Sono dieci gli artisti chiamati a interrogarsi sulla posizione dell'essere umano all'interno del mondo naturale, mettendo in discussione quella gerarchia che lo ha storicamente posto al di sopra delle altre specie e dell'ambiente. We All Needed the Same Sun, presentata dalla School for Curatorial Studies Venice presso A plus A Gallery, prende avvio da una contraddizione: mentre la natura continua a trasformarsi, adattarsi ed evolvere nel suo insieme, l'uomo ha progressivamente impostato il proprio rapporto con essa secondo una logica di sfruttamento e controllo, dimenticando di esserne parte e, al tempo stesso, compartecipe.
Il titolo della mostra apre così a una riflessione sulla possibilità di una coesistenza tra l'essere umano e le molteplici forme di vita con cui condivide il pianeta. Il sole, risorsa comune e indispensabile alla crescita, diventa metafora di una condizione condivisa, capace di ricondurre l'uomo alla propria appartenenza a un sistema ben più ampio. Anna Marzuttini, Komorebi, 2025, ceramic, variable dimensions, ph. Clelia Cadamuro
Ad accogliere il visitatore, davanti all'ampia vetrata della galleria, sono le sculture zoomorfe della veneziana Matilde Sambo, in dialogo con un trittico di disegni. Queste figure ibride, in cui componenti umane e animali si intrecciano, mettono in crisi i confini dell'identità e dell'evoluzione, restituendo l'immagine di organismi appartenenti allo stesso ecosistema. La lucertola, ricorrente nelle opere, diventa riferimento alla comune origine evolutiva che lega l'essere umano ai rettili. Sul rapporto tra osservazione e presunta capacità di classificare il vivente si concentra invece Simone Carraro, con un'installazione site-specific dedicata alla laguna e al territorio veneziano. La forma dell'archivio diventa uno strumento ambiguo, facendo emergere la presunzione umana di poter ordinare e comprendere pienamente un mondo che, per sua natura, sfugge da ogni catalogazione definitiva. We All Needed the Same Sun, exhibition view, 2026, School for Curatorial Studies Venice, A plus A, ph Clelia Cadamuro
Un diverso modello di relazione emerge nel video dell'artista brasiliano Jonathas de Andrade (che ha rappresentato il Brasile alla Biennale del 2022), dove l'incontro tra alcuni pescatori della costa nord-orientale del Brasile e il pesce catturato si trasforma in un dialogo privo di parole. Prima di ucciderlo, i pescatori lo stringono a sé, condividendone fisicamente, o provando ad alleviare, l'agonia. Un gesto che sospende per un istante il contrasto tra predatore e preda, suggerendo una possibile riconnessione con il mondo naturale. A questa opera risponde, al piano superiore, il video di Glenda León, dove la natura viene osservata nel suo stesso atto del respirare, come un esercizio di ascolta. Il tempo rallenta e lo spettatore ricerca un ritmo comune tra corpo e ambiente. Jonathas de Andrade, O Peixe, 2016, Video projection 37', ph. Clelia Cadamuro
Mentre cominciano a invadere gli spazi della galleria, i funghi in ceramica di Anna Marzuttini rappresentano l'intreccio tematico di sottofondo tra tutte le opere. Queste sculture crescono spontaneamente nelle diverse sale come una presenza silenziosa e inarrestabile. La loro proliferazione evoca una natura capace di insediarsi oltre i confini stabiliti dall'uomo. La stessa forza emerge dalla fotografia di Clelia Cadamuro, dove un albero sembra appropriarsi dello spazio architettonico, ribaltando il rapporto tra natura e costruzione, riaffermando così la propria presenza.
In questo percorso si inserisce anche la scultura di Sebastiano Zafonte, che affronta il tema del danno ambientale quotidiano attraverso l'immagine di un nido composto da sigarette.
L'opera porta alle estreme conseguenze la riflessione della mostra della School for Curatorial Studies, fino a una conclusione semplice e radicale: uomo e natura dipendono dalle stesse risorse e condividono le medesime condizioni di esistenza. Sotto lo stesso sole, le diverse forme viventi sono legate da una relazione di interdipendenza che non può essere continuamente sfruttata senza compromettere le possibilità di sopravvivenza di entrambe Clelia Cadamuro, Synantropism Studies, 2021, ph Clelia Cadamuro
(0)Comments