarsi sentendo di farne parte. E forse è proprio questo il segreto del Teatro Antico: non è la sua età a emozionare, ma il fatto che continui ancora oggi a mettere insieme le stesse cose: la scena, il pubblico, il mare, la montagna e il cielo. L'Odeon, la piccola sorpresa nel cuore della città Poi, quasi nascosto tra gli edifici del centro, c'è l'Odeon: è molto più piccolo del Teatro Antico e per questo sorprende di più. Arrivarci significa imbattersi in una testimonianza romana che vive nel tessuto quotidiano della città. La posizione evidenzia quanto Taormina sia costruita per strati: basta cambiare direzione in un vicolo e ci si trova davanti a qualcosa che appartiene a un'altra epoca. L'Odeon è il genere di luogo che richiede attenzione: è una pausa breve, quasi una parentesi archeologica dentro la passeggiata. E forse è proprio questa la sua forza: mentre il Teatro Antico domina il paesaggio e reclama lo sguardo, l'Odeon chiede di essere scoperto. La stessa forza di Taormina, che chiede di essere scoperta oltre la tradizionale cartolina. Ultimo aggiornamento: lunedì 7 settembre 2026, 20:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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