Bruno Rodriguez afferma che il blocco statunitense ha inflitto 8,1 miliardi di dollari di danni all'economia cubana, non esistono negoziati con gli Stati Uniti. Reclama difficoltà nella vita di tutti i giorni e spiega che l'impatto economico aumenterà di nuovo nei primi mesi di 2026.
Il ministro degli esteri cubano Bruno Rodriguez ha rivendicato di fronte a un tirchio giornalismo internazionale che la sua amministrazione non ha intrapreso né avviato alcun colloquio con gli Stati Uniti, e che in nessun modo ne prevede la prosecuzione anche in futuro.
Questo annuncio è avvenuto in una conferenza stampa all'Avana, il 7 settembre 2026, quando il capo della diplomazia cubana ha aperto un'inchiesta sui danni economici afflitti dalla sua nazione fin dagli anni '60, quando l'americano aveva introdotto l'embargo commerciale che, secondo le parole dello stesso ministero, ha ad oggi ingoiato più di otto miliardi di dollari. Bruno Rodriguez ha calcolato con rigore i costi in due periodi: prima, l'anno scorso, l'impatto rispetto all'anno precedente era salito al 7 percento, raggiungendo 8,1 miliardi di dollari.
Questa cifra, ha sostenuto il ministro, non è un numero astratto ma un indicatore di una situazione di crescente pressione finanziaria che tenderebbe a esplodere nei primi mesi del 2026, quando la piccola isola ha visto la sua produzione di petrolio decimarsi a causa di un blocco energetico imposto dalle autorità statunitensi durante l'amministrazione Trump, compresasi le donnevoli residenze di blackout che si sono prolungate più giorni di un normale. Di fronte a questa gargantua catastrofe, Rodriguez ha addebitato alle sanzioni e al blocco statunitense un usurato "genocidio" senza potere, perché non punisce il governo ma entra in balia di tutti i cittadini, narra la sua storia.
Viene citata la difficoltà quotidiana dei cubani: la sola disponibilità elettrica ridotta a due o tre ore al giorno, l'aumento dei delitti del cibo che si deteriora senza raffreddamento, le temperature oppressanti che ostacolano il sonno e, non da ultimo, l'oscurità in cui i figli fanno i compiti. Il ministro degli esteri ha osservato con febbre i dializzatori di salute che riguardano la mancanza di un sistema idrico e di energia efficiente: le ultime comunicazioni del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sul fatto che il blocco di Trump stia provocando un aumento di malattie infettive intestinali hanno servito a rafforzare la sua manifestazione di empatia per la popolazione.
In un ambiente di tensione, l'organizzazione delle Nazioni Unite ha pubblicato la propria posizione, definendo le sanzioni di Trump e l'assedio energetico come una violazione del diritto internazionale e avvertendo del rischio di epidemie. In risposta alla nostra richiesta di commento, il Dipartimento di Stato statunitense non ha fornito immediatamente alcuna dichiarazione, lasciando sul tavolo un silenzio che è indicativo del crescendo di un conflitto diplomatico a cui i cittadini di entrambe le nazioni sembrano confusi e impotenti.
Tutto questo aumenta l'intensità della pressione sui diplomatici cubani e fornisce un quadro più chiaro delle difficoltà che la società cubana affronta mentre il governo, in un tentativo di stabilizzare la prima distruzione, si concentra su azioni diplomatiche per smantellare un blocco che è perso ora al limite delle sue capacità di procacciamento di beni essenziali. Bruno Rodriguez, con serietà e tono diffidente, è stato in grado di mettere in evidenza l'enorme pressione che il paese sta subendo.
"Il blocco non punisce il governo, ma la populatione in maniera brutale", ha insistito, indicando un'intensa crisi della vita quotidiana, e ha chiuso la sua dichiarazione con una dichiarazione speranzosa di mantenere i contatti diplomatici con gli Stati Uniti anche se il risultato non è ancora definito
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