'Egonu dalla Nigeria': telecronista turco accusato di razzismo prima della finale con l'Italia

'Egonu dalla Nigeria': telecronista turco accusato di razzismo prima della finale con l'Italia
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Category: Sports
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Prima di Italia-Turchia un telecronista turco ha presentato alcune azzurre citandone le origini, scatenando la polemica sul tema dell'italianità. Un episodio ancora più delicato per Egonu, già bersaglio in passato di domande e attacchi legati alle sue origini, nonostante sia nata in Italia. VIDEO CONSIGLIATO La finale degli Europei femminili di pallavolo 2026, vinta 3-2 dalla Turchia sull'Italia, continua a far discutere anche per quanto accaduto prima dell'inizio della partita. Durante l'ingresso in campo delle giocatrici dell'Italvolley un telecronista di una tv turca ha scelto di presentare alcune giocatrici richiamando le loro origini familiari o il paese di nascita, anziché limitarsi a identificarle come atlete azzurre. Ha presentato Paola Egonu "dalla Nigeria", Myriam Sylla "dalla Costa d'Avorio", Ekaterina Antropova "dalla Russia" e Sarah Fahr "dalla Germania". La scelta ha immediatamente alimentato le polemiche, con diversi tifosi che hanno interpretato il gesto come una provocazione a sfondo razziale e come un modo per mettere indirettamente in discussione l'italianità delle giocatrici. La vicenda, tuttavia, va inserita anche nel clima particolarmente acceso che accompagna da anni la rivalità tra Italia e Turchia nel volley femminile: le due nazionali si sono affrontate più volte per trofei importanti e, in una sfida così sentita, non sono mancate provocazioni e schermaglie anche fuori dal campo. Il telecronista turco accusato di razzismo Secondo alcuni media turchi, l'intervento del telecronista sarebbe stato anche una risposta ironica alle dichiarazioni del commissario tecnico della Serbia, Zoran Terzić, che nei giorni precedenti aveva criticato il ricorso a giocatrici naturalizzate da parte di Italia e Turchia, citando in particolare Melissa Vargas, cubana diventata turca. In quest'ottica, il commento sarebbe stato pensato come una provocazione nei confronti di chi contestava la presenza di atlete straniere nelle nazionali, evidenziando a sua volta le origini di alcune giocatrici italiane: una spiegazione che può contribuire a ricostruire il contesto, ma che non ha impedito alla frase dedicata a Egonu e alle altre azzurre di suscitare forti reazioni. Il tema è particolarmente delicato e vede protagonista, suo malgrado, Paola Egonu, che già in passato era stata coinvolta in episodi e dibattiti sulla sua presunta "poca italianità": situazioni che hanno coinvolto anche esponenti politici che oggi sono sulla cresta dell'onda ma che da anni puntano su stereotipi e pregiudizi razziali, solleticando razzismi che sembravano ormai figli del passato. Egonu e Sylla sono nate in Italia, Fahr e Kate sono italiane al 100% C'è poi un aspetto che merita di essere sottolineato. Paola Egonu è nata a Cittadella, in provincia di Padova, e Myriam Sylla è nata a Palermo. Entrambe sono nate in Italia e hanno costruito qui una parte fondamentale del proprio percorso umano e sportivo, fino a diventare due delle colonne della Nazionale. Le origini delle loro famiglie fanno parte delle rispettive storie personali, ma non cambiano il dato di fatto della loro nascita in Italia. Egonu e Sylla hanno rappresentato il paese ai massimi livelli, contribuendo ai successi della Nazionale e diventando simboli di una squadra che, dentro e fuori dal campo, racconta anche la società italiana contemporanea. Il telecronista ha richiamato anche le origini di Ekaterina Antropova, presentata come 'dalla Russia', e di Sarah Fahr, indicata come 'dalla Germania'. Anche in questi due casi il riferimento alla provenienza è stato letto da molti come una sottolineatura dell'origine delle giocatrici più che della loro appartenenza alla nazionale italiana. Antropova, nata in Islanda da genitori russi, e Fahr, nata in Germania da padre tedesco e madre italiana, sono da anni parte integrante del movimento azzurro: cresciute da noi e italiane al 100%. La Turchia, dal canto suo, ha costruito una selezione altrettanto internazionale, con Melissa Vargas, nata a Cuba, tra le sue protagoniste: questo dibattito sulle naturalizzazioni e sulle origini delle giocatrici è piuttosto anacronistico e dimostra, ancora una volta, la difficoltà nell'affrontare alcuni temi anche in ambito sportivo.

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