di Luca Pernice
L'ipotesi emersa nell'incidente probatorio per recuperare le calzature della 26enne, già sottoposta ad autopsia: i Ris dovranno analizzare impronte e possibili tracce biologiche per ricostruire le ultime ore prima della morte
Non è escluso che si possa procedere all'estumulazione del corpo di Roberta Bertacchi, la 26enne di Ruffano trovata morta a Casarano il 6 gennaio 2024. L'ipotesi sarebbe emersa nel corso dell'udienza davanti al gip del Tribunale di Lecce, Francesco Valente, durante il conferimento dell'incarico ai carabinieri del Ris di Roma per i nuovi accertamenti disposti nell'ambito dell'inchiesta.
L'eventuale apertura della tomba non sarebbe legata alla necessità di eseguire ulteriori esami medico-legali: sulla salma, infatti, è già stata effettuata l'autopsia. L'obiettivo sarebbe invece quello di recuperare le scarpe che Roberta indossava quando venne trovata senza vita e con le quali sarebbe stata successivamente tumulata.
Le calzature potrebbero assumere un ruolo importante nelle verifiche affidate agli specialisti del Racis-Ris. Gli investigatori dovranno infatti confrontare alcune impronte rilevate sulla porta d'ingresso dell'abitazione e sulla pensilina in policarbonato sottostante il balcone, nel tentativo di ricostruire con maggiore precisione quanto accadde nelle ultime ore di vita della giovane.
L'incidente probatorio ha intanto dato formalmente il via ai nuovi approfondimenti tecnici. I militari del Ris avranno novanta giorni di tempo, a partire dal 17 settembre, per completare gli accertamenti.Una seconda analisi riguarderà la ricerca e, dove possibile, la datazione di eventuali tracce biologiche sugli indumenti e sulla sciarpa trovata attorno al collo della 26enne. Un ulteriore approfondimento, già affidato in precedenza a un perito, riguarda invece i file audio e video registrati tra le 2 e le 4 della notte del 6 gennaio 2024.Al centro dell'inchiesta resta la tormentata relazione tra Roberta Bertacchi e l'ex compagno Davide Falcone, 36 anni, già rinviato a giudizio con l'accusa di maltrattamenti. Nell'indagine sulla morte della giovane viene inoltre ipotizzata nei suoi confronti l'istigazione al suicidio.
Il quadro investigativo, tuttavia, resta aperto. Saranno proprio gli esiti dell'incidente probatorio e delle nuove verifiche scientifiche a stabilire se la ricostruzione della morte di Roberta debba essere confermata o ulteriormente approfondita. Tra gli scenari investigativi non viene esclusa neppure una possibile diversa qualificazione dell'accusa, fino all'ipotesi di omicidio.
Alle operazioni parteciperanno anche i consulenti delle parti. La famiglia della giovane è assistita dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, mentre la difesa dell'indagato è rappresentata dall'avvocato Giorgio Caroli. Gli accertamenti del Ris potrebbero dunque rappresentare un passaggio decisivo per fare luce sui punti ancora controversi di una morte sulla quale, a più di due anni e mezzo di distanza, restano interrogativi da chiarire.
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