Una lite familiare degenerata in pesanti minacce, con un piccone utilizzato per danneggiare un'abitazione e il lancio di sassi contro la casa del fratello. È quanto accaduto a Redondesco, in provincia di Mantova , dove i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 45 anni, ritenuto responsabile, secondo l'ipotesi accusatoria, del reato di atti persecutori. L'intervento è scattato dopo una chiamata al 112 ed è stato gestito con procedura d'urgenza, poiché sulla vicenda era già attiva un'attenzione investigativa nell'ambito del cosiddetto Codice Rosso. La chiamata al 112 e l'attivazione della procedura d'urgenza
La situazione era già nota ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Mantova, che avevano mantenuto alta l'attenzione sul contesto familiare. Quando uno dei due fratelli coinvolti ha contattato il numero unico di emergenza 112 per segnalare un problema in corso, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Castiglione delle Stiviere ha attivato immediatamente le procedure previste per gli interventi urgenti.
La richiesta è stata assegnata alla pattuglia più vicina, quella della Stazione di Gazoldo degli Ippoliti, impegnata nei servizi di controllo del territorio. I militari hanno raggiunto Redondesco per verificare quanto stava accadendo e mettere in sicurezza le persone coinvolte.
Non perderti le ultime notizie di La Milano: aggiungici alle tue fonti preferite su Google in un solo clic. I servizi di prevenzione concordati in Prefettura
La pattuglia intervenuta era impegnata nell'ambito dei servizi concordati e condivisi in Prefettura durante un recente Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi.
Il coordinamento tra Prefettura, Forze dell'ordine e Autorità giudiziaria rappresenta un elemento centrale nella gestione delle situazioni già segnalate come potenzialmente a rischio. In questo caso, la conoscenza pregressa della vicenda e la rapidità nell'attivazione dell'intervento hanno consentito ai militari di raggiungere tempestivamente il luogo della segnalazione. Le minacce al fratello trentenne e il piccone
Una volta arrivati a Redondesco, i Carabinieri hanno raccolto le dichiarazioni della vittima, un uomo di 30 anni, e dei testimoni presenti. Gli elementi acquisiti hanno permesso di ricostruire la dinamica dell'episodio e di valutare la condotta attribuita al fratello maggiore.
Secondo quanto riferito dall'Arma, il trentenne avrebbe ricevuto pesanti minacce dal fratello di 45 anni. Quest'ultimo, armato di un piccone, avrebbe danneggiato l'abitazione della vittima e lanciato sassi contro la casa. Una situazione che ha richiesto l'intervento immediato dei militari per evitare un possibile aggravamento delle conseguenze. L'intervento dei Carabinieri e la ricostruzione dei fatti
L'arrivo della pattuglia ha consentito di interrompere la situazione di tensione e di procedere agli accertamenti necessari. I militari hanno ascoltato la vittima e i testimoni, acquisendo gli elementi utili a ricostruire quanto accaduto e a inquadrare l'episodio nel contesto delle precedenti segnalazioni.
La vicenda, già oggetto di attenzione da parte della Procura e dei Carabinieri nell'ambito del Codice Rosso, è stata valutata anche alla luce del rischio di reiterazione delle condotte denunciate. Gli accertamenti hanno quindi portato all'adozione del provvedimento restrittivo nei confronti del 45enne. Arrestato per atti persecutori e trasferito in carcere
Al termine delle verifiche, i Carabinieri hanno proceduto all'arresto dell'uomo di 45 anni, ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, del reato di atti persecutori . L'arresto è stato eseguito sulla base degli elementi raccolti nell'immediatezza dell'intervento e nel quadro della vicenda già seguita dagli investigatori.
Dopo l'espletamento delle formalità di rito, il 45enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale, a disposizione dell'Autorità giudiziaria. Saranno le successive valutazioni giudiziarie a definire la posizione dell'indagato e gli eventuali provvedimenti nell'ambito del procedimento. Il Codice Rosso e la tutela delle vittime
Il cosiddetto Codice Rosso individua un insieme di disposizioni e procedure volte ad assicurare una risposta tempestiva nei casi di violenza domestica e di genere e per specifici reati contro la persona. La presenza di una situazione già segnalata consente alle autorità di attivare con particolare attenzione gli strumenti di prevenzione e tutela previsti dall'ordinamento.
Nel caso di Redondesco, la tempestiva chiamata al 112 e l'intervento della pattuglia hanno permesso di affrontare una situazione di rischio concreto. La ricostruzione delle condotte contestate e le eventuali responsabilità penali saranno oggetto degli accertamenti dell'Autorità giudiziaria
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