Dopo anni di stop e un lungo iter amministrativo, stamattina – martedì 8 settembre – sono ripartiti i lavori della Regione Lazio per la messa in sicurezza idraulica del fosso di Pratolungo, nell'area della via Tiburtina, all'altezza del Grande Raccordo Anulare.
Un intervento strategico per ridurre il rischio di esondazioni e proteggere un'area caratterizzata dalla presenza di numerose attività artigianali, commerciali e industriali.
La cerimonia di stamattina per l'avvio dei lavori al fosso di Pratolungo
Il progetto nasce a seguito degli eventi meteorici del dicembre 2008, quando l'esondazione del fosso di Pratolungo, affluente di destra dell'Aniene, provocò l'allagamento di diversi stabilimenti presenti nella zona.
L'intervento prevede opere di regolazione e una vasca di laminazione delle piene, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza idraulica dell'area, con un primo finanziamento di circa 7 milioni di euro.
I lavori erano stati avviati nel 2016 e successivamente sospesi nel 2018 in seguito a due sentenze che avevano imposto la sottoposizione del progetto a Valutazione di Impatto Ambientale statale.
Nel frattempo, erano già state realizzate diverse opere propedeutiche, per un investimento superiore ai 3 milioni di euro.
Dal 2023 la Regione ha ripreso le procedure di approvazione del progetto e seguito con determinazione i vari ricorsi che negli anni si sono sovrapposti.
Concluso l'iter autorizzativo, la Regione Lazio ha adeguato il progetto alle prescrizioni ambientali e completato le procedure necessarie alla ripresa dell'intervento.
Finalmente il 22 luglio 2026 è stato sottoscritto il verbale di consegna definitiva e di ripresa dei lavori, che dovranno concludersi entro il 2028.
L'opera ha oggi un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, con una copertura finanziaria assicurata attraverso fondi di bilancio dedicati, risorse FSC e fondi regionali.
«Abbiamo lavorato con grande determinazione per superare le difficoltà tecniche, giuridiche e finanziarie e consentire la ripartenza di un'opera strategica per la sicurezza del territorio.
Le risorse inizialmente disponibili non sarebbero state sufficienti, per questo, come Regione Lazio abbiamo lavorato per reperire i finanziamenti necessari», ha dichiarato l'assessora ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.
«Crediamo fortemente nelle potenzialità di quest'area, dove esiste già un tessuto imprenditoriale rilevante e un potenziale sviluppo industriale importante.
La messa in sicurezza rappresenta quindi anche un'opportunità per valorizzare il territorio, recuperare spazi e strutture e creare nuove condizioni di sviluppo per un quadrante della città di Roma che è vitale per tutta la Regione Lazio.
E non solo: questa realizzazione è propedeutica alla realizzazione del nuovo sistema fognario della zona, al quale sta lavorando l'assessore Ornella Segnalini», ha aggiunto l'assessora Manuela Rinaldi.
Stamane alla cerimonia per la posa della prima pietra ha partecipato anche l'assessora ai Lavori Pubblici e alle infrastrutture di Roma Capitale, Ornella Segnalini.
'L'avvio dei lavori è molto importante per la sicurezza idraulica del quadrante e consente di fare un passo avanti anche sul progetto infrastrutturale che Roma Capitale sta portando avanti per la Tiburtina Valley', ha dichiarato l'assessora.
La realizzazione della cassa di espansione costituisce infatti il presuppostoper gli interventisu cui sta lavorando Roma Capitale insieme ad Acea Ato 2: potenziamento del depuratore di Settecamini, nuova rete fognaria dell'area industriale della via Tiburtina e sviluppo di sistemi per il riutilizzo delle acque depurate.
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